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venerdì 19 gennaio 2018

"Un'altra verità sul giovane arrestato a Ceglie"



Torniamo a parlare della vicenda delle auto danneggiate qualche giorno fa nella nostra città, fatto per il quale è stato arrestato un giovane originario del Gambia. C'è stato un dibattito abbastanza acceso sulla Community su questo fatto, anche un po' controverso in alcuni punti. Oggi vi propongo alcune considerazioni sulla vicenda fatte dal presidente dell'associazione "Compagni di strada". 


E' giusto avere su tutte le problematiche un quadro generale delle posizioni in campo, soprattutto in casi come questo che tendono a radicalizzare le opinioni. In ogni caso, è sempre sbagliato generalizzare ed estendere rabbia e indignazione (pur comprensibili per chi viene colpito dal fatto in sè) in maniera miope e ingiusta anche verso tante persone di altri Paesi ospiti nella nostra comunità, che sono persone perbene e che offrono il loro lavoro onestamente e con sacrificio, distanti migliaia di chilometri dalla loro casa e dai loro affetti. Questo va respinto in maniera decisa.

Vi chiedo soltanto di leggere le righe che seguono, tratte da una lettera aperta pubblicata su Brindisi Report.









CEGLIE MESSAPICA – “I danneggiamenti provocati dalla follia di Jibba sono sotto gli occhi di tutti, il disagio di Jibba non lo ha gestito nessuno”. E’ questa una parte di uno di sfogo di Marcello Petrucci presidente dell’Associazione Compagni di Strada, inviato alle redazioni giornalistiche per raccontare un’altra verità su Jibba Ibrahim, il 20enne originario del Gambia che il 15 gennaio scorso è stato arrestato dai carabinieri di Ceglie Messapica per aver danneggiato auto in sosta, dopo che qualche giorno prima era stato arrestato e rimesso in libertà per danneggiamenti alla stazione di Brindisi.

Due episodi che hanno solo scatenato commenti razzisti, probabilmente in pochi si sono chiesti perché quel giovane africano si è comportato in quel modo per due volte di seguito. Cosa c'era dietro quelle reazioni violente. Se il giovane può essere in qualche modo aiutato. 

Marcello Petrucci ha voluto fornire l’altra versione dei fatti".


per leggere l'intervento



Tribuna Libera

domenica 27 novembre 2016

Una lettera sul problema del randagismo






Ricevo e pubblico questa lettera aperta
di una nostra concittadina:



"Da tre anni sono (quasi) felice cittadina della meravigliosa terra di Puglia. Non ho alcuna relazione di parentela con questa regione stupenda, mi sono semplicemente innamorata della Puglia e dei Pugliesi, e ho scelto di lasciare per sempre il nord nonostante la mia fiera genovesità, ma molto provata dalla mancanza di sentimento e empatia dei miei ultimi 15 anni nella zona di Varese.

L’amore per questa terra è indiscusso e indiscutibile, ma, nonostante la generosità e l’accoglienza dell’animo pugliese, affrontare quotidianamente il problema della mancanza di cura/amore/interessamento per gli animali rende la mia vita di volontaria estremamente difficile e frustrante.

Oggi pomeriggio (26 novembre) ero a Latiano e in Piazza Umberto vedo vagare un bellissimo cucciolone di pitbull, nero, grosso, dolcissimo e affettuoso. Mi fermo, chiedo se appartiene a qualcuno, i ragazzi lì presenti mi dicono che vaga da un po’ e che non appartiene a nessuno di loro. Chiamo immediatamente i Vigili di Latiano, spiego la situazione e chiedo il loro intervento per la lettura di un eventuale microchip  e, immancabile, arriva la frase “Non abbiamo un lettore di microchip”.

Suona assurdo, ma in un paese di 15mila persone, con tutti i problemi di randagismo che devastano la Puglia, i Vigili Urbani di Latiano non sono dotati di lettore microchip: costa circa 60 euro, salverebbe dal canile i cani che NON sono stati abbandonati ma si sono persi per i più svariati motivi ma no, il lettore non c’è.

Chiedo di conoscere il nome del veterinario ASL in servizio (ASL a cui spetta per legge l’eventuale recupero dei randagi)  e sembra io abbia chiesto la chiave di accesso a Fort Knox, perché nemmeno questo è possibile sapere. Mi dicono che comunque vengono a controllare, cosa che fanno nel giro di pochi minuti.

Ma il cane resta lì, ed è un privato cittadino che, in ogni caso, deve darsi da fare, chiamare i carabinieri che ti rimandano all’Ospedale Perrino di Brindisi (nemmeno i carabinieri sanno chi sia il veterinario ASL di turno), il centralinista del Perrino (gentilissimo, per carità) mi da il nome di un veterinario, ma non può fornirmi il numero e nemmeno dirmi se è incaricato della zona di Latiano o di altre zone della provincia di Brindisi. Sembra un film di Bunuel e invece è semplicemente una storia di ordinaria mancanza di intervento delle istituzioni che dovrebbero essere a fianco dei cittadini che si prendono carico di problemi ignorati.

