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martedì 21 luglio 2020

Alla riscoperta del poeta Pietro Gatti







E' stato pubblicato il nuovo libro scritto da Vincenzo Gasparro. E' un saggio sull'opera poetica del noto poeta cegliese Pietro Gatti. Il libro si avvale della copertina del maestro Uccio Biondi che ha illustrato l'opera di Gatti e che ha anche impreziosito il saggio con una sua postfazione. 






E' possibile acquistarlo presso i consueti siti online di Amazon, IBS e Feltrinelli Store oppure presso la cartolibreria di Camillo Chirico in via Aldo Moro.







Sinossi del libro:



"Rileggere il poeta Pietro Gatti in quest'epoca di globalizzazione sfrenata e tumultuosa non è un puro esercizio retorico e letterario, ma l'occasione per un ripensamento sulla condizione umana e sull'organizzazione della società. 


L'uomo dell'antropocene e del novacene viene chiamato a ripensare il rapporto uomo-natura, a riscoprire i valori perduti per superare l' "immondezzaio consumistico", praticare e tessere rapporti di solidarietà e di fraternità. Da un innocente poeta ricaviamo il monito della riscoperta della sacralità del pane e della vita in armonia con la bellezza della natura. 


Il poeta ci ricorda laicamente che la terra è il nostro unico paradiso, anche se il male di cui l'uomo è capace la rende, troppe volte, un tragico inferno. Gatti non s'interroga, dopo la morte nicciana di Dio sul suo silenzio e il suo canto si fa disperato e tragico".





Un video realizzato qualche anno fa da Vincenzo Suma













L'autore



Vincenzo Gasparro, maestro educato alla scuola di Don Bosco, Don Milani e Mario Lodi, è nato a Ceglie Messapica. Tutta la sua produzione poetica è raccolta nel volume “Tutte le poesie” (1994-2012), BookSprint Edizioni, 2014, nelle cui collane ha anche pubblicato il racconto “Il sortilegio della casa antica”.


E' presente in diverse Storie della letteratura italiana del II Novecento, in Dizionari letterari, ne “La saggezza della letteratura”, “Puglia letteraria” e qualificate antologie. Ha collaborato a giornali locali e nazionali.


Negli anni ha pubblicato il libro di storie e memorie "La pampanella amara", l'istant-book, con altri,  "Dicembre 93" e i seguenti libri di poesia: Taccuino (L’Autore Libri Firenze, 1994); Parole mai distratte (Gazebo, Firenze, 2000); Grazie per i balconi fioriti (Bastogi, Foggia, 2001); Barchette arancio e limone (Bastogi, Foggia, 2002); Nel mattino disperso (LietoColle, Faloppio, Como, 2004); La cura di Gaia (LietoColle, Faloppio, Como, 2006); Il passero maldestro, (LietoColle, Faloppio,  Como, 2008), Il sortilegio della casa antica (BookSprint Edizioni, 2011).




Tra i libri più recenti:  "Una famiglia borghese – L'Italia dei galantuomini fino all'avvento delle camice nere" (2009) ,  "Melagrane scarlatte e more nere" (2010),  "A che servono le rose" (2012), "Fresco mattino come la tua spalla" (2016), "Novecento" (2016), "Paese mio Vivrai" (2019), "Cartesio è andato via - Poesie" (2019), "I gabbiani non conoscono il male" (2020).



Tribuna Libera

giovedì 29 agosto 2019

La nuova opera di Vincenzo Gasparro








"Col tramonto della modernità sono finite le certezze e ci interroghiamo spauriti sul futuro. La storia che ci siamo lasciati alle spalle è stata meravigliosa e tragica. Cartesio, paradigma della razionalità moderna, sembra ci abbia abbandonato. Vaghiamo nel buio alla ricerca del bandolo di un nuovo umanesimo e, forse, dobbiamo riconsiderare l’importanza di guardare attentamente il cielo e le stelle. La razionalità cartesiana ha assegnato all’uomo la missione di diventare padrone e signore della natura, ma l’artificializzazione del mondo ci ha catapultato nell’antropocene e l’uomo scopre il limite dello sviluppo e l’esigenza del cambio di paradigma economico e culturale. Per intanto un gelo esistenziale ci travolge e affligge."







Vincenzo ci regala una piccola perla dal suo nuovo lavoro. E' la poesia che dà il titolo al libro: 


Al punto in cui siamo
navighiamo nell'indeterminato.
I concetti sono aleatori
pieni di contraddizioni 
non c'è più spazio per una chiara dimostrazione
precipitiamo sull'ultimo punto del segmento.

