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martedì 21 luglio 2020

Alla riscoperta del poeta Pietro Gatti







E' stato pubblicato il nuovo libro scritto da Vincenzo Gasparro. E' un saggio sull'opera poetica del noto poeta cegliese Pietro Gatti. Il libro si avvale della copertina del maestro Uccio Biondi che ha illustrato l'opera di Gatti e che ha anche impreziosito il saggio con una sua postfazione. 






E' possibile acquistarlo presso i consueti siti online di Amazon, IBS e Feltrinelli Store oppure presso la cartolibreria di Camillo Chirico in via Aldo Moro.







Sinossi del libro:



"Rileggere il poeta Pietro Gatti in quest'epoca di globalizzazione sfrenata e tumultuosa non è un puro esercizio retorico e letterario, ma l'occasione per un ripensamento sulla condizione umana e sull'organizzazione della società. 


L'uomo dell'antropocene e del novacene viene chiamato a ripensare il rapporto uomo-natura, a riscoprire i valori perduti per superare l' "immondezzaio consumistico", praticare e tessere rapporti di solidarietà e di fraternità. Da un innocente poeta ricaviamo il monito della riscoperta della sacralità del pane e della vita in armonia con la bellezza della natura. 


Il poeta ci ricorda laicamente che la terra è il nostro unico paradiso, anche se il male di cui l'uomo è capace la rende, troppe volte, un tragico inferno. Gatti non s'interroga, dopo la morte nicciana di Dio sul suo silenzio e il suo canto si fa disperato e tragico".





Un video realizzato qualche anno fa da Vincenzo Suma













L'autore



Vincenzo Gasparro, maestro educato alla scuola di Don Bosco, Don Milani e Mario Lodi, è nato a Ceglie Messapica. Tutta la sua produzione poetica è raccolta nel volume “Tutte le poesie” (1994-2012), BookSprint Edizioni, 2014, nelle cui collane ha anche pubblicato il racconto “Il sortilegio della casa antica”.


E' presente in diverse Storie della letteratura italiana del II Novecento, in Dizionari letterari, ne “La saggezza della letteratura”, “Puglia letteraria” e qualificate antologie. Ha collaborato a giornali locali e nazionali.


Negli anni ha pubblicato il libro di storie e memorie "La pampanella amara", l'istant-book, con altri,  "Dicembre 93" e i seguenti libri di poesia: Taccuino (L’Autore Libri Firenze, 1994); Parole mai distratte (Gazebo, Firenze, 2000); Grazie per i balconi fioriti (Bastogi, Foggia, 2001); Barchette arancio e limone (Bastogi, Foggia, 2002); Nel mattino disperso (LietoColle, Faloppio, Como, 2004); La cura di Gaia (LietoColle, Faloppio, Como, 2006); Il passero maldestro, (LietoColle, Faloppio,  Como, 2008), Il sortilegio della casa antica (BookSprint Edizioni, 2011).




Tra i libri più recenti:  "Una famiglia borghese – L'Italia dei galantuomini fino all'avvento delle camice nere" (2009) ,  "Melagrane scarlatte e more nere" (2010),  "A che servono le rose" (2012), "Fresco mattino come la tua spalla" (2016), "Novecento" (2016), "Paese mio Vivrai" (2019), "Cartesio è andato via - Poesie" (2019), "I gabbiani non conoscono il male" (2020).



Tribuna Libera

sabato 7 marzo 2020

Epimeteo, la scuola e le elezioni



Una meditazione di Vincenzo Gasparro:






Epimeteo e l'elezione del nuovo sindaco


Il Covid-19 è una buona occasione per ripensare tutto il limite e la fragilità del nostro sistema economico, sociale e culturale in cui siamo avviluppati. Tutte le criticità del sistema globalizzato sono, da più di mezzo secolo di studi, oggetto di riflessione da parte di pionieri del pensiero, profeti inascoltati e ignorati. 


In questi giorni che ci obbligano alla lentezza e ci costringono a stare in casa, ho ripreso la lettura di un sacerdote e maestro qual è Ivan Illich. In particolare ho riletto "L'elogio della bicicletta" che mette in luce l'assurdità e le contraddizioni della velocità e del frenetico consumo di energia con cui ci rapportiamo al mondo e "Descolarizzare la società" che rivendica un'alternativa nei processi formativi dell'istituzione scolastica. 



