F F Tribuna Libera: politica
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica. Mostra tutti i post

sabato 29 febbraio 2020

I nuovi Fratelli d'Italia a Ceglie per le regionali



Torniamo a parlare di candidature al Consiglio regionale. La testata Brindisi Oggi fa il punto della situazione. Per quel che riguarda le candidature di cegliesi nelle varie liste, confermata quella dell'ex consigliere comunale Domenico Convertino per la Lega mentre Tommaso Gioia dovrebbe presentarsi nella lista "Senso civico", lista civica a sostegno del Presidente Michele Emiliano.




L'ex sindaco Luigi Caroli avrebbe "mollato" Forza Italia per essere candidato nella lista di Fratelli d'Italia, il partito con nel simbolo la fiammatricolore già appartenuta al Movimento sociale italiano e ad Alleanza Nazionale. 




Nella stessa lista sarebbero suoi competitors: l’ex vice sindaco e fratello del sindaco di Torre Santa Susanna Tiberio Saccomano, l’ex sindaco di Brindisi Angela Carluccio, l’ex presidente del consiglio comunale di Brindisi Pietro Guadalupi e Giuliana Giannone.



Colpisce la versatilità politica messapica nel mutamento di appartenenze politiche: dall'alfaniano Nuovo centrodestra, sostenitore dei governi Letta e Renzi, alla moderata e berlusconiana Forza Italia, fino agli italici fraterni della Meloni, sovranisti radicalmente alternativi proprio a partiti come quello degli ex alfaniani.







Gli elettori cosiddetti "moderati" cegliesi saranno disposti ad avallare questo "valzer"? Saranno pronti a spostarsi ancora più a destra? Attendiamo i risultati per saperlo.










Tribuna Libera

giovedì 27 febbraio 2020

Nicola Ciracì non sarà della partita






L'on. Nicola Ciracì, oggi al Quotidiano dichiara che non sarà presente come candidato alle elezioni amministrative di primavera e non sosterrà alcun gruppo politico. Al momento vive in Albania dove si occupa di consulenza  ed accompagnamento ad aziende ed enti pubblici.


"Sono in Kosovo, lontanissimo dalle prossime elezioni. Osservo da lontano e non ho nulla da dichiarare. Voterò da cittadino, sono impegnato in altro nei Balcani" ha dichiarato.


Ciracì è stato in Consiglio comunale per la prima volta dal 1993 al 1995 e ininterrottamente dal 1999 al 2014 quando venne eletto parlamentare nelle file del Popolo della Libertà. 



Nonostante non sia mai stato un suo elettore (al contrario di diversi che, in anni recenti, lo hanno politicamente demonizzato pur dovendogli buona parte della propria carriera politica) e lo ritenga responsabile dell'avvio della prima opinabile esperienza amministrativa degli ex Amatissimi, credo che vada riconosciuto a Nicola Ciracì indubbio talento politico e che abbia dimostrato di essere una spanna al di sopra di tanti esponenti del centrodestra cegliese che negli anni abbiamo conosciuto nella Messapia.


Non ci sarà Ciracì ma ci saranno tanti ex ciraciani.




Tribuna Libera

lunedì 27 gennaio 2020

Il cegliese Stefano Caliandro rieletto Consigliere regionale






C'è un po' di Ceglie nella vittoria, come tutti sapete, della coalizione a sostegno del Presidente uscente Stefano Bonaccini (centrosinistra) nelle elezioni regionali in Emilia Romagna in cui si è votato ieri.



Tra i consiglieri eletti (con 7.253 voti) c'è l'avv. Stefano Caliandro, originario di Ceglie Messapica, riconfermato in quota Partito Democratico in quella che è la sua seconda legislatura. Nei cinque anni scorsi ha rivestito l'incarico di Presidente del Consiglio regionale.


A lui vanno le nostre congratulazioni e gli auguri di buon lavoro.