La fortuna del peloso è che finalmente arriva in piazza un signore che lo riconosce, scatta la telefonata al proprietario che arriva di corsa a recuperare il cucciolone, tornano anche i Vigili. Mi permetto di dire, e non smetterò mai di insistere, che il cane DEVE avere una medaglietta con numero di cellulare del proprietario, che è meglio sia sterilizzato prima della piena maturità sessuale per evitare fughe e cucciolate indesiderate che ricadono immancabilmente tra le braccia, affettuose ma spossate, di noi volontari. La storia questa volta (eccezionalmente) è a lieto fine.

Ci tengo a sottolineare l’estrema cortesia e gentilezza delle forze dell’ordine, ma per l’ennesima volta non sono state in grado di fare nulla, e tutto questo per la mancanza di uno strumento che di sicuro non avrebbe chissà quale influenza sul bilancio di un Comune.

Oggi è successo a Latiano, tre anni fa la stessa identica storia mi toccò a Ceglie Messapica, dove vivo, e lì i vigili non vennero nemmeno a controllare (pare il lettore microchip ci sia, ma nessuno sa dove alberghi). Choco, trovato in Piazza Repubblica a Ceglie, me lo portai a casa, lo feci chippare, vaccinare e sterilizzare e da tempo vive felice con una famiglia lombarda. Nel mio paese di elezione nulla si muove, nulla viene fatto, nulla cambia, i randagi imperversano per le strade, le cucciolate disperate non si contano più, noi volontari siamo stremati, senza risorse, senza aiuti, presi spesso in giro, disperati.

71 cani e almeno una decina di gatti salvati in tre anni: sono orgogliosa di averli aiutati, ma, credete, ci sono giorni in cui la disperazione rischia di prevalere sulla buona volontà.
Il problema del randagismo in Puglia è devastante, l’episodio di oggi è piccolissima goccia in un mare tumultuoso e incontrollato a causa della latitanza di chi dovrebbe occuparsene (le istituzioni in generale, e per legge). La domanda che mi viene spontanea è, ancora una volta: se i cani avessero diritto di voto, saremmo ancora in questa situazione allucinante?

Caro sindaco di Latiano, e cari sindaci della Puglia tutta, almeno un lettore di microchip potreste fornirlo a chi potrebbe (non dico dovrebbe, ma lo penso) dare una mano ai cittadini che hanno a cuore il benessere non solo dei pelosi ma del territorio che è vostro quanto nostro, e che assiste quotidianamente allo scempio di essere indifesi che hanno solo la voce di alcuni di noi per parlarvi e chiedere aiuto.

In Puglia, anche in Puglia, sono sempre più numerosi i volontari animalisti e, in ogni caso, le persone sensibili al benessere di chi non può difendersi da solo, ma abbiamo bisogno che chi governa il territorio faccia la propria parte. Ad oggi il vostro conto è decisamente in rosso, sarebbe ora di tentare almeno un pareggio.


Antonella Tixi
Ceglie Messapica





Tribuna Libera

domenica 31 luglio 2016

Rubrica: Cittadini in Tribuna
















Alcune considerazioni dell'avv. Rocco Suma:





"COSA ABBIAMO FATTO NOI ITALIANI PER MERITARE QUESTI POLITICI?"



"Leggevo stamattina un quotidiano e, scorrendo le pagine, mi sono imbattutto in immagini di politici che sono sulla breccia da decenni in tutte le salse.
Non nascondo di aver avuto un senso di fastidio e di disgusto.

Mi sono chiesto se è mai possibile che questi "personaggi" possono gestire i nostri interessi e le nostre vite per così tanto tempo.
Poi in realtà chi sono? Quali qualità e competenze posseggono.?

Come riescono a sopravvivere a tutti i cambiamenti e a rimanere sempre a galla?
All'estero, nei paesi a cultura anglosassone soprattutto, dove l'impegno politico è vissuto come servizio (e non a parole), l'esperienza politica finisce quanto termina l'assunzione dell'incarico pubblico e si torna a fare quello che si faceva prima, senza rimpianti e ripensamenti.
PERCHÉ DA NOI IN ITALIA NON PUÒ ESSERE COSÌ?".



Tribuna Libera

sabato 4 giugno 2016

Capovolgimenti Messapici







Cos'è ordinario? 
Cos'è straordinario a Ceglie Messapica?