Abbiamo costruito il mondo dell'illusione 
e viviamo ipocriti nella menzogna. 
Nessuno intravede l'ipotesi.
L'apparenza è frenetico movimento
tutto è nascosto alla luce
il bersaglio sempre in movimento
e nessuno colpisce il centro.

 Nonostante la corsa domina
su tutto la stasi e la vita
resa un lenzuolo rammendato.
Cartesio purtroppo ci ha lasciato.




Il libro è disponibile nelle librerie e sito della BookSprintEdizioni:

CLICCA QUI







L'AUTORE

Vincenzo Gasparro, maestro educato alla scuola di Don Bosco, Don Milani e Mario Lodi, è nato a Ceglie Messapica. Tutta la sua produzione poetica è raccolta nel volume “Tutte le poesie” (1994-2012), BookSprint Edizioni, 2014, nelle cui collane ha anche pubblicato il racconto “Il sortilegio della casa antica”.

E' presente in diverse Storie della letteratura italiana del II Novecento, in Dizionari letterari, ne “La saggezza della letteratura”, “Puglia letteraria” e qualificate antologie. Ha collaborato a giornali locali e nazionali.

Negli anni ha pubblicato il libro di storie e memorie "La pampanella amara", l'istant-book, con altri,  "Dicembre 93" e i seguenti libri di poesia: Taccuino (L’Autore Libri Firenze, 1994); Parole mai distratte (Gazebo, Firenze, 2000); Grazie per i balconi fioriti (Bastogi, Foggia, 2001); Barchette arancio e limone (Bastogi, Foggia, 2002); Nel mattino disperso (LietoColle, Faloppio, Como, 2004); La cura di Gaia (LietoColle, Faloppio, Como, 2006); Il passero maldestro, (LietoColle, Faloppio,  Como, 2008), Il sortilegio della casa antica (BookSprint Edizioni, 2011).

Tra i libri più recenti:  "Una famiglia borghese – L'Italia dei galantuomini fino all'avvento delle camice nere" (2009) ,  "Melagrane scarlatte e more nere" (2010),  "A che servono le rose" (2012), "Fresco mattino come la tua spalla" (2016), "Novecento" (2016), "Paese mio Vivrai" (2019).





Una delle nostre, vere, grandi eccellenze cegliesi.









Tribuna Libera

martedì 5 marzo 2019

Settantaquattro battiti d'amore





Ricevo e pubblico con molto piacere:


Angelo Cassese con immenso piacere è lieto di invitare tutti voi alla presentazione del suo nuovo libro di poesie “SETTANTAQUATTRO BATTITI D’AMORE”, sabato 16 marzo alle ore 18,30 presso l'Auditorium comunale di via Istria, a Ceglie Messapica. 

La serata, che verterà anche su temi relativi alla disabilità e alla poesia come strumento di arte e socializzazione, resilienza e ricchezza di vita, sarà coordinata da Agata Scarafilo de “La Gazzetta del Mezzogiorno” e dalla voce narrante del poeta di Ceglie, Damiano Leo. 




Durante la serata sono previsti i saluti del Sindaco Caroli e dell’Assessore alla cultura e ai servizi sociali, La Veneziana; del giovane artista e fumettista del libro Leonardo Semeraro. Inoltre sono attesi interventi scientifico-professionali da parte di Ornella De Mitri, Assistente sociale del Comune di Ceglie; Crocifissa Lanzillotti, Primario P. O. della Fondazione San Raffaele di Ceglie; Bruno Falzea, Direttore Sanitario del San Raffaele di Ceglie; Rino Spedicato, Presidente del CSV di Brindisi. 

La serata sarà allietata dalla musica del cantautore Donato Lerna e del clarinettista Alessandro Ciracì. 

L’evento si realizzerà con il patrocinio del Comune di Ceglie Messapica e delle Associazioni: L'8 Volante, Creattivamente, Caelium, Fondazione San Raffaele di Ceglie e del CSV di Brindisi. 



Vi aspetto numerosi!

Angelo Cassese





Tribuna Libera

domenica 19 agosto 2018

Il Codice di Farfalla





Qualche settimana fa abbiamo parlato de "Il codice della farfalla", il nuovo libro di poesie scritto dal nostro concittadino Vincenzo Di Oronzo. 






