F F Tribuna Libera: Una lettera sul problema del randagismo

domenica 27 novembre 2016

Una lettera sul problema del randagismo






Ricevo e pubblico questa lettera aperta
di una nostra concittadina:



"Da tre anni sono (quasi) felice cittadina della meravigliosa terra di Puglia. Non ho alcuna relazione di parentela con questa regione stupenda, mi sono semplicemente innamorata della Puglia e dei Pugliesi, e ho scelto di lasciare per sempre il nord nonostante la mia fiera genovesità, ma molto provata dalla mancanza di sentimento e empatia dei miei ultimi 15 anni nella zona di Varese.

L’amore per questa terra è indiscusso e indiscutibile, ma, nonostante la generosità e l’accoglienza dell’animo pugliese, affrontare quotidianamente il problema della mancanza di cura/amore/interessamento per gli animali rende la mia vita di volontaria estremamente difficile e frustrante.

Oggi pomeriggio (26 novembre) ero a Latiano e in Piazza Umberto vedo vagare un bellissimo cucciolone di pitbull, nero, grosso, dolcissimo e affettuoso. Mi fermo, chiedo se appartiene a qualcuno, i ragazzi lì presenti mi dicono che vaga da un po’ e che non appartiene a nessuno di loro. Chiamo immediatamente i Vigili di Latiano, spiego la situazione e chiedo il loro intervento per la lettura di un eventuale microchip  e, immancabile, arriva la frase “Non abbiamo un lettore di microchip”.

Suona assurdo, ma in un paese di 15mila persone, con tutti i problemi di randagismo che devastano la Puglia, i Vigili Urbani di Latiano non sono dotati di lettore microchip: costa circa 60 euro, salverebbe dal canile i cani che NON sono stati abbandonati ma si sono persi per i più svariati motivi ma no, il lettore non c’è.

Chiedo di conoscere il nome del veterinario ASL in servizio (ASL a cui spetta per legge l’eventuale recupero dei randagi)  e sembra io abbia chiesto la chiave di accesso a Fort Knox, perché nemmeno questo è possibile sapere. Mi dicono che comunque vengono a controllare, cosa che fanno nel giro di pochi minuti.

Ma il cane resta lì, ed è un privato cittadino che, in ogni caso, deve darsi da fare, chiamare i carabinieri che ti rimandano all’Ospedale Perrino di Brindisi (nemmeno i carabinieri sanno chi sia il veterinario ASL di turno), il centralinista del Perrino (gentilissimo, per carità) mi da il nome di un veterinario, ma non può fornirmi il numero e nemmeno dirmi se è incaricato della zona di Latiano o di altre zone della provincia di Brindisi. Sembra un film di Bunuel e invece è semplicemente una storia di ordinaria mancanza di intervento delle istituzioni che dovrebbero essere a fianco dei cittadini che si prendono carico di problemi ignorati.

La fortuna del peloso è che finalmente arriva in piazza un signore che lo riconosce, scatta la telefonata al proprietario che arriva di corsa a recuperare il cucciolone, tornano anche i Vigili. Mi permetto di dire, e non smetterò mai di insistere, che il cane DEVE avere una medaglietta con numero di cellulare del proprietario, che è meglio sia sterilizzato prima della piena maturità sessuale per evitare fughe e cucciolate indesiderate che ricadono immancabilmente tra le braccia, affettuose ma spossate, di noi volontari. La storia questa volta (eccezionalmente) è a lieto fine.

Ci tengo a sottolineare l’estrema cortesia e gentilezza delle forze dell’ordine, ma per l’ennesima volta non sono state in grado di fare nulla, e tutto questo per la mancanza di uno strumento che di sicuro non avrebbe chissà quale influenza sul bilancio di un Comune.

Oggi è successo a Latiano, tre anni fa la stessa identica storia mi toccò a Ceglie Messapica, dove vivo, e lì i vigili non vennero nemmeno a controllare (pare il lettore microchip ci sia, ma nessuno sa dove alberghi). Choco, trovato in Piazza Repubblica a Ceglie, me lo portai a casa, lo feci chippare, vaccinare e sterilizzare e da tempo vive felice con una famiglia lombarda. Nel mio paese di elezione nulla si muove, nulla viene fatto, nulla cambia, i randagi imperversano per le strade, le cucciolate disperate non si contano più, noi volontari siamo stremati, senza risorse, senza aiuti, presi spesso in giro, disperati.

71 cani e almeno una decina di gatti salvati in tre anni: sono orgogliosa di averli aiutati, ma, credete, ci sono giorni in cui la disperazione rischia di prevalere sulla buona volontà.
Il problema del randagismo in Puglia è devastante, l’episodio di oggi è piccolissima goccia in un mare tumultuoso e incontrollato a causa della latitanza di chi dovrebbe occuparsene (le istituzioni in generale, e per legge). La domanda che mi viene spontanea è, ancora una volta: se i cani avessero diritto di voto, saremmo ancora in questa situazione allucinante?