L'Amministrazione comunale diffonde un comunicato in cui scrive che stanno ripulendo l'agro dai rifiuti e che darà ai cittadini cegliesi materiale informativo relativo al servizio di raccolta rifiuti ingombranti. Tutto questo viene presentato come "una vera e propria rivoluzione" (così scrivono nel comunicato). Quello che sarebbe normale e sottinteso, e per il quale fino a oggi abbiamo pagato (e a breve ripagheremo) un bel po' di tasse, viene considerato straordinario.

A distanza di appena tre anni, per la seconda volta la stessa amministrazione "cambia" la sua maggioranza che la sostiene. Ancora una volta consiglieri eletti nella coalizione vincitrice si ritrovano all'opposizione della nuova Giunta che sta per nascere e consiglieri appartenenti ad una delle coalizioni sconfitte, appena un anno fa, dal voto dei cegliesi si ritrovano nella maggioranza che sostiene la "nuova" amministrazione. Quello che dovrebbe essere un fatto straordinario ed eccezionale, rischia, nella Ceglie di oggi, di passare come prevedibile, consueto, ordinario




Tranquilli, ci diranno che:

#vatuttobene

(e qualche fan gli si accoderà pure a ripeterlo)








Tribuna Libera

sabato 5 dicembre 2015

Verso il Consiglio comunale sulla sicurezza




Giovedì si terrà il Consiglio comunale sulla sicurezza richiesto dall'opposizione



OPINIONI IN TRIBUNA



Ricevo un intervento di Angelo Gasparro,
 dell'associazione "La Bussola".


"Le opposizioni (per modo di dire) hanno chiesto la convocazione del Consiglio Comunale, dopo gli ultimi fatti di cronaca.Dai numerosi incendi di autovetture ai furti nelle campagne e rapine. Ma per fare cosa? Nulla!!! Ci chiediamo se in conferenza dei Capigruppo ci vanno le opposizioni!Ma anche se esiste una maggioranza politica e non numerica. 

Infatti la Maggioranza insieme all'opposizione, in conferenza dei capigruppo, convocano il Consiglio Comunale per il 10/12/2015 alle ore 12.00. Già la data ma soprattutto l'ora la dice lunga sul voler discutere seriamente del problema, in quanto alle 12 nessun cittadino o quasi nessuno potrà seguire il consiglio Comunale. Questo è un piccolo dettaglio. Leggiamo Ordine del Giorno: "Problema sicurezza nel Comune di Ceglie Messapica". Vi sembra un Ordine del Giorno per trattare un Argomento serio? Semmai sarebbe stato più serio un ordine del giorno del tipo: "Ordine Pubblico e sicurezza nel Comune di Ceglie Messapica. Discussione e Determinazione"

Un Consiglio Comunale che su un Argomento così serio non discute e non decide a che serve? Avete qualcosa da nascondere sia maggioranza che opposizione? A pensar male avvolte ci si azzecca. Siete degli improvvisati. Tra l'altro si continua a fare Politica senza un minimo di cortesia Istituzionale, ma con rancore, dispetti da quattro soldi e soprattutto invidia. Piaccia o non piaccia in questo Comune è Presente un Parlamentare On. Nicola Ciracì, che su un tema così importante va coinvolto sia dalla maggioranza che dalla Opposizione, perchè si possa elevare più Alto il grido di intervento da parte delle Istituzioni preposte.Come vanno coinvolte tutte le istituzioni da Sua Eccellenza il Prefetto al Sig. Questore all'Arma dei Carabinieri. 

Noi riteniamo che a gran voce bisogna richiedere che in questo comune venga riattivato il servizio di Radiomobile H24 dell’arma dei Carabinieri.Ecco perché un Consiglio Monotematico aperto a tutti anche ai Cittadini alla partecipazione di associazioni  sarebbe stato un modo serio per discutere, dibattere e decidere su L'Ordine Pubblico a Ceglie".





Per saperne di più
L’Associazione La Bussola nasce dall’esigenza di dare vita ad uno spazio politico e socio-culturale, che metta al centro della discussione la PERSONA fonte di dovere e di diritto, spazio che oggi non c’è.  Nasce anche dall’esigenza di discutere dei vari problemi che riguardano la nostra Ceglie. Dalla Criminalità Organizzata alla poca Trasparenza Amministrativa. Dalle Tasse sempre più alte, allo sperpero di denaro pubblico. Problemi che in realtà dovrebbero essere denunciati da una opposizione che ci accorgiamo oggi non esiste all’interno del Consiglio Comunale e per tanto va esercitata FUORI DAL PALAZZO. Nei prossimi giorni LA BUSSOLA terrà una conferenza stampa di presentazione dei Componenti ed illustrerà lo scopo dell’Associazione. Inviteremo tutti i cittadini che condividono la nostra iniziativa ad aderire alla stessa.  Intanto non possiamo esimerci dall’affrontare un delicato problema che, da anni, ma in questi giorni ancora più sentito dai Cittadini, è L’Ordine Pubblico.