Vincenzo Gasparro ci regala una bella recensione di questa opera.



************


"Anche l'ultimo libro di Vincenzo di Oronzo Il codice di farfalla, come tutti i precedenti, a una prima lettura, comunica un senso di spaesamento e smarrimento. Esso ti avviluppa in un vortice di metafore e metonimie, il lettore è irretito in un labirinto e non intravede il filo logico della comprensione per l'uscita. 

Il lettore invera smarrito la convinzione di Celan che la parola poetica è "la catastrofe del linguaggio". Eppure l'autore, già nel titolo, ci avverte che c'è un "codice" che rappresenta la chiave per comprendere il fascino della sua parola. Il codice altro non è che un complesso di segni che il lettore deve faticosamente cercare sia sul crinale dell'espressione sia su quello del contenuto.

In primis si deve riconoscere la tecnica compositiva che crea la struttura narrativa del libro, composto con relazioni intertestuali interni alle opere dello stesso autore(facilmente identificabili), sia con relazioni intertestuali esterne nel confronto con altri autori. Questo procedere compositivo è noto sia nel romanzo, e a questo proposito Eco fa scuola, sia nella poesia se solo si pensa a Canti ultimi di Davide Maria Turoldo. Il codice di farfalla e tutta la produzione di Di Oronzo, segna paradigmaticamente il passaggio dalla poesia moderna a quella postmoderna. 

Questo passaggio si confronta lucidamente con l' "odissea del senso" implicito nella modernità. Prima dell'uscita del libro il poeta ha scritto il saggio  La parola interrogante della modernità e l'odissea del senso: Leopardi e Jabès e  che possiamo considerare  l'ouverture a Il codice di Farfalla. La domanda di fondo del saggio consiste nel chiedersi se davvero dopo Auschiwitz, come diceva Adorno, è possibile più nessuna poesia. 

Di Oronzo richiama la contestazione di Celan a questa domanda di Adorno: "Nessuna poesia dopo Auschiwitz: ma cosa si intende per "poesia"? La boria di ciò che si sottende ipoteticamente specularmente raccontare o considerare Auschiwitz dalla prospettiva degli usignoli e dei tordi?" 

D'altro canto ne Il Libro delle Interrogazioni Jabès si domanda:
- Che accade dietro questa porta?
-Si inizia a sfogliare un libro.
-Cosa racconta?
-la presa di coscienza di un grido.
L'angoscia della modernità si manifesta con un grido o con  un Urlo come in Munch. Ma dire Jabès significa dire Olocausto e Shoah ed è in questa cornice filosofica e poetica che va letto Il  codice di Farfalla. Di Oronzo annuncia: - Camminerò nel Libro delle Interrogazioni/ finché il deserto mi darà acqua di sale.// Dammi Signore il tuo labbro d'aceto.

La tragedia della Shoah in Di Oronzo diventa anche la tragedia del vivere quotidiano: - Le nostre labbra strappate durante due lune.

Ma nell'odissea del senso in cui siamo piombati è ancora possibile trovare la via dell'umanesimo o siamo dannati a vivere sbattuti nel naufragio del pensiero debole e liquido? Qui, nel saggio, ritornano le grandi domande sul senso della vita e il poeta ci ricorda che "si sperimenta il "male di vivere" e la guerra, l'affanno e la giovinezza, la ferocia degli eventi e la bellezza. 

So chi sono? Perché esisto? Perciò la poesia, in Occidente, contende alla filosofia l'interrogazione sul destino dell'uomo e sul tempo, in cui accade il viaggio dell'esistenza, nel suo perpetuo aggirarsi. La libertà è il suo abito di luce."

Alle domande ultime di senso può rispondere solo la millenaria ricerca della religione contenuta nella biblica tradizione giudaico-cristiana, sia nelle religioni orientali. Ma Dio non ha volto perché contiene tutti i volti e ha le sembianze della farfalla.

Qui ci vengono in aiuto tutti i rimandi intertestuali di cui discorrevamo sopra per una parziale e mai compiuta risposta.
Jabès può dire:[...Sono nel libro. Il libro è il mio universo. il mio paese, il mio tutto il mio sangue[...]. 

Il codice di farfalla non è altro che il viaggio che Di Oronzo intraprende alla ricerca di Dio "una farfalla ideale" che gli uomini hanno inventato perché essi sono senza felicità".

