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martedì 12 marzo 2019

I personaggi che hanno lasciato una traccia a Ceglie Messapica




Nel 1993, lo storico e commendatore  della Repubblica Michele Ciracì dava alle stampe il volume “Patriae Decor”, promosso dal CRSEC/31 della Regione Puglia e che aveva l’intento di presentare per la prima volta in maniera sistematica figure singolari e personaggi illustri della plurisecolare storia della nostra Ceglie.



Quella pubblicazione, a distanza di un quarto di secolo, dopo ulteriori ricerche su diversi aspetti legati a quei nomi, oggi si arricchisce, avendo a disposizione notizie più aggiornate e molti dati nuovi, frutto di faticose ricerche. 




Ora il nuovo volume, scritto a quattro mani da Michele Ciracì e Nicola Santoro (insieme in foto sopra) si propone di ampliare e integrare quel lontano lavoro inserendo altre importanti figure di cittadini cegliesi e di benemeriti “non-cegliesi”, che hanno voluto donare parte della propria vita e opera alla nostra comunità.









Il volume sarà presentato a breve alla città. Quella che potete in anteprima vedere qui sopra è la copertina. A breve sapremo i particolari sulla data e le modalità dell’evento.




Nel frattempo è possibile prenotare il volume. Per farlo potete inviare la scheda che trovate linkata qui sotto al seguente indirizzo Michele Ciracì - via Principalli, 4 - 72013 Ceglie Messapica (Br), oppure confermare telefonicamente al cell. 338-7225497 o alla seguente mail: ciracimichele@libero.it






per scaricare la cedola da inviare per effettuare l'ordinazione del libro.




Tribuna Libera

venerdì 21 novembre 2014

Michele Ciracì precisa


Sul Quotidiano oggi in edicola lo storico Michele Ciracì precisa che i libri donati al Comune di Villa Castelli non riguardano il territorio cegliese. Attualmente sta provvedendo a inventariare tutto il materiale e il lavoro dovrebbe richiedere un paio di anni. Clicca qui per rileggere la posizione del Comune qualche mese fa.

Ecco quanto dichiara Michele Ciracì:

"Il materiale che ho donato a Villa Castelli non è legato al territorio cegliese. Come ho specificato nella lettera inviata al sindaco Vitantonio Caliandro lo scorso 5 novembre, io non priverò la mia città di quanto da decenni ho promesso di donare. In questo momento sto facendo una selezione di tutti i volumi del mio patrimonio librario. Operazione, questa, su cui sto lavorando ormai da tre mesi e che mi ha portato a donare migliaia di libri su temi religiosi alla Parrocchia di San Rocco, dove don Lorenzo vuole realizzare una biblioteca, e altre migliaia e migliaia di libri scolastici all'istituto di istruzione superiore Cataldo Agostinelli, diretto dalla preside Angela Albanese. Si tratta di testi che non sono legati a Ceglie. Devo necessariamente lavorare in questo modo perchè i volumi sono davvero tanti e altrimenti non riesco a capire quanto materiale ci sia sulla mia città. Ho spiegato all'Amministrazione che ho bisogno di due anni per sistemare tutto il materiale sulla città perchè è un lavoro che sto facendo da solo. Nel verbale è chiaro che la mia promessa rimane in piedi. Ci risentiremo al termine dei due anni".



Di certo la prossima Amministrazione dovrà mettere al primo punto del giorno la questione e fare quello che finora non è stato fatto: trovare una sede idonea per conservare tutto questo importante pezzo di storia cegliese.








Tribuna Libera

lunedì 28 luglio 2014

"O a Ceglie, o nulla"



Nei giorni scorsi abbiamo parlato del rinnovo della proposta dello storico locale Michele Ciracì a donare il suo patrimonio librario (circa 50mila volumi e documenti) alla città e della contemporanea proposta di ospitare il tutto, se a Ceglie non fosse possibile, presentata dal Comune di Villa Castelli.

Oggi sul Quotidiano parla Angelo Colucci, che è tra i cegliesi che hanno donato libri, anche di grande valore, a questa biblioteca messa su da Ciracì in tanti anni. Colucci avrebbe mediato nei giorni scorsi tra il sindaco Luigi Caroli e Ciracì per evitare questo trasferimento a Villa Castelli. E annuncia:

"Ho avuto premura di parlare al sindaco Caroli e Ciracì che conosco da tempo. Ho detto a Michele che, se la biblioteca non resta qui, io gli chiederò di restituirmi tutto il materiale che gli ho dato". 

Colucci che anni fa è stato anche amministratore locale in un Lombardia, aggiunge: "Affrontai un caso simile da assessore. Un artista donò il suo patrimonio gratuitamente. Decidemmo di mettere a disposizione tre piani di un palazzo e fu un successo. Se a Ceglie si decide di creare una biblioteca deve funzionare davvero: con personale e attrezzature adeguate".



Aggiornamento

E MICHELE CIRACI' SCRIVE AL SINDACO




per leggere la lettera aperta.





Tribuna Libera

mercoledì 23 luglio 2014

Michele Ciracì, Luigi Caroli e Vitantonio Caliandro


Ieri abbiamo parlato della disponibilità dello storico Michele Ciracì a donare alla città il suo patrimonio librario (più di 50mila volumi) e dell'assenza di risposta al riguardo, ad oggi, da parte del Comune di Ceglie. Nel frattempo il Comune di Villa Castelli si è detto disponibile ad ospitare tutto l'archivio storico. Clicca qui per rileggere il post.


