F F Tribuna Libera: RIAPRE.

martedì 12 giugno 2018

RIAPRE.





Il 4 maggio scorso in Consiglio comunale il capogruppo forzitalico Cesare Epifani annunciò  in via ufficiosa che entro un mese il Centro raccolta materiali (sequestrato cinque anni fa dalla magistratura) sarebbe stato riconsegnato alla ditta e la ditta avrebbe provveduto a riaprirlo.  Questo a seguito dell'approvazione del PUG (che sanava le illegittimità). 

Oggi sempre Epifani ri-annuncia che la riapertura dovrebbe avvenire entro due settimane. La riconsegna al Comune è avvenuta oggi. E' una buona notizia ma cerchiamo di capire cosa è successo.



Come si è arrivati a questa situazione?

La "leggenda" messa in giro (e a cui anche alcuni cittadini ingenuamente hanno "abboccato" in passato) sostiene che la causa della chiusura sarebbe da addebitare agli ex consiglieri del centrosinistra che in realtà avevano soltanto richiesto al Comune che la procedura di realizzazione avvenisse secondo quanto prevedono le norme di legge, proprio per evitare "macedonie" (come poi è avvenuto) e assicurare un servizio certo e duraturo a tutti i cittadini. 

Proviamo a ricostruire come andarono le cose. Ricorderete che il centro fu sequestrato nel 2013. Nel novembre 2014 arrivarono due condanne in primo grado per lottizzazione abusiva. Rivediamo cosa accadde e cosa portò a questo epilogo.

Nel 2009 la precedente amministrazione aveva individuato un'area differente (clicca qui per approfondire). A fine 2010 il Comune, cambiata l'Amministrazione, rilasciò autorizzazione per la realizzazione del Centro Raccolta Materiali su area comunale prospiciente viale del Lavoro (zona artigianale), l'area che poi venne sequestrata. 

Il sequestro avvenne perchè la strumentazione urbanistica (cioè il Programma di fabbricazione del 1969, ora sostituito dal nuovo PUG) prevedeva che quell'area fosse invece destinata ad area verde a servizio della zona artigianale.

Eppure questo era stato precisato anche dagli uffici della Regione Puglia, appositamente interpellati: ”La localizzazione del Centro Raccolta Materiali su area destinata a Verde Pubblico, al servizio della zona artigianale, risulta ad oggi non conforme alla strumentazione urbanistica comunale vigente e/o adottata, richiedendosi nella fattispecie la preventiva adozione di una variante urbanistica di competenza del Consiglio Comunale” (nota n. 7090 del 6 luglio 2012).


Stessa cosa aveva ribadito anche la Provincia di Brindisi nel dicembre 2011:





(Clicca sull'articolo di Antonello Laveneziana per ingrandirlo)





Provincia e Regione invitavano l'Ufficio Tecnico Comunale a revocare in autotutela il Permesso a Costruire rilasciato. Allo stesso tempo, per sanare la cosa, sarebbe bastato che il Consiglio comunale avesse approvato, come richiesto, una variante urbanistica alla destinazione d'uso dell'area e tutto si sarebbe risolto. 

Tutto ciò non avvenne. L'area individuata restò la stessa senza questi passaggi e con le conseguenze che conosciamo. Non vollero modificare nulla e ancora ce ne chiediamo il perchè.

Dunque ora finalmente hanno fine le conseguenze di quella scelta amministrativa incomprensibile che ha bloccato questo utile servizio per cinque anni. 

Ma ci sarà sempre chi dirà che la colpa è sempre di qualcun altro, magari di "quelli di prima". Non sono pochi quelli che abboccano alla "propaganda".

E' una buona notizia, dunque, ma perchè avete fatto perdere a noi cegliesi tutto questo tempo? Sicuri sicuri che la colpa sia degli altri? Fateci sapere.


RIAPRE.

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