La scheda






Nato il 26 gennaio 1975 a Ceglie Messapica, Stefano Caliandro vive a Bologna dal 1993 dove ha conseguito la laurea in Giurisprudenza e il Dottorato di Ricerca in Diritto del Lavoro e delle Relazioni Industriali.



È professore a contratto in Diritto del Lavoro presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università degli Studi di Bologna nelle sedi di Bologna e di Rimini. Esercita la professione di Avvocato nel Foro di Bologna collaborando con uno Studio legale. L'impegno civico è iniziato a Brindisi al Liceo Scientifico Monticelli dove, insieme ad altri amici, ha dato vita a una serie di iniziative: i Comitati Antiracket e il Movimento per la lotta alla Sacra Corona Unita.


Nel 1995 si è iscritto e partecipa ai Comitati in difesa della Costituzione promossi da Dossetti. Successivamente, insieme ad altri compagni e amici, ha fondato un'associazione studentesca universitaria -Giurisprudenza Democratica- che si proponeva, e si propone, di fare sintesi delle culture riformiste che hanno dato vita al progetto dell'Ulivo. 


È stato segretario provinciale della Sinistra giovanile di Bologna e nel PDS/DS ha avuto svariati incarichi politici (cultura, economia, formazione, giustizia, lavoro e scuola etc.). Ha fatto parte dell'Assemblea Costituente del PD dell'Emilia-Romagna.

È stato Presidente del Gruppo Consiliare provinciale PD dal 14 giugno 2010 al 28 febbraio 2011, giorno dell'elezione a Presidente del Consiglio provinciale di Bologna. Nel 2015 è eletto consigliere regionale.


E' autore di numerose pubblicazioni in materia di Diritto del Lavoro e fa parte della Consulta Nazionale della CGIL, della Consulta regionale dell'Emilia-Romagna della CGIL, del Direttivo regionale dell'Istituto Gramsci dell'Emilia-Romagna.






Tribuna Libera

lunedì 7 ottobre 2019

Verso le candidature a sindaco



Terminata a pochi mesi dalla scadenza naturale l'esperienza dell'amministrazione Caroli con l'implosione della maggioranza (già ribaltata nel 2016), quel che resta della maggioranza di centrodestra inizia a prepararsi per le elezioni di primavera, alla ricerca del successore dell'ex sindaco Luigi Caroli.

Si cerca un candidato che possa rappresentare tutta l'alleanza (da Forza Italia a Fratelli d'Italia); se l'indicazione del candidato non fosse unanime, c'è già sul tavolo l'idea, rilanciata da Forza Italia, di primarie di coalizione.






Ad ogni modo, al momento il favorito per la candidatura a sindaco per il centrodestra risulta essere il vicesindaco uscente ed esponente di Fratelli d'Italia Angelo Palmisano, che ieri sul Quotidiano si è detto pronto alle primarie (aggiungendo: "Ma è prematuro") ma non negando di aspirare alla candidatura a primo cittadino:



"E' presto ma sarà tutta la squadra a decidere su cosa fare. Io candidato sindaco? I sacrifici richiesti sono tanti ma poi il senso di responsabilità te lo impone".


In altre parole, la risposta sarebbe "si".


La certezza, leggiamo, sarebbe che "con chi ci ha sfiduciato non abbiamo più nulla da dirci". Ma, viste le vicende degli ultimi anni, sappiamo anche che gli addii e le riconciliazioni impreviste sono una costante della politica messapica. Sei mesi sono tanti. E poi, per i colpi di scena, esiste sempre il ballottaggio, no?




Tribuna Libera

sabato 14 settembre 2019

Sfiducia o dimissioni del sindaco?








Come finirà la vicenda della mozione di sfiducia presentata dall'intera opposizione in Consiglio comunale nei confronti del sindaco? Come voterà il gruppo di maggioranza "Democrazia Cegliese" di cui fa parte Giovanni Gianfreda che la scorsa settimana ha lanciato dure critiche all'operato "accentratore" del sindaco (critiche su cui però gli altri due consiglieri del suo gruppo DC hanno assunto posizioni più concilianti verso una soluzione della crisi). 