La prima certezza è la nostra radice e il poeta richiama Mahmud Darvish cantore della sua Palestina. Come per il poeta palestinese la Palestina è la sua anima, così per Di Oronzo, Ceglie Messapica è l'Itaca che il poeta non ha mai dimenticato:-Tornerò non tornerò/ ai IX occhi:/ alla mia casa ante luna, /Ceglie Messapica, stregata dalle cantilene.

Odisseo errante cerca la sua Itaca a cui disperatamente vuole tornare per un approdo dopo un lungo esilio. Ma ,a ben guardare, l'esito del viaggio è Dio: - Giunta l'ombra/prestai loro i miei occhi/ per sognare Dio.//Ma nulla potei contro la morte,/venuta da me/ per distrazione di una foglia d'acanto.
Tutto viene da Dio tutto ritorna a Lui e anche un ateo come Fo potrà scrivere:[...] Sono ateo di Dio.

Nella straordinaria poesia La baracca della svestizione Di Oronzo invoca:-Aspettami,Signore,/io non ho il tuo passo:/io non so leggere il Libro della Morte.

Sinfonia tragica scandita nella metrica di un'anafora giocata col cabalistico numero 99, simbolo dell'imperfezione e dell'incompiutezza umana".

Vincenzo Gasparro


Tribuna Libera

mercoledì 18 luglio 2018

Il codice di farfalla



Vincenzo Gasparro oggi ci regala una bella nota su un nostro apprezzato concittadino, il poeta cegliese Vincenzo Di Oronzo e sulla sua opera più recente.




"Tornato a casa, ho trovato dei pieghi di libri. Tra questi il magico Il codice di farfalla, ultima fatica poetica del cegliese Vincenzo Di Oronzo. 


  
Nella nostra comunità pochi lo conoscono e qualche anno fa è stato mio ospite. Ha tenuto una magistrale lezione sulla poesia nel locale Liceo e la sera ha bissato nella chiesa di San Demetrio.






(Video: Mimmo Barletta)

   
Il codice di farfalla è un caleidoscopico scintillio di metafore sorrette da una cultura ricca di rimandi e significati. Mi piace, in questa occasione, richiamare una possibile lettura ermeneutica di questo suo ultimo lavoro (per chi volesse approfondire rimando al mio saggio Poesia perfetta e pura in Vincenzo Di Oronzo). 

E' noto che molti critici qualificano come postmoderna la letteratura, e in particolare la poesia, costruita con un procedimento intertestuale e il libro di Di Oronzo è ricco di citazioni, rimandi, allusioni e ammiccamenti che il lettore può scoprire in un perturbante e vorticoso esercizio di metafore che lasciano il lettore ammaliato e smarrito.

Il codice di farfalla è un altro tassello nello scrigno di questa grande anima cegliese, poeta di respiro europeo e internazionale".


Vincenzo Gasparro

  

                                                                      

CHI RIDE NELL'ANFORA?
Nell'esilio le farfalle
guidano le nostre anime
Mahmud Darvish



Chi ride nell'anfora?
Chi conta i pani sul trono dei capelli neri?
Tornerò non tornerò

ai IX occhi:
alla mia casa ante luna,
a Ceglie Messapica, stregata di cantilene.

Al mio vecchio che è cieco e ti vede?

Ma prima darò da bere
a quel pettirosso che ha paura,
sulla veranda assolata.





MIA MADRE LEGGERA
IN UN MUSEO DI FARFALLE

La morte è un velo
gettato sugli occhi dei vivi
Gianluca Magi



Mia madre leggera in un museo di farfalle:
un fiore di maggiorana ai capelli.

Mio padre il giocattolo di guerra,
tornato senza nome nella casa degli aranci.

E un bambino dalle mani di cembalo,
che precedeva in trionfo
la banda dei fiati.

Conobbero le divine equivalenze del giorno:
IX nascite
IX morti,
i fichi essiccati negli ardori,
la cicala pazza di luce
.









L'autore:  
Vincenzo Di Oronzo, nato a Ceglie Messapica, risiede a Roma dove svolge la sua attività artistica e culturale. Già preside in Istituti di Istruzione Secondaria Statale, è critico letterario, saggista di Psicoanalisi junghiana, di Estetica, di Ermeneutica. Opere di poesia: La Coscienza dell’acqua (International Publishing, Ragusa, 2004); Mimi e sonnambuli (Edizioni Empiria, Roma, 2007); Hanphora Hermaphrodita (Cierre Grafica, Verona, 2007); Calchi di luna//Moon Castings (Gradiva Publications, New York, 2009); La città allucinata (Edizioni laterza 2015). 