Tribuna Libera

mercoledì 30 settembre 2015

Dal Comune di Ceglie in viaggio all'Expo di Milano






Alcune considerazioni di Tommaso Argentiero su FB:


"Dal 17 al 20 Settembre 2015 una delegazione composta da amministratori, cittadini e produttori di prodotti tipici ha partecipato, come rappresentanti del Comune di Ceglie Messapica, a EXPO 2015. 
Non entro nel merito delle scelte fatte (anche se mi piacerebbe sapere il criterio di selezione per i cittadini) e voglio sorvolare anche sulla data dell’approvazione dell’atto amministrativo (N.548/2015, clicca qui) di impegno economico per la trasferta (successivo al 17 settembre); ma come si fa a scrivere, nella parte narrativa e in quella determinativa dell’atto, che per l’evento si impegna la somma di euro 1000,00 e poi, lo stesso funzionario, nell' esprimere il parere di regolarità contabile assicura che la copertura necessaria del provvedimento è di euro 2.700,00 euro
Speriamo che per Expo 2020 al Comune di Ceglie Messapica la situazione sia migliorata! Ormai questa è andata!"










E non finisce qui ...
Tommaso ne ha ancora:


"Come non si fanno gli atti amministrativi : vedi Albo Pretorio Comune di Ceglie Messapica.
Con Determinazione n. 551 del 22.09.2015 il Responsabile dell’Area Affari Generali e Finanziari Dr Domenico Guidotti impegna la somma di 8.000,00 euro  nella parte narrativa e 7000,00 nella parte determinativa (dovrebbero coincidere?) per l’acquisto di materiale tipografico. Nello stesso atto autorizza l’Ufficio Economato alla liquidazione della ditta fornitrice senza ulteriore atto deliberativo.

MA…..

- L’Ufficio Economato non ha già un suo fondo che viene rimpinguato ogni trimestre per le spese di sua competenza? A quale titolo dovrebbe gestire questa ulteriore somma fuori sacco?

- Come è possibile impegnare una somma e stabilire di poter fare la liquidazione alla ditta senza averla prima individuata?

- le amministrazioni pubbliche per gli acquisti di BENI e SERVIZI di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario SONO TENUTE a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione (MEPA) ovvero ad altri mercati elettronici istituiti ai sensi di legge !!!!!!!!!!

Chiedo scusa a tutti coloro che leggono queste note e non sono di Ceglie. Capisco bene che hanno difficoltà a credere.......


ps:

Voglio sperare che qualche consigliere comunale di opposizione chieda conto all’Amministrazione Comunale della Determinazione N.562 del 22.09.2015. E’ indescrivibile quello che sono riusciti a fare!".






Tribuna Libera

martedì 25 agosto 2015

Cosa resta alla città?




Cittadini in Tribuna




Torniamo a parlare di CegliEstate e concertoni.

Alcune considerazioni di Vito Argentieri:






Tiromancino Ceglie





Tribuna Libera

martedì 16 giugno 2015

A proposito delle tombe messapiche ritrovate





Ricevo e pubblico una lettera firmata da alcuni nostri concittadini residenti a Varese e Milano,
pur non essendo quanto scritto il pensiero del gestore del blog.


"Alcuni giorni orsono abbiamo avuto il piacere di apprendere la notizia riguardante un’ennesimo ritrovamento di tombe risalenti al periodo messapico, II/III sec. a. C., durante i lavori di escavazione per la costruzione di una nuova chiesa, nei pressi dell’Opera Don Guanella a Ceglie Messapica. Ad un primo scontato sussulto di gioia ha fatto seguito un momento di riflessione, al fine di comprendere le eventuali motivazioni che hanno causato il ritardo nel darne comunicazione, ritardo che ha di fatto accompagnato questi nuovi ritrovamenti ...".
per leggere la lettera integrale



Tribuna Libera

domenica 14 giugno 2015

Cittadini in Tribuna















Riprendo alcune considerazioni di Caterina Emili è una giornalista e inviata per quotidiani nazionali che ha scelto di vivere per una buona parte dell'anno nella nostra Ceglie:


"A proposito di spazzatura, segnalo a voi amici di tribunalibera lo scempio che si perpetua da anni in contrada Circiello (dove sta il palo con Padre Pio,per intenderci): tre cassonetti sempre stracolmi, regolarmente svuotati ma attorno a essi una discarica di materassi, pneumatici, eternit, sanitari.. Vengono da altre contrade per scaricare impunemente ogni cosa. se penso che questo orrore è proprio davanti a due agriturismi non saprei che cosa dire.