La sfiducia dovrà essere votata entro 30 giorni dalla presentazione della mozione. I voti di partenza sono 7, per essere approvata ne occorrono 9. 




Sulla stampa abbiamo letto che due giorni fa il sindaco avrebbe convocato in riunione i suoi assessori annunciando di volersi dimettere prima del voto della mozione di sfiducia. In tal caso si scioglierebbe anche il Consiglio comunale, sarebbe nominato un commissario e si tornerebbe al voto nella prima tornata elettorale utile. 


Il sindaco si dimetterà davvero prima del voto sulla mozione di sfiducia, come annunciato in una riunione con i suoi assessori? E, in tal caso, potrebbe poi ritirare entro 20 giorni le dimissioni, come ipotizzato tra gli scenari dalla Gazzetta del Mezzogiorno, evitando di far discutere e votare la mozione di sfiducia?




Vi dico la mia: è abbastanza inverosimile che l'Amministrazione cada ora, a pochi mesi dal voto amministrativo. Dopo tutta questa "sceneggiata" politica ognuno rimarrà al suo posto per i pochi mesi che restano alla fine di questa consiliatura. Magari mi sbaglio anche (e la cosa non mi dispiacerebbe, devo ammettere).


Ma tanto già sappiamo che alle prossime elezioni li rivoterete ancora una volta, anche con altri candidati sindaci (hanno riempito la piazza con i concerti gratis, no? Questo conta per parte consistente del popolo messapico). 


Dunque la solita storia, il solito spettacolo noioso. A molti di noi non interessa. Buon divertimento agli altri.










Tribuna Libera

venerdì 6 settembre 2019

Il nuovo leader della Lega a Ceglie Messapica






Sono state rese note le nomine dei nuovi vertici provinciali e comunali della Lega, partito che da qualche settimana, con l'auto-siluramento dal governo,  non sta vivendo un momento politicamente facile. 





Segretario cittadino leghista a Ceglie Messapica è stato nominato l'ex consigliere comunale Francesco Locorotondo. Segretario provinciale è invece Lelio Lolli.




per l'elenco delle nomine pugliesi



Pur provando una profonda idiosincrasia per quello che rappresenta politicamente il partito dell'ex ministro Salvini, faccio sinceri auguri di buon lavoro sul territorio a Francesco Locorotondo. 







E a proposito di Salvini ...










Tribuna Libera

lunedì 2 settembre 2019

Teresa Bellanova nel toto-ministri






Mercoledì, anche tenendo conto dell'esito della consultazione online a cinque stelle sulla piattaforma Rousseau, dovremmo conoscere la conclusione delle trattative per far nascere il governo Conte-bis, con la nuova maggioranza.


Nel frattempo sulla stampa continua il toto-ministri. Tutti danno per molto probabile la designazione della parlamentare Pd di origine cegliese Teresa Bellanova come Ministro dello Sviluppo Economico, ruolo rispetto al quale nella passata legislatura è già stata viceministro (nei governi Renzi e Gentiloni).






Tribuna Libera

giovedì 29 agosto 2019

Forza Italia a Ceglie esisterà ancora?



Qualche settimana fa il sen. Luigi Vitali ha aderito a "Cambiamo" il nuovo partito sovranista, nato da una recente scissione da Forza Italia, che propugna un accordo di ferro con Lega e Fratelli d'Italia. 







Lo stesso leader nazionale di "Cambiamo", Giovanni Toti, ha confermato la sua presenza questo fine settimana a "La Piazza", l'evento politico cegliese ideato e condotto da Angelo Perrino.




Risultati immagini per giovanni toti


Nel comunicato leggiamo che "Giovanni Toti, dopo la rottura con Forza Italia, lancerà da Ceglie il suo movimento". 