Mi soffermo solo su quest'ultima riflessione che 50 anni fa fu avviata dal filosofo viennese. Il quesito di fondo del libro è questo: ha senso nella società del tardo capitalismo finanziario, tenere in piedi un sistema scolastico che divora risorse e che,ridotto all'essenziale del ragionamento, non è capace di rompere le diseguaglianze di partenza dei soggetti che usufruiscono di questo dispendioso servizio?



Illich è convinto che "in tutto il mondo la scuola esercita sulla società un effetto antieducativo con la sua pretesa di essere l'unica istituzione specializzata nell'istruzione" Egli incalza "dare a tutti uguali possibilità d'istruzione è un obiettivo auspicabile e raggiungibile, ma identificare questo obiettivo nella scolarizzazione obbligatoria è come confondere la salvezza eterna con la chiesa". "La scuola è diventata la religione universale di un proletariato modernizzato e fa vuote promesse di salvezza ai poveri dell'era tecnologizzata".



In questo quadro l'insegnante diventa giudice, ideologo e terapeuta, una sorta di "prete secolare". La scuola si esercita sull'apprendimento delle cose "sul" mondo e non trae il proprio sapere "dal" mondo e certifica solo il rendimento quantitativo sul mondo, creando così una frattura insanabile tra educazione e istruzione. 



Nasce così il mito del titolo di studio che certifica,  se pure,una competenza specialistica che è cosa altra dal vero sapere e dalla cultura. La paradossalità di questo iato è del tutto evidente in questi giorni per cui si può continuare a studiare in streaming, ma è bene chiedersi se possiamo ancora parlare di educazione o questo studio non si configura solo come arida istruzione. 



Ma Illich ci avverte che la sola istruzione non è compatibile con una società veramente democratica e, paradossalmente, più fondi si investono in istruzione più aumenta il tasso di analfabetismo. Più in profondità il maestro viennese ci invita a riconsiderare il mito di Prometeo e a condividere "la scelta di Epimeteo che sposando Pandora sposò la Terra".



Nel nostro piccolo, dovendo rinnovare il Consiglio Comunale e Regionale, non sarebbe auspicabile che tutti i candidati a sindaco e a governatore e a consiglieri ci facessero sapere qual è la loro concezione della scuola, dell'educazione e della cultura per cercare di fare dell'agire amministrativo una vera azione politica di trasformazione?


Buona lettura.


Vincenzo Gasparro




Tribuna Libera

giovedì 27 febbraio 2020

Importante traguardo per il prof. Franco Nigro






Con Decreto del Rettore dell’Università degli Studi “Aldo Moro”di Bari dello scorso 10 febbraio, il prof. Franco Nigro, nostro concittadino, è stato nominato Professore Ordinario di Patologia Vegetale presso la Facoltà di Scienze Agrarie. 





Già Professore Associato dal 2005, Franco Nigro ha insegnato Biotecnologie per la Salubrità e la Sicurezza delle Produzioni Vegetali (6 CFU), integrato con Certificazione delle Produzioni Agroalimentari (3 CFU) nel corso di Laurea Magistrale “Biotecnologie per la Qualità e la Sicurezza dell’Alimentazione” e Batteriologia (3 CFU), nel corso integrato di Patologia Vegetale Generale II, Corso di Laurea Triennale in “Scienze e Tecnologie Agrarie”. 

Risultato immagini per scienze agrarie bari



È stato relatore di oltre 40 tesi di laurea, 32 elaborati finali e 18 Tesi di Dottorato di Ricerca in Patologia Vegetale. ha svolto la sua attività di ricerca presso il Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti, occupandosi di importanti malattie dell'olivo (verticilliosi, lebbra, cercosporiosi, disseccamento rapido), degli agrumi (marciumi da Phytophthora spp. e mal secco), delle drupacee (marciume radicale lanoso).


È socio dell’American Phytopathological Society e dell’International Society of Citriculture, nonché componente dell‘International Verticillium Steering Committee. L'attività scientifica del Prof. Nigro, svolta anche in collaborazione con ricercatori di altre istituzioni universitarie italiane ed internazionali, è documentata da oltre 200 pubblicazioni in estenso, delle quali 80 su riviste indicizzate ISI e su atti di congressi nazionali ed internazionali.



All'amico Franco le più sincere congratulazioni. 


Eccellenze cegliesi.