Caro sindaco di Latiano, e cari sindaci della Puglia tutta, almeno un lettore di microchip potreste fornirlo a chi potrebbe (non dico dovrebbe, ma lo penso) dare una mano ai cittadini che hanno a cuore il benessere non solo dei pelosi ma del territorio che è vostro quanto nostro, e che assiste quotidianamente allo scempio di essere indifesi che hanno solo la voce di alcuni di noi per parlarvi e chiedere aiuto.

In Puglia, anche in Puglia, sono sempre più numerosi i volontari animalisti e, in ogni caso, le persone sensibili al benessere di chi non può difendersi da solo, ma abbiamo bisogno che chi governa il territorio faccia la propria parte. Ad oggi il vostro conto è decisamente in rosso, sarebbe ora di tentare almeno un pareggio.


Antonella Tixi
Ceglie Messapica





Una lettera sul problema del randagismo

9 commenti:

  1. Anonimo11/27/2016

    Cara sig.ra Antonella,
    Ceglie è un paese bellissimo ma purtroppo molti cegliesi non hanno mai messo il naso fuori dalle loro mura, e non intendo solo fisicamente.
    A ceglie tantissimi hanno il cane attaccato a catene lunghe qualche metro (quando è fortunato... il cane intendo)
    Ma lei lo sa che abbiamo un assessore veterinario ma che segue l'urbanistica? E l'ambiente e salute uno che ha avuto come massima carica il chirichetto?
    Questo potrebbe non significare nulla.... ma in realtà spiega tante cose.
    Un abbraccio.

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    1. Gli assessorati non si danno in base alla professione dell'assessore. Anzi, in alcuni casi bisogna evitarlo per evitare conflitti di interessi. Penso ad esempio alle incompatibilità previste dalla legge per ingegneri, architetti e tecnici per quanto attiene all'urbanistica

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    2. Anonimo11/27/2016

      E si danno invece per ... altri interessi?

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  2. Anonimo11/27/2016

    Cara Antonella,
    nonostante gli iniziali elogi a questa terra ed i suoi abitanti, é evidente la tua "sorpresa" per la disorganizzazione e l'insensibilità di noi indigeni.
    La mancata empatia varesina ti ha condotto a Finis Terrae ma questo non è il paradiso.
    Questa terra ha tanti e secilari problemi, tra cui l'indolenza dei suoi abitanti da xui deriva trscuratezza e disorganizzazione della cosa pubblica.
    Ora: tra i secolari problemi bisogna stabilire delle priorità, e non credo che i cani randagi siano in cima alla lista.
    Encomiabile il tuo interessamento tanto impegno potrebbe essere più proficuamente impegnato chessó...organizzando doposcuola, dando una mano alla Caritas, ospitando immigrati et similia, roba da missionari insomma.
    I cani vengono DOPO, devono venire dopo; le colpe di vigili e funzionari pubblici sono da imputare anche a questo tipo di incombenze; é appena il caso di ricordare che qualche tempo fa mobilitarono una autopompa completa di squadra di pompieri per salvare un gattino su un cavo, ovviamente il gattino, infastidito, lasciò indolentemente il cavo sulle proprie zampe.
    Uno spreco di risorse, come tu sprechi le tue...e poi: se i certa che quei 71 cani e 3 gatti volessero essere "salvati"? Esattamente da cosa credi di averli salvati?
    Certamente si, non sono un animalista e nemmanco vegano, non pratico lo yoga e non sono new age.
    Ciononostante insisto nel mettere l'umano prima di tutto, il resto se possibile.
    Uno di noi due ha subito un trauma da piccolo che lo ha reso quello che é, succede a quasi tutti, non preoccuparti, almeno non troppo.

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    1. Anonimo11/27/2016

      Se si dovesse ragionare sulle "priorita" tra soggettività e relatività (intesa che ci sarà sempre qualcosa di più prioritario) non si farebbe mai nulla.
      Non mi sembra molto razionale il tuo post....

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    2. Anonimo11/27/2016

      Qual è invece la tua proposta?
      Bada che sia razionale, non trascendentale come la tua considerazione.
      In sintesi affermo che l'umano ha priorità assoluta, ovvero i bisogni fondamentali dell'umanità in senso lato.
      Questo non è siggettivi e nemmeno oggettivo, é assoluto, é la conservaziine della specie, é la solidarietà che ci ha portati al punto in cui siamo.
      Cosa c'è di più prioritario?

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    3. Anonimo11/28/2016

      La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. - M. K. "Mahatma " Gandhi

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  3. Anonimo11/28/2016

    Troppo semplice in una nazione dove vacche e scimmie sono oggetto di venerazione.
    Senti un po che diceva uno più importante del Mahatma:
    Genesi 1:25
    25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
    26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
    27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.
    28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra».
    29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo.
    30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne.
    31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.

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  4. Anonimo11/28/2016

    Allora approvi chi mette loro il cappottino?

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