Che farà a questo punto la Forza Italia cegliese? E' noto, tra l'altro, quanto Vitali sia da anni la figura politica di riferimento per i forzitalici cegliesi.




Il partito berlusconiano conta in Consiglio comunale tre consiglieri (Cesare EpifaniVito Santoro e Giovanni Gianfreda) oltre che il sindaco Luigi Caroli che tra l'altro pare potrebbe provare a candidarsi al Consiglio regionale la prossima primavera, nonostante la difficoltà della sfida in salita. E lo farebbe con Forza Italia, partito in continuo calo di consensi?





Che scelta faranno? Sceglieranno la parte berlusconiana o quella di Toti e Vitali, alleata di ferro della Lega, partito che però a Ceglie è all'opposizione dell'amministrazione comunale mentre la stessa amministrazione comprende due assessori dei sovranisti "Fratelli d'Italia" (Palmisano e Ricci)?






Potremo saperlo a breve.



Tribuna Libera

domenica 25 agosto 2019

Pronti per le interviste ai politici a "La Piazza".







Dal 30 agosto al 1 settembre, torna "La Piazza", il format di interviste nel centro storico cegliese ai personaggi della politica italiana del momento, ideato e condotto dal direttore di Affari Italiani e consigliere comunale Angelo Maria Perrino.


Per la realizzazione dell'evento la Giunta comunale ha deliberato uno stanziamento di 7mila euro, nell'ambito del palinsesto di CegliEstate 2019.


Come leggiamo proprio su Affari Italiani c'è però incertezza sulla presenza dei big annunciati Giuseppe Conte, Salvini, Di Maio, Renzi, Di Battista. Il momento è particolare, c'è la crisi di governo; alcuni di loro tra poche ore potrebbero anche essere "ex". O forse no.






Certa comunque la presenza delle seconde file. Sempre sul sito di Affari Italiani leggiamo l'elenco degli ospiti certi: il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon, il responsabile economico del Pd Antonio Misiani, il vicesegretario della Lega Andrea Crippa, l'eurodeputato Raffaele Fitto (Fratelli d'Italia), Carlo Fidanza (eurodeputato braccio destro di Giorgia Meloni). Infine l'ex parlamentare Guido Crosetto (sempre di Fratelli d'Italia) ormai di casa da queste parti. 


Buona discussione.




Tribuna Libera

sabato 3 agosto 2019

La protesta di Rocco Monaco contro il M5S e Di Maio




Ne ha parlato anche il TGR delle 14 su Rai3.






Dal sito "Repubblica Bari":



Ingressi strettamente regolamentati, interventi controllati e esclusione dei giornalisti. Luigi Di Maio è a Bari per partecipare all'assemblea degli attivisti e dei portavoce pugliesi in corso all'Anche Cinema. 

L'evento è caratterizzato come al solito da regole stabilite dall'organizzazione dell'assemblea per evitare il più possibile di diffondere notizie all'esterno e di dare spazio a voci contrarie alla linea del Movimento. Il capo politico e vicepremier è entrato da un ingresso laterale senza rilasciare dichiarazioni alla stampa.

Fuori dall'ingresso un contestatore: "Eravamo per lo streaming e per le aperture. Questo non è il Movimento di Beppe Grillo che volevamo all'inizio".  Rocco Monaco, 64 anni da Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, ha strappato con forza il braccialetto giallo per partecipare all'evento. All'esterno del cinema dove è in corso l'incontro, il 64enne ha manifestato il suo disappunto ai cronisti.


"Volevo intervenire, ho mandato una mail a Dell'Olio, ma non mi ha risposto e non posso parlare", ha aggiunto l'uomo, iscritto al M5s da dieci anni. "Vi consegno questo braccialetto, mi dispiace fare questo perchè è un'offesa, verso voi e verso noi che eravamo per le scatolette aperte, eravamo per lo streaming e invece ora non si può. Non condivido questo. Non è il movimento di Beppe Grillo che volevamo all'inizio, il movimento dell'apertura".








per il servizio del TGR

(il primo servizio)





Tribuna Libera

Dove andrà la Forza Italia cegliese?