Ci passo sconsolata, vedo branchi di cani che rovistano e spargono ogni cosa sul prato antistante. Questo avviene da anni. Domandone(essendo una bella strada itinerario consigliato per i ciclisti) tra olivi e la stupenda masseria che sovrasta: ma davvero non c'è soluzione? Si protesta, i vigili fanno le foto, gli spazzini ripuliscono come possono scuotendo la testa.Ma questa non è una strategia. Occorre trovare una soluzione,non saprei quale, telecamere, ronde, non saprei davvero.ma credo che non sia compito mio saperlo.credo che il Comune, i responsabili, debbano sedersi a un tavolo o capire che cosa fare, seriamente. Non rispondere "è così in molti posti".

Perché se "è così in molti posti", allora la situazione è gravissima e manca una strategia amministrativa. Certo, possiamo gridare all'inciviltà, appellarci al buon senso, ma serve poco. Per esperienza so che in Lombardia dove ho vissuto tanti anni e in Umbria dove vivo ora (potrei fare tanti altri esempi europei che conosco) non è il senso civico che impedisce alle persone di essere bestie, è solo la paura di essere beccati e di pagare sanzioni salate.

Può darsi che poi con il tempo abbiano anche introiettato un senso civico, ma tutto parte dal controllo serrato e da multe ragguardevoli. E questo è compito dell'amministrazione. Guardate che non è un problema da poco, visto che si parla di Ceglie "romantica", di turismo, di paesaggio. Senza contare il diritto di chi abita vicino a questa vergogna di essere tutelato, se non altro considerato quanto costa al cittadino il servizio rifiuti".




Tribuna Libera

lunedì 16 giugno 2014

Intervento dell'avv. Vincenzo Vitale


Ricevo e pubblico un intervento dell'avv. Vincenzo Vitale,
responsabile Codacons per la provincia di Brindisi.



Il Codacons : prima di sottoscrivere il “piano di rientro” 
è necessario analizzare il rapporto bancario. 


Le ragioni della crisi delle piccole aziende possono essere molteplici (assenza di innovazione, aumento della concorrenza nel proprio settore, produzione industriale in calo, andamento negativo della domanda interna, riduzione del credito, ecc), ma quasi sempre la crisi sfocia in una crisi finanziaria, evidente e chiara quando l'imprenditore sarà impossibilitato a rientrare nei limiti dell'affidamento e/o a pagare le rate dei finanziamenti bancari. La preoccupazione incomincia a farsi strada e si cerca la soluzione chiedendo alla banca l'allungamento del mutuo o, nell'ipotesi di apertura di credito in conto corrente, di poter rientrare gradualmente, con il versamento di rate mensili. 

L'accordo per la ristrutturazione del debito è una scelta giusta che consentirà all'azienda di avere ancora il necessario “ossigeno” per continuare l'attività con meno preoccupazioni. Pur tuttavia, molte di queste aziende hanno ristrutturato i loro precedenti debiti nei confronti delle banche senza alcuna consapevolezza dei vizi dei loro contratti (usura, anatocismo, commissioni, spese e oneri non dovuti) e, peraltro, lo hanno fatto assumendo un nuovo debito con la costituzione di garanzie (fideiussioni, ipoteca) che la banca prima non aveva. 

In numerosissimi casi esaminati dal Codacons, attraverso un'analisi dettagliata dei conto correnti o degli altri rapporti bancari (mutui, prestiti personali, …), è emerso che gli utenti avevano diritto alla restituzione di somme ingenti e che se ne fossero stati a conoscenza non avrebbero affatto concordato con la banche “il rientro” e, soprattutto, non lo avrebbero fatto a quelle condizioni. Infatti, in un caso, un piccolo imprenditore era felice di avere concordato l'estinzione del rapporto di conto corrente con un versamento di €.7.000,00 a fronte di un saldo passivo di circa 18.000, 00; lo è stato un po' meno quando, a seguito dell'analisi del conto corrente effettuato dall'Associazione, ha scoperto che era lui ad essere creditore della banca di circa 25.000,00. 

Un'altro utente “fai da te” ha stipulato un nuovo mutuo per estinguerne due precedenti per i quali si era attardato nel pagamento delle rate, senza sapere che uno dei due precedenti mutui era usurario e che, quindi, non solo non avrebbe dovuto più pagare le ultime rate, ma aveva diritto anche alla restituzione degli interessi pagati. Il consiglio del Codacons Brindisi, afferma l'avv. Vincenzo Vitale, responsabile della locale associazione, è dunque quello di far esaminare il rapporto bancario prima di sottoscrivere il “piano di rientro” e cioè, normalmente, prima di contrarre un nuovo prestito (magari garantito da ipoteca) per estinguere un precedente debito. Un'analisi dettagliata dei rapporti bancari può essere per l'utente bancario strumento utili a cogliere per tempo segnali di difficoltà e quindi ad anticipare una situazione di crisi. 