Tribuna Libera

lunedì 10 febbraio 2020

I Miracoli dell'Amore








Martedì 11 febbraio, alle 18.30 nella Chiesa Maria Immacolata Madre della Divina Provvidenza e nella ricorrenza della festa della Madonna di Lourdes, Cosimo Menga presenta il suo libro "I miracoli dell'amore".





"Un sorriso, una carezza ed un abbraccio alleviano di molto la sofferenza, il dolore, l'ansia e ti fanno affrontare situazioni che prima pensavi di non riuscire ad affrontare.
Nel mio libro, tutto questo è presente, soprattutto con persone appena conosciute. Questi gesti di comprensione, vicinanza nei momenti del bisogno, aiutano molto tutti. E tutti questi gesti, nel bisogno, hanno un effetto terapeutico che ha del miracoloso.  (Cosimo Menga).















La recensione di Vincenzo Gasparro.



L'AMORE COMPASSIONEVOLE DI COSIMO MENGA




"Cosimo abita a due passi da casa mia,ma se non fosse per la nostra amicizia su Facebook non avrei mai letto il suo racconto "I miracoli dell'amore". 


E' un libro testimonianza sulla sua vita professionale di infermiere che egli racconta in terza persona e il racconto si anima di fatti realmente accaduti e ci consegnano uno spaccato vivo della sua umanità. 


La vocazione professionale di Menga si è esercitata in un rapporto di empatia con i pazienti coi quali è venuto a contatto e nell'aver compreso che nella malattia non basta la somministrazione fredda e distaccata di medicine, ma occorre immergersi nel dolore fisico, psicologico e umano dei pazienti. 



Si rimane colpiti dal rapporto delicato e amorevole che egli ha intrecciato con il dolore delle donne che vivono il dramma dell'aborto e delle lacerazioni che esso comporta. Il suo è stato un rapporto di "compassione" nel senso etimologico del termine (cum patior, soffro con te e mi faccio carico del tuo dolore senza giudicare e senza moralismi). 


La sua scrittura è semplice e intrisa di umanità che commuove. Purtroppo nella vita, prima o poi, ci tocca sperimentare il dolore e dopo aver finito di leggere "I miracoli dell'amore" ci si augura d'incontrare sul nostro cammino operatori sanitari ricchi di umanità e professionalità come Cosimo Menga. 


Piace anche a me, come fa Cosimo, ricordare il dott. Nicola Epifani professionista capace, disponibile e umano. Custodirò il libro nell'angolo della mia biblioteca, dove raccolgo le testimonianze della piccola memoria. Ad maiora".






Tribuna Libera

lunedì 20 gennaio 2020

L'Europa tradita, a Ceglie


Un interessante evento culturale oggi pomeriggio, alle 16, presso l'Oxford College Mita in via San Paolo della Croce, n. 40 (nei pressi della Chiesa dei Passionisti).






Una giornata di studio prospettico su una tematica di attualità come l'integrazione europea con relatori di livello. Sarà presentato il libro "L'Europa tradita. Lezioni dalla moneta unica".

Interverranno i vertici di Confindustria Provinciale e due dei più autorevoli docenti Universitari della Luiss di Roma: il prof. Giuseppe di Taranto (autore del libro) e la prof.ssa Rita Mascolo.



"Le premesse che avevano portato alla nascita dell'Euro sono state in gran parte disattese e le promesse mancate di benessere e stabilità hanno influito pesantemente sulla vita dei cittadini europei. 

Giuseppe Di Taranto, che già all'indomani della creazione dell'Unione Europea denunciava i rischi e gli errori insiti nelle politiche economiche e monetarie in atto, mette a nudo i peccati originali dello Statuto della BCE evidenziando i suoi effetti nel contesto attuale. 

L'Europa tradita, a 25 anni dal Trattato di Maastricht e a 60 dalla nascita della CEE, invita a riflettere sugli ideali e i valori che hanno ispirato la creazione della moneta unica, sempre più distanti dagli obiettivi sociali ed economici che l'Unione Europea aveva immaginato a cavallo del nuovo millennio".





Tribuna Libera

martedì 3 settembre 2019

Caterina ci racconta il caporalato






E sempre con grande piacere che parlo di Caterina Emili e dei suoi libri - "L'autista delle slot" (ed. BESA), "Il volo dell'eremita" e "L'innocenza di Tommasina" - che in questi anni hanno avuto come sfondo del loro racconto la nostra Ceglie con le sue bellezze, le contraddizioni, con il suo fascino. Giornalista per importanti testate nazionali e scrittrice dalla penna accattivante e appassionante, Caterina ha scelto la nostra città come luogo di dimora per diversi mesi dell'anno. 