Opere di psicoanalisi e filosofia: Le lune di Jung (Moretti & Vitali Editori, Bergamo, 2009); Medea, in “Nel nome della madre” (Moretti & Vitali Editori, Bergamo, 2008).

Suoi testi sono stati pubblicati su «Gradiva», rivista internazionale di poesia diretta da Luigi Fontanella. È presente in prestigiose antologie di poesia contemporanea del secondo Novecento. Nel 2008, ha vinto la VII Edizione del Premio Internazionale di Poesia ARCHÉ, di  Anguillara Sabazia Città d’Arte. 
Tribuna Libera

lunedì 28 agosto 2017

Ceglie Messapica, Città di poesia




Foto: Daniele Verusio


Martedì 29 agosto a partire dalle ore 19.30, presso il Castello Ducale, si terrà la “Notte della Poesia”, un evento promosso e curato dall’associazione AttiviAmoCeglie ed in compartecipazione con l’Amministrazione Comunale, il Conservatorio "Tito Schipa", il Secondo Istituto Comprensivo (scuola media “Vinci”) ed il Sistema Gusto d’Arte.




Si tratta di un doveroso omaggio ai cegliesi di ieri e di oggi che attraverso la poesia hanno raccontato e raccontano la città e la loro visione del mondo e della vita, conferendo, a pieno titolo, a Ceglie Messapica l’appellativo di “Città della Poesia”. 

Alle ore 19.30 interverranno i ragazzi del laboratorio di poesia della Scuola Media “Vinci” del II Istituto Comprensivo coordinati dalla prof.ssa Maria Carla Maggiore. 





Dalle ore 20.30 in poi si terrà l’ormai tradizionale “Omaggio a Pietro Gatti” che proseguirà con un particolare omaggio ad alcuni tra i “Poeti Cegliesi”.
La serata prevede anche un intervento musicale del “Salento Sax Ensemble” curato e proposto dal Conservatorio “Tito Schipa” e dal Maestro Alessandro Trianni.


Saranno declamate poesie di Pietro Gatti, Rita Santoro Mastantuono, Vincenzo Gasparro, Pino Santoro, Damiano Leo, Angelo Cassese, Donato Gioia, Giampiero Gioia e Antonio Galetta. Oltre ai poeti presenti, declameranno poesie e brani Antonella Bellanova, Mino Leone e Vincenzo Suma.


Il Sistema Gusto d’Arte offrirà a tutti gli intervenuti un particolare ricordo della serata.



Tribuna Libera

venerdì 14 aprile 2017

Presentazione di "Cosa c’è dietro la finestra?"





Ricevo e pubblico volentieri:

"Un’ altra occasione culturale"

“Poesia è una voce che cerca la verità dell’essere: è nostro compito ascoltarla. Essa ci aiuta a trovare, tra i rumori del mondo, la qualità di vibrazione che ci fa cogliere la bellezza dell’esperienza, il suo insegnamento, la necessità di condividere con gli altri ciò che si è intuito” (L.Scottini).

Mercoledì 12 aprile, l’ Aula Magna della Scuola Secondaria di 1°grado “G. Pascoli”, del 1° Istituto Comprensivo di Ceglie Messapica, diretto dalla Dirigente Scolastica prof.ssa Concetta Patianna ha ospitato l’ autore/poeta cegliese Antonio Galetta.

Il Progetto Lettura di quest’anno scolastico ha voluto promuovere negli alunni la lettura, l’analisi e la comprensione del testo poetico, che affina le competenze linguistiche, scoprendo che a un nesso formale corrisponde un nesso semantico, potenzia la socializzazione e rinforza le capacità di effettuare un’attività, confrontandosi rispettosamente con i compagni.

Il giovane scrittore Antonio Galetta ha presentato agli alunni delle classi 2 e 3 la raccolta di poesie intitolata “Cosa c’è dietro la finestra?”, un volume formato da 51 liriche, scritte per necessità ed entusiasmo, divise in argomento filosofico ed esistenziale e in poesie missive.






L’incontro è stato moderato dalla giornalista Agata Scarafilo, che ha salutato gli alunni e ha presentato l’autore, mostrandolo al pubblico in tutta la sua interezza.

All’evento hanno preso parte anche l’assessore Antonello Laveneziana e la prof.sssa Antonella Macchitelli, che si è soffermata su alcuni episodi della biografia dell’autore, in particolare su alcuni avvenimenti accaduti durante il triennio della Scuola Media, quando lei era la sua docente di lettere.