Dunque pare che, alla fine, si andrà alla scissione di Forza Italia. Un partito che non veleggia più sulle cifre oltre il 30% di dieci anni fa ma che si aggira intorno al 7-8% a livello nazionale, poco più della percentuale del Partito repubblicano sul finire della Prima Repubblica. A Ceglie alle ultime europee, il partito berlusconiano ha ottenuto il 16.47% (984 voti).

Mentre il Berlusca, agguerrito nonostante i quasi 83 anni, annuncia l'ennesima trasformazione di Forza Italia in un nuovo soggetto di centro, Giovanni Toti, Mara Carfagna e altri dovrebbero invece dare vita a un altro movimento in chiave "sovranista" e fortemente saldato in alleanza con Lega e Fratelli d'Italia. A questo soggetto sovranista dovrebbe aderire dalle nostre parti, stando alle dichiarazioni sulla stampa, anche il sen. Luigi Vitali.






Che farà a questo punto la Forza Italia cegliese?


Il partito berlusconiano conta in Consiglio comunale tre consiglieri (Cesare Epifani, Vito Santoro e Giovanni Gianfreda) oltre che il sindaco Luigi Caroli che tra l'altro pare potrebbe provare a candidarsi al Consiglio regionale la prossima primavera, nonostante il calo generale di consensi del suo partito. 




Sceglieranno la parte berlusconiana o quella di Toti, alleata di ferro della Lega, partito che però a Ceglie è all'opposizione dell'amministrazione comunale mentre la stessa amministrazione comprende due assessori di Fratelli d'Italia (Palmisano e Ricci)?




Una situazione politicamente un po' ingarbugliata e che non esclude colpi di scena a cui del resto ci hanno abituato.














Tribuna Libera

venerdì 2 agosto 2019

E il Presidente Giuseppe Conte tornò a Ceglie Messapica







Il Presidente del Consiglio (non lo chiamate premier, il premierato è una forma di governo parlamentare diversa da quella italiana) Giuseppe Conte sarà di nuovo ospite i primi di settembre a Ceglie Messapica nell'ambito nella rassegna di incontri pubblici de "La Piazza", ideata e condotta dal direttore di Affari Italiani e consigliere comunale Angelo Maria Perrino.


La scorsa settimana avevamo ricordato che altri ospiti della rassegna dovrebbero essere i due Mattei (Salvini e Renzi), il ministro Giggino Di Maio e il girovago Di Battista. 



Al di là delle differenze di opinione politica, ritengo quella di Angelo Perrino un'ottima e interessante iniziativa per dare risalto al nome della nostra città, non legata soltanto a gastronomia e mangiate e bevute varie.






Tra l'altro Ceglie Messapica è la città di provenienza di due importanti comunicatori del governo e dei Cinquestelle: Rocco Casalino, portavoce di Conte, e Fabio Urgesecapo della comunicazione dei grillini alla Camera. 

Dopo il crollo di voti del M5s alle europee si era aperto verso di loro (e tutto lo staff) un "processo" interno sulla gestione della campagna elettorale (LINK) ma poi tutto si è appianato e non è successo nulla. Grillino che abbaia, non morde. Ci fa comunque piacere.





Tribuna Libera

lunedì 29 luglio 2019

SALVINI, DI MAIO E RENZI A CEGLIE MESSAPICA







L'annuncio è stato qualche giorno fa ma, visto che Tribuna era temporaneamente ferma, lo riprendiamo oggi. 

A fine agosto torna "La Piazza", il format di interviste nel centro storico cegliese ai big della politica italiana del momento, ideato e condotto dal direttore di Affari Italiani e consigliere comunale Angelo Maria Perrino.