Venerdì 6 settembre alle 19, presso il Castello, verrà presentato il suo nuovo romanzo "La scimmia e il caporale". La serata, moderata dalla giornalista Adele Galetta, vedrà gli interventi di Andrea Leone (giornalista economico, consigliere nazionale della Federazione della stampa e consigliere nazionale dell'Ordine dei giornalisti), Angelo Leo (segretario generale territoriale FIOM CGIL), Pietro Maggiore (presidente Unitre) e naturalmente l'autrice.









La trama

Addolorata, detta Lota, figlia degli antichi zingari di Latiano, conquista l'anima del protagonista e quasi riesce ad annientarla, in uno squallido scenario di sfruttamento dove si muovono come mangime per i pesci creature innocenti, destinate a soccombere. Vittore e il suo amico maresciallo Tamurri cercano il bandolo della matassa del caporalato, piaga secolare nei campi pugliesi, che tutto sporca e tutto travia. E neanche il cadavere della giovane Katerina riesce a sparigliare le carte. Ma Vittore salva il suo cuore e si libera da una schiavitù che la sua morale, seppure squinternata, non potrebbe mai accettare.





Il libro è disponibile in tutte le librerie d'Italia dal 4 settembre ed è possible anche acquistarlo online (CLICCA QUI) oltre che durante la serata di presentazione.




Così Caterina ci descrive questa sua nuova opera:





"E’ il mio quarto romanzo, il protagonista Vittore Guerrieri s’è innamorato di Ceglie, ha imparato a conoscerla nel suo splendore e nelle sue miserie. E in fondo Vittore sono io, interessata ai racconti sul gioco d’azzardo che distrugge le famiglie poi a quelli sull’usura e poi a quelli sulle bellezze artistiche che vanno in malora. 

Insomma Vittore sono io che ama e odia questa terra, questa strana parte della Puglia. E non potevo non interessarmi del caporalato che ogni giorno miete le sue vittime. Donne che partono che è ancora buio e lavorano dieci ore per pochi euro. Donne che conosco, che mi salutano, che mi sorridono. E quello che so fare lo faccio, io so raccontare e racconto di loro".




La scorsa settimana il libro è stato recensito anche su "Il Venerdì", magazine settimanale di "La Repubblica".





Ci vediamo venerdì sera.





Tribuna Libera

giovedì 29 agosto 2019

La nuova opera di Vincenzo Gasparro








"Col tramonto della modernità sono finite le certezze e ci interroghiamo spauriti sul futuro. La storia che ci siamo lasciati alle spalle è stata meravigliosa e tragica. Cartesio, paradigma della razionalità moderna, sembra ci abbia abbandonato. Vaghiamo nel buio alla ricerca del bandolo di un nuovo umanesimo e, forse, dobbiamo riconsiderare l’importanza di guardare attentamente il cielo e le stelle. La razionalità cartesiana ha assegnato all’uomo la missione di diventare padrone e signore della natura, ma l’artificializzazione del mondo ci ha catapultato nell’antropocene e l’uomo scopre il limite dello sviluppo e l’esigenza del cambio di paradigma economico e culturale. Per intanto un gelo esistenziale ci travolge e affligge."







Vincenzo ci regala una piccola perla dal suo nuovo lavoro. E' la poesia che dà il titolo al libro


Al punto in cui siamo
navighiamo nell'indeterminato.
I concetti sono aleatori
pieni di contraddizioni 
non c'è più spazio per una chiara dimostrazione
precipitiamo sull'ultimo punto del segmento.

Abbiamo costruito il mondo dell'illusione 
e viviamo ipocriti nella menzogna. 
Nessuno intravede l'ipotesi.
L'apparenza è frenetico movimento
tutto è nascosto alla luce
il bersaglio sempre in movimento
e nessuno colpisce il centro.

 Nonostante la corsa domina
su tutto la stasi e la vita
resa un lenzuolo rammendato.
Cartesio purtroppo ci ha lasciato.