Infatti, solo con la piena consapevolezza dei propri diritti, il piccolo imprenditore o il consumatore sarà in grado di individuare le operazioni di “rientro” meritevoli di essere concordate con la banca ed evitare che la “medicina” sia peggiore della malattia. Per maggiori informazioni l'Associazione potrà essere contattata al seguente numero telefonico: 0831/388332 

avv. Vincenzo Vitale



Tribuna Libera

sabato 22 marzo 2014

Onoreficenze a Ceglie Messapica



Ricevo e pubblico volentieri questo intervento di Michele Ciracì, storico locale.


"Dopo anni infruttuosi, ritorno sull'argomento per segnalare come la nostra città non gratifica alcune personalità che affondano le loro radici in questa nostra comunità.

Per quanto di mia conoscenza, credo che il Comune non si sia mai dotato di un regolamento che disciplini l'istituto della "Cittadinanza Onoraria" che costituisce un riconoscimento onorifico verso quelle personalità che, pur non essendo iscritte nell'anagrafe della popolazione del Comune di Ceglie Messapica, si sono particolarmente distinti nei vari campi del sapere conosciuti in tuto il mondo. Personalità che non hanno mai reciso il loro cordone ombelicare con la città di origine.

Considerato che il Prof. Maurizio Vitale, Accademico dei Lincei e il Prof. Mario Ciaccia, già Sottosegretario alle Infrastrutture del governo Monti, per brevità non cito gli sterminati curricula di queste illustre personalità che affondano le radici in terra cegliese. Il profondo valore di queste persone giustificano ampiamente il riconoscimento che la città deve, con l'attribuzione dell'onorificenza della "Cittadinanza Onoraria".
Se l'Amministrazione Comunale farà propria questa proposta, la cerimonia sia l'occasione per riportarli a Ceglie, alla riscoperta delle radici della loro famiglia.

I genitori di Vitale e di Ciaccia sono nati a Ceglie e loro da ragazzi hanno spesso soggiornato a Ceglie, qui hanno creato si sono amicizie e un legame molto forte e profondo con la nostra città che non si è mai cancellato.

Così come bisognerebbe accogliere con una pubblica cerimonia ufficiale la nostra concittadina, Sottosegretario al Lavoro On.le Teresa Bellanova che non hai mai dimenticato la sua terra di nascita.
Tanto per un modesto contributo
Grazie dell'ospitalità".

Michele Ciracì



Tribuna Libera

venerdì 17 gennaio 2014

Chi ha vinto e chi ha perso ieri a Ceglie




(grazie a Rocco Monaco per la foto sopra)




Un'opinione personale


Torniamo per un attimo a parlare del "movimentato" Consiglio comunale di ieri. Passata la "tempesta", è partita la classica "roulette": chi ha vinto e chi ha perso? Ho ricevuto, come gli altri blog,  un comunicato dell'Amministrazione comunale che parla di "opposizione allo sbando", che si sarebbe "arresa", ecc. Si citano al riguardo il ritiro della mozione di sfiducia contro il sindaco e l'uscita dei consiglieri di Forza Italia dall'aula al momento discutere di CegliEstate.

Chi ha vinto e chi ha perso, dunque? Prima di scrivere la mia personale opinione credo sia necessario ricostruire i fatti, non fermandosi ad una sola "campana". Innanzitutto il primo fatto è incontestabile: l'opposizione ha ritirato la mozione di sfiducia rinviandola ad un momento successivo, in cui ci potesse essere più pubblico a "partecipare" (cioè, ascoltare). L'opposizione ha compiuto, è la mia opinione, una mossa senza senso. Poco più di un mese fa avevo espresso l'idea che, stanti gli equilibri numerici in Consiglio, presentare una mozione di sfiducia sapendo che non sarebbe passata, era alquanto pittoresco e che avrebbe avuto come unico risultato quello di ricompattare un'amministrazione sempre meno rappresentativa.

Da qualche nostra vecchia conoscenza del centrosinistra fu risposto in maniera indiretta, e velatamente polemica, che lo scopo era quello di aprire una discussione, in Consiglio e tra i cittadini, sul bilancio delle scelte politiche dell'Amministrazione. Ok. Giunto però il giorno di questa discussione come è finita? Che hanno ritirato il punto all'ordine del giorno, con le reazioni che conosciamo. Continuo a ritenere un errore la scelta della mozione e ritengo ancora più masochista politicamente  la scelta di ieri. Detto questo - e consapevole che nella nostra città esprimere la propria idea a volte, come anche questa volta accadrà, mette in discussione in maniera assurda e umorale i rapporti personali e la considerazione delle persone anche in ambienti che si definiscono "democratici" - c'è però da dire anche altro.