L'anno scorso erano stati ospiti a Ceglie: il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l'ex sottosegretario Armando Siri, il ministro Barbara Lezzi, il sen. Dario Stefano e altri.






Per l'edizione di quest'anno, dal 30 agosto al 1 settembre, pare sia prevista la partecipazione di Matteo Salvini,  Luigi di Maio,  Matteo Renzi, di Alessandro Di Battista e il commissario europeo Pierre Moscovici,  pronti ad essere intervistati ancora una volta da Angelo Perrino.


per l'articolo di Adele Galetta



Tornando un momento alle vicende messapiche, al termine dell'intervista Angelo Perrino annuncia che la sua esperienza di consigliere comunale si avvia a conclusione, lasciando intendere che non ci sarà una ricandidatura alle elezioni amministrative della prossima primavera.








Tribuna Libera

lunedì 27 maggio 2019

Tutti leghisti a Ceglie Messapica?







Ok, tre cegliesi su cinque non sono andati a votare ma la vittoria della Lega a Ceglie Messapica è incontestabile. 




Vi ricordate le europee di cinque anni fa? La Lega a Ceglie aveva ottenuto appena 23 voti, lo 0.32%. Vincitore assoluto era stato il Nuovo Centrodestra di Alfano con il 27.81%. Tanto che Ceglie ("il primo monocolore Ncd" d'Italia) era stata scelta come luogo della festa nazionale del partito di Angelino Alfano, vicepremier dei governi guidati da Enrico Letta (PD) e da Matteo Renzi (PD), quanto di più opposto poteva esserci alla Lega Nord. 


Gioco del destino, i risultati di ieri sono l'esatto contrario di quelli del 2014: l'ex NCD (che ora si chiama Alternativa Popolare) a Ceglie ha ottenuto 33 voti (0.55%) e la Lega il 34%.




La cosa che suscita il sorriso è che buona parte di quelli che ieri applaudivano con entusiasmo Alfano (le foto di allora ve le risparmio per carità di patria) e apprezzavano Renzi sono gli stessi che oggi stravedono per il leghista Salvini e lo rappresentano sul territorio. La fusione dei contrari.


Saremo all'antica ma questa roba ci lascia quanto meno perplessi. Ma staremo a vedere quanto durerà, in attesa di un nuovo leader e di un nuovo amore politico. Ma sempre, negli anni, gli stessi volti a rappresentarlo. 








Ah, dimenticavo: soltanto l'anno prima, nel 2013, il PDL (con Berlusconi leader indiscusso) aveva ottenuto più del 41%.






Tribuna Libera

mercoledì 8 maggio 2019

Il leghista è fuori dal Governo








Alla fine il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha revocato ad Armando Siri l'incarico di sottosegretario del Governo, cos' come richiesta dai Cinque Stelle. L'ormai ex sottosegretario è indagato per corruzione dalla Procura di Roma, nell’ambito di un’inchiesta antimafia nata a Palermo. Siri resta comunque senatore.


Ovviamente, come recita anche la Costituzione, qualunque imputato non può essere considerato colpevole fino ad una eventuale sentenza definitiva di condanna. Un principio garantista e sacrosanto.

Cos'hanno in comune con la nostra città Siri (che è considerato l'ideatore della Flat-tax) e il capo del governo Conte, protagonisti della vicenda politica del giorno? 

Sono passati entrambi da Ceglie Messapica la scorsa estate, ospiti della rassegna "La Piazza" ideata e condotta dal giornalista e consigliere comunale di maggioranza Angelo Maria Perrino

In questa cornice, proprio Armando Siri illustrò i dettagli della proposta di Flat tax leghista, poi estesa solo alle imprese e non alle famiglie italiane (in realtà quella che chiamano flat tax è solo un'estensione del regime forfettario già vigente per coloro che operano al di sotto di fatturati compresi tra 25.000 e 30.000 euro).





Video della serata











Tribuna Libera