Il libro è disponibile nelle librerie e sito della BookSprintEdizioni:

CLICCA QUI







L'AUTORE

Vincenzo Gasparro, maestro educato alla scuola di Don Bosco, Don Milani e Mario Lodi, è nato a Ceglie Messapica. Tutta la sua produzione poetica è raccolta nel volume “Tutte le poesie” (1994-2012), BookSprint Edizioni, 2014, nelle cui collane ha anche pubblicato il racconto “Il sortilegio della casa antica”.

E' presente in diverse Storie della letteratura italiana del II Novecento, in Dizionari letterari, ne “La saggezza della letteratura”, “Puglia letteraria” e qualificate antologie. Ha collaborato a giornali locali e nazionali.

Negli anni ha pubblicato il libro di storie e memorie "La pampanella amara", l'istant-book, con altri,  "Dicembre 93" e i seguenti libri di poesia: Taccuino (L’Autore Libri Firenze, 1994); Parole mai distratte (Gazebo, Firenze, 2000); Grazie per i balconi fioriti (Bastogi, Foggia, 2001); Barchette arancio e limone (Bastogi, Foggia, 2002); Nel mattino disperso (LietoColle, Faloppio, Como, 2004); La cura di Gaia (LietoColle, Faloppio, Como, 2006); Il passero maldestro, (LietoColle, Faloppio,  Como, 2008), Il sortilegio della casa antica (BookSprint Edizioni, 2011).

Tra i libri più recenti:  "Una famiglia borghese – L'Italia dei galantuomini fino all'avvento delle camice nere" (2009) ,  "Melagrane scarlatte e more nere" (2010),  "A che servono le rose" (2012), "Fresco mattino come la tua spalla" (2016), "Novecento" (2016), "Paese mio Vivrai" (2019).





Una delle nostre, vere, grandi eccellenze cegliesi.









Tribuna Libera

venerdì 26 aprile 2019

Formazione e istruzione in Europa





Ricevo e pubblico con piacere:

Si e' tenuto nei giorni scorsi presso l'Università Pedagogica Dragomanov di Kiev, in Ucraina, un interessante convegno di studio sul sistema Duale nella formazione e nella istruzione in Europa. 

Relatore ufficiale e' stato il Prof. Silvano Marseglia, Presidente Europeo dell'AEDE, introdotto dalla prof.ssa Svitlana Ivanenko, Presidente dell'AEDE in Ucraina.

Il Prof. Marseglia, dopo aver ringraziato il Prorettore dell'Universita', prof. Roman Vernydab, il Decano della Facolta' Pedagogica, Prof.ssa Ganna Turchynova e tutte le autorita' accademiche presenti ha presentato le esperienze del sistema duale nella formazione e nella istruzione nei diversi Paesi Europei, dalla Germania, all'Inghilterra, alla Danimarca, alla Spagna e ad altri Paesi. 

In particolare il Prof. Silvano Marseglia si e' soffermato sulle esperienze italiane del Sistema Duale reso obbligatorio nell'ultimo triennio di scuola secondaria superiore. La relazione del Prof. Marseglia ha destato molto interesse tra i docenti universitari che hanno dato vita ad un interessante dibattito formulando richieste di chiarimento e approfondimento al relatore.


Nel corso della giornata il Prof. Silvano Marseglia ha salutato anche gli studenti dell'Universita' Pedagogica, incontrandoli nelle loro aule mentre erano impegnati per le varie lezioni.

Nel pomeriggio il Prof. Marseglia e' stato ricevuto presso l'Ambasciata Italiana dal Dott. Davide La Cecilia, Ambasciatore a Kiev, In Ucraina. Il Dott. Cecilia si e' complimentato con il Prof. Silvano Marseglia per l'attività svolta ed ha assicurato ogni collaborazione ed aiuto per analoghe future attività in Kiev.





Tribuna Libera

martedì 19 marzo 2019

Ceglie nel Tardo Medioevo




Giovedì 21 Marzo alle ore 18.00 l'Associazione Amici del Borgo Antico ha organizzato, presso il MAAC, una conferenza su Ceglie dal titolo "Ceglie nel tardo Medioevo" che vedrà come relatrice la Prof.ssa Carmela Massaro dell'Università del Salento. Questo lavoro farà parte della pubblicazione sulla storia di Ceglie.



Tribuna Libera

martedì 12 marzo 2019

I personaggi che hanno lasciato una traccia a Ceglie Messapica




Nel 1993, lo storico e commendatore  della Repubblica Michele Ciracì dava alle stampe il volume “Patriae Decor”, promosso dal CRSEC/31 della Regione Puglia e che aveva l’intento di presentare per la prima volta in maniera sistematica figure singolari e personaggi illustri della plurisecolare storia della nostra Ceglie.