Dicevo che l'amministrazione in quel comunicato parla di "fuga" delle opposizioni. In realtà per farci un'idea quanto più vicina alla realtà dobbiamo ascoltare anche l'altra "campana".  Sulla relazione del sindaco rispetto alle spese di Cegliestate, c'è da dire che il consigliere Nicola Ciracì (Forza Italia) ha chiesto il ritiro del punto all'ordine del giorno in quanto non erano presenti  il responsabile di ragioneria,  il responsabile ell'area cultura e turismo oltre che i revisori dei conti  a cui chiedere informazioni e chiarimenti sulle cifre in discussione. In effetti, di cosa si sarebbe parlato? Volendo l'amministrazione andare avanti comunque, i consiglieri di Forza Italia hanno abbandonato i lavori. Anche il centrosinistra ha abbandonato l'aula al punto successivo ritenendo la delibera sul centro anziani a rischio di illegittimità.

Il contorno è stato di grida, insulti, accuse reciproche, probabilmente solleticati anche dal fatto che ci fossero le telecamere e che il Consiglio sarebbe andato in onda in differita la sera. Una sorta di gara a chi recitava in modo più plateale e alla gassman il ruolo di politico indignato e con l'ugola più sopraffina. In conclusione ha vinto questa politica urlata, provinciale che non sa andare oltre lo scontro personale e incapace di elevarsi oltre la ricerca del ritorno immediato di immagine. Ha perso invece la politica che mette insieme in maniera civile intorno allo stesso tavolo persone che la pensano in maniera diversa per risolvere i problemi dei cittadini. Ma non basta, da cittadini, indignarsi in queste occasioni: quando si tornerà in cabina elettorale bisognerà tenere presente tutto ciò e fare una scelta conseguente di cambiamento. Altrimenti quello che oggi è un lamento legittimo e sacrosanto, domani sarà insopportabile ipocrisia.



  







Tribuna Libera

venerdì 20 settembre 2013

La politica è una cosa seria





Cose che succedono su Facebook. Nei giorni scorsi un utente chiede l'amicizia al profilo FB di TribunaLibera. Accetto. Si presenta (profilo verosimilmente tarocco) come un giovane cegliese, come foto ha quella di una manifestazione studentesca svoltasi a Ceglie qualche mese fa. Oggi, a sorpresa, mi ritrovo aggiunto da costui, insieme ad altri 300 utenti, in un gruppo apparentemente di satira politica ma in realtà di bassissimo livello. E' un gruppo che prende di mira un politico cegliese. Che c'è di nuovo? - direte - La satira fa parte della politica. E' vero ma il livello, appare subito abbastanza squallido. Nel post in questione si parla di professionismo della politica, categoria già discussa e criticata dalla scienza politica dalla fine dell'Ottocento, ma oggi particolarmente gettonata insieme a quella dei compensi per le cariche istituzionali (di quest'ultima questione ne abbiamo parlato tra l'altro qualche settimana fa sul blog, naturalmente inascoltati dai nostri politici). 

Critica legittima, dicevo, anzi doverosa, soprattutto in questa fase storica, non certo solo nella nostra città. E allora Francè - dirà qualcuno - perchè stai criticando quel post su Facebook, tra l'altro verso una parte politica opposta alla tua? Per un semplice motivo: perchè non mi piace questo stile e mi fa schifo questo clima che qualcuno vuole continuare ad alimentare in questa città, continuando a scaricare letame, ora di qua, ora di là. Questo che state leggendo è un blog il cui ideatore e gestore non ha mai nascosto le sue forti critiche, a volto scoperto e alla luce del sole, al centrodestra cegliese, nelle sue forme pre e post ribaltino (e continuerà ad esprimerle rispetto all'inadeguatezza politica di tutto il centrodestra cegliese). Ma credo che sia vigliacco criticare, chiunque esso sia, non per il suo ruolo politico o per le sue scelte politiche (critica più che legittima), quanto con l'attacco alle persone, con le insinuazioni sul loro lavoro, con il chiamare in causa le famiglie attraverso i soprannomi,  col voler umiliare le persone (e indirettamente i familiari di quelle persone) attraverso immagini come l'elemosina, la colletta popolare,  e via sprofondando.