E’ stato questa un’occasione culturale per gli alunni della Pascoli, che dopo aver letto la poesie in classe, guidati dalle docenti di lettere Mola, Rughi, Marangi, Cavallo, Urso, Rahinò, hanno potuto rivolgere delle domande all’autore, soddisfacendo parecchie curiosità e risolvendo alcuni dubbi di interpretazione, nati durante la lettura delle poesie.





Si ringrazia il giovane poeta Antonio Galetta per aver portato la sua esperienza nella nostra scuola e per essere stato d’esempio ai nostri alunni".

Prof.ssa Antonella Macchitelli




Tribuna Libera

giovedì 9 marzo 2017

ANTONIO GALETTA, "Cosa c'è dietro la finestra?"







Antonio Galetta è un giovane e talentuoso studente cegliese al primo anno della Facoltà di Lettere (indirizzo Italianistica) oltre che allievo della Scuola Superiore dell'università di Udine, ossia un istituto di eccellenza che si affianca ai corsi universitari diretti al conseguimento del diploma di laurea.



La giornalista Agata Scarafilo, qualche giorno fa, sulla Gazzetta del Mezzogiorno ha dedicato un articolo al nuovo libro di Antonio, una raccolta di poesie dal titolo "Cosa c'è dietro la finestra". 
















Dalla recensione su Amazon: "Cinquantuno poesie scritte per necessità ed entusiasmo, a ricomporre una vita interiore fatta di sogni, di sforzi e di naufragi: trentadue di argomento filosofico o esistenziale, spesso speculative; diciotto destinate a un dedicatario, poesie missive. In entrambi i casi l'intento è uno: spingere l'intimità verso un orizzonte di senso comune. Apre il volume una poesia senza titolo, il cui incipit è un manifesto poetico in nuce: "Chissà se c'è un tempo/per i poeti ameno/o se invece...". Ciò che segue nasce da questo dubbio, con tutta l'audacia e i limiti di ciò che è edificato sull'incertezza".





Tribuna Libera

mercoledì 31 agosto 2016

Fresco mattino come la tua spalla



E' da qualche giorno disponibile la nuova opera 
di Vincenzo Gasparro.









E' possibile acquistarlo on line attraverso il sito della Book Sprint Edizioni


per saperne di più





"Vivo in uno splendido paese della Bassa Murgia, Ceglie Messapica, nel cuore della Messapia che declina nella pianura salentina. È una terra edenica, ma è anche la terra dei rimorsi per lo iato che nei secoli si è prodotto tra la sua bellezza , la sua ricchezza e il tragico sfruttamento delle persone e delle cose ..."

per leggere l'intervista integrale a Vincenzo









UNA LETTURA CONSIGLIATISSIMA!




L'AUTORE

Vincenzo Gasparro, maestro educato alla scuola di Don Bosco, Don Milani e Mario Lodi, è nato a Ceglie Messapica. Tutta la sua produzione poetica è raccolta nel volume “Tutte le poesie” (1994-2012), BookSprint Edizioni, 2014, nelle cui collane ha anche pubblicato il racconto “Il sortilegio della casa antica”.
E' presente in diverse Storie della letteratura italiana del II Novecento, in Dizionari letterari, ne “La saggezza della letteratura”, “Puglia letteraria” e qualificate antologie. Ha collaborato a giornali locali e nazionali.

Negli anni ha pubblicato il libro di storie e memorie "La pampanella amara", l'istant-book, con altri,  "Dicembre 93" e i seguenti libri di poesia: Taccuino (L’Autore Libri Firenze, 1994); Parole mai distratte (Gazebo, Firenze, 2000); Grazie per i balconi fioriti (Bastogi, Foggia, 2001); Barchette arancio e limone (Bastogi, Foggia, 2002); Nel mattino disperso (LietoColle, Faloppio, Como, 2004); La cura di Gaia (LietoColle, Faloppio, Como, 2006); Il passero maldestro, (LietoColle, Faloppio,  Como, 2008), Il sortilegio della casa antica (BookSprint Edizioni, 2011).
Nel 2009 ha pubblicato il libro: "Una famiglia borghese – L'Italia dei galantuomini fino all'avvento delle camice nere" , nel 2010 "Melagrane scarlatte e more nere, e nel 2012 "A che servono le rose".







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