Quella pubblicazione, a distanza di un quarto di secolo, dopo ulteriori ricerche su diversi aspetti legati a quei nomi, oggi si arricchisce, avendo a disposizione notizie più aggiornate e molti dati nuovi, frutto di faticose ricerche. 




Ora il nuovo volume, scritto a quattro mani da Michele Ciracì e Nicola Santoro (insieme in foto sopra) si propone di ampliare e integrare quel lontano lavoro inserendo altre importanti figure di cittadini cegliesi e di benemeriti “non-cegliesi”, che hanno voluto donare parte della propria vita e opera alla nostra comunità.









Il volume sarà presentato a breve alla città. Quella che potete in anteprima vedere qui sopra è la copertina. A breve sapremo i particolari sulla data e le modalità dell’evento.




Nel frattempo è possibile prenotare il volume. Per farlo potete inviare la scheda che trovate linkata qui sotto al seguente indirizzo Michele Ciracì - via Principalli, 4 - 72013 Ceglie Messapica (Br), oppure confermare telefonicamente al cell. 338-7225497 o alla seguente mail: ciracimichele@libero.it






per scaricare la cedola da inviare per effettuare l'ordinazione del libro.




Tribuna Libera

domenica 20 gennaio 2019

Paese mio Vivrai






E' di ormai imminente pubblicazione il nuovo libro scritto da Vincenzo Gasparro, dal titolo "Paese mio vivrai". Il volume, che in copertina riporta una bella foto scattata da Vincenzo Suma, sarà disponibile per l'acquisto on line negli store della youcanprint e dai primi giorni di febbraio anche presso l'edicola di Viale Aldo Moro, dove è già possibile prenotarlo. Vi terrò aggiornati.





Risultati immagini per vincenzo gaspaRRO CEGLIE


"Paese Mio Vivrai analizza la vita sociale, culturale e politica di Ceglie nel primo ventennio del nuovo secolo attraverso ritratti di cegliesi nel mondo della ricerca, delle professioni, del cinema, dell'enogastronomia e dell'artigianato. I nuovi alfabeti sono analizzati con interviste a blogger, politici e intellettuali che si sono distinti in questo scorcio di secolo. Il testo è corredato da analisi critiche sulle nuove tendenze figurative e letterarie cegliesi. Il libro cerca di trovare ed indicare un senso e una prospettiva per la nostra comunità che ormai vive nella postmodernità"

Vincenzo Gasparro




Tribuna Libera

venerdì 28 dicembre 2018

Una collezione lunga 50 anni






Domani sera (venerdì 29 dicembre) a partire dalle 18, presso il MAAC, inaugurazione della mostra curata dall'architetto e storica dell'arte Maria Luigia Argentiero dal titolo "La Mostra delle Mostre". 



Si tratta di una raccolta di manifesti e locandine d'arte ed eventi realizzati in Italia e in Europa negli ultimi 50 anni. L'arch. Argentiero ha voluto conservare un ricordo tangibile di tutte le mostre visitate nel tempo, nella convinzione che ognuno di quei manifesti, ognuna di quelle affiches, fosse essa stessa testimonianza di un'arte della comunicazione dell'arte, di un disegno grafico che vive di vita propria.

Le sezioni secondo cui è organizzato questo primo allestimento sono quelle costituite dalle periodizzazioni canoniche della Storia dell'Arte, per cui la collocazione temporale del soggetto della Mostra prevale sulla cronologia della datazione della Mostra stessa.

Successive scelte espositive potranno far ripercorrere invece la cronologia espositiva dagli anni '60 ad oggi, evidenziando acquisizioni storico-critiche e gusti del pubblico sviluppatisi in questi 50 anni.

Accanto a quelli delle Mostre d'Arte, fanno parte della collezione anche manifesti e locandine relativi ad Eventi e Manifestazioni strettamente correlate con il mondo dell'Arte e che si distinguono per la indiscutibile qualità grafica.

Le sezioni individuate sono relative a: Archeologia e Arte Antica, il Medioevo, Rinascimento e Manierismo, Barocco e Settecento, Ottocento e Impressionismo, Novecento e Art Noveau, Artisti Contemporanei, Architettura e Design, Eventi e Manifestazioni.




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