Questa non è critica politica nè tantomeno satira: questa è denigrazione delle persone che non può essere accettata, al di là delle simpatie politiche di ognuno di noi (e dal personaggio politico in questione io sono stato, sono e sarò sempre lontanissimo). Questo modo di voler trasformare il confronto e anche la dura critica politica in una sorta di stagno melmoso dell'ingiuria è una cosa che, da cittadino e da persona di centrosinistra, mi dà il vomito. E a chi dice che in fondo è solo uno sfottò rispondo ancora più disgustato. Perchè, se si decide di legittimare questo modo di attaccare a livello politico,  chiedo a costoro cosa risponderanno, domani, tra un mese, tra un anno, quando a finire nel tritacarne dell'insinuazione e della denigrazione magari sarà qualche altro politico a loro più vicino come orientamento o se ci finisse proprio il nostro "giustificante"? Come potrebbe difendersi da queste mani anonime che si dilettano sulle tastiere per creare una unica palude culturale di insinuazione e denigrazione che si ritorcono contro di lui e rispetto a cui ha giustificato questo approccio infame? Come reagiresti se domani capitasse proprio a te che stai leggendo?

E' questo un clima che va decisamente respinto, iniziando una trasformazione di cultura politica, proprio come alcuni di noi hanno deciso di provare a fare. Occorre svelenire l'aria, lavorare per un confronto politico che torni a essere civile, rispettoso, per quanto forte e serrato. E bisogna pretenderlo.  La politica, vorrei dire a questo/i personaggio/i che si nasconde/ono dietro nomi inventati e protetti da monitor e tastiere, è una cosa seria, direi anche quasi sacra perchè è il massimo impegno di amore per la propria comunità. Questi comportamenti la degradano a cloaca nauseante e ciò, oltre a schifare chi nel ruolo della politica per cambiare le cose ci crede davvero, è un atteggiamento che un'opinione pubblica civile e democratica deve respingere in maniera decisa e convinta.




Tribuna Libera

martedì 28 agosto 2012

OPINIONI IN TRIBUNA, Parliamo di CegliEstate



Come già capitato altre volte, TribunaLibera ospita interventi di cittadini che desiderano argomentare e discutere il loro pensiero su argomenti riguardanti Ceglie e il nostro territorio.

Oggi ospitiamo un intervento dell'amico Mimmo Santoro. Lo ringrazio, mantenendo naturalmente la posizione di TribunaLibera già espressa nelle passate settimane riguardo all'edizione di quest'anno. Sottoscrivo in pieno il suo appello rispetto all'obiettivo comune che ci indica nelle sue considerazioni.

Resto convinto che il libero confronto di tante opinioni, anche diverse, non può che far bene alla nostra città.


 



"In considerazione del notevole impatto che le manifestazioni enogastronomiche hanno avuto negli anni passati, grazie a Sindaci come Pietro Mita, Pietro Federico, anche quest’anno, con l’arrivo della bella estate, l’attuale sindaco Luigi Caroli, insieme ad Angelo Palmisano, hanno organizzato un programma ricco di eventi culturali di vario genere, per visitatori, turisti e, naturalmente, per i propri cittadini.

La manifestazione “Ceglie Food Festival”, come prevedibile, ha avuto un enorme successo, tanti visitatori, amanti della buona cucina, hanno visitato la nostra città, soggiornato nella nostre strutture, consumato ed acquistato i nostri prodotti tipici!

Questo evento è profondamente legato all’immenso patrimonio enogastronomico locale (che negli ultimi anni ha registrato una forte crescita), collegato all’’offerta turistica culturale, ambientale, alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti tipici.

Rivolgo, pertanto, un invito a tutti i cuochi famosi e non, che operano nel territorio della nostra bellissima Città  ad  essere sempre più uniti con un unico obbiettivo comune: salvaguardare l’agroalimentare, la cucina, la cultura gastronomica cegliese.

I Nostri amministratori a qualsiasi area politica appartengano, insieme ai privati che operano nel campo del Turismo, devono impegnarsi di più a valorizzare tutti i fattori di attrazione esistenti nel nostro territorio, ed offrire a coloro che soggiornano nel nostro paese pacchetti organizzativi per tutte le stagioni, anche al fine di allungare la stagione turistica ed avere l’unico fine di promuovere il territorio, senza dar vita a  beghe  sterili e dannose.

Un turismo, quindi, che riesca ad accontentare chiunque, che possa offrire un soggiorno divertente ma allo stesso tempo dia  la possibilità di scoprire le bellezze della nostra terra: il Borgo Antico, il Castello Feudale, le Chiese, i numerosi Trulli, le Masserie, i Muretti a secco, le Specchie, le Grotte, gli Ulivi secolari, la nostra meravigliosa Campagna con la sua terra rossa.

Un sentito grazie alle nostre massaie,  nonne, ossia ai veri custodi dei sapori, di un patrimonio di conoscenze gastronomiche, poco conosciuto, ma sapientemente tramandato da madre a figlia, che ha valorizzato la cucina Cegliese di cui tutti, indistintamente, dobbiamo esserne orgogliosi".

Mimmo Santoro



Tribuna Libera