Oggi sul Quotidiano leggiamo gli interventi dei due sindaci interessati,
intervistati rispettivamente da Maria Gioia e da Antonio Putignano:



Ecco quanto dichiarato dal sindaco di Ceglie Messapica, Luigi Caroli:

"Ho sempre detto che c'è il progetto di riqualificazione museale del Maac (Museo archeologico e di arte contemporanea), che prevede la realizzazione di un polo museale, in cui è inserita inoltre la valorizzazione della pinacoteca-biblioteca 'Emilio Notte'. Stiamo rimodulando i finanziamenti e abbiamo già affidato i lavori, servono solo i tempi tecnici per realizzare gli interventi. ... L'archivio è nostro e della città di Ceglie, lui non sta regalando niente. Ci sono tanti documenti, tra cui delibere che sono del Comune. Certo, lui è stato capace di archiviarlo e collezionarlo per anni. Ciracì ha sempre detto solo 'vorrei donare tutto alla città'. Bene, noi vogliamo capire quali sono le condizioni. Vuole fare una donazione, senza avere niente in cambio? E' una donazione gratuita o prevede un comodato d'uso o altro? Ciracì può metterlo per iscritto in una nota e inviarmela ... Se il sindaco di Villa Castelli vuole prendere un archivio che è di Ceglie e portarlo a Villa Castelli, io non ci posso fare niente. E' chi dona che deve fare una scelta. Se poi chi sceglie vuole fare un dispetto a Ceglie, perchè di questi tempi purtroppo devo considerare anche questo, allora l'archivio è destinato ad andare altrove, perchè non posso farci niente".




La posizione del sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro:

"Una possibilità nata davvero per caso. Ho un'amicizia fraterna con Michele Ciracì da tanti anni e proprio nel più semplice dialogo tra due amici mi ha confidato la sua idea di creare una biblioteca aperta a tutti e delle relative difficoltà che ha incontrato da tantissimi anni per l'attuazione di tale progetto. Da qui è nata la mia proposta di portare a Villa Castelli tutto il suo archivio storico perchè la nostra Provincia e la Regione in generale hanno bisogno di recuperare e rendere fruibili i nostri patrimoni storici che non possiamo assolutamente disperdere. Ribadisco che la mia proposta è nata per caso senza alcun intento alla base. Non voglio assolutamente entrare in contrasto o creare problemi al Comune di Ceglie Messapica per il quale mi sono battuto più volte da consigliere provinciale per la vicenda dell'ospedale. Ho fatto quella battaglia con piacere, credendoci davvero. Per quanto riguarda l'archivio, c'è una nostra proposta e attendiamo l'evolversi della vicenda. Se il Comune di Ceglie confermerà l'archivio di Ciracì nella città messapica, faremo i migliori auguri al comune limitrofo, consapevoli che sarebbe ugualmente un'opportunità importantissima per Villa Castelli e per tutta la provincia brindisina. Abbiamo pensato di creare una grande biblioteca aperta a tutti, un grande centro di documentazione e di ricerca per far rivivere libri e documenti storici della provincia, creando un collegamento ed una collaborazione con altre biblioteche regionali e italiane. Un progetto moderno e fruibile". 



 Come già scritto ieri,

Ceglie non deve rinunciare 
a questo patrimonio di cultura.



Tribuna Libera

martedì 22 luglio 2014

Non lasciamolo andar via ...


Ci sono cose che, da cittadini, spesso fatichiamo a capire. Parliamo di una notizia che Domenico Biondi ci aveva anticipato qualche giorno fa sul suo blog (link). Ceglie rischia infatti di perdere a brevissimo un norme e prezioso patrimonio librario, in gran parte sulla storia locale, messo su negli anni dallo storico Michele Ciracì. Sono circa 50mila volumi che rischiano di essere trasferiti e valorizzati in un'apposita libreria che sarà realizzata a Villa Castelli. 





Nonostante la disponibilità di Ciracì a donare il tutto alla città di Ceglie, dalle parti del Comune nessuno si è finora mosso. Come se alle istituzioni di questo rischio di assurda perdita poco importasse.
Questa mattina leggiamo al riguardo lo sfogo di Michele sul Nuovo Quotidiano di Puglia:



“Ho sempre voluto donare alla comunità cegliese il mio patrimonio librario ma nessuno ha mosso un dito perchè questo avvenire. Non chiedo niente per me stesso, il mio intendimento è mettere a disposizione di tutti ed in particolare dei giovani il mio patrimonio: si tratta di migliaia di volumi, tra testi e documenti storici. Non ho più spazio per accogliere tutta questa documentazione e c'è la necessità di mettere il mio patrimonio a disposizione della gente, per preservarlo dal tempo.


In occasione dell'insediamento di tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute a Ceglie messapica, al di là del colore politico, ho chiesto di trovare uno spazio dove accogliere la mia biblioteca, ma nessuno è mai intervenuto. Detto questo, ognuno si assume le proprie responsabilità. Il sindaco di Villa Castelli, Vitantonio Caliandro, mi ha dimostrato disponibilità, vicinanza e rispetto. Questo mi ha reso felice e gli sono molto grato: il Comune è pronto a mettere a mia disposizione i suoi spazi per fare una grande biblioteca. Io e il sindaco Caliandro ci siamo lasciati con l'impegno di aggiornarci. 

Certo, io vorrei che questo patrimonio restasse alla comunità cegliese, ai giovani del posto, a chi ha bisogno di fare ricerche. Spetta all'amministrazione comunale fare delle scelte che sono politiche più che economiche. Questa amministrazione, così come le precedenti, è stata informata circa la mia volontà, adesso ho bisogno di concretezza e fare le cose per bene al fine di lasciare qualcosa di duraturo alle nuove generazioni".


Ceglie non deve rinunciare 
a questo patrimonio di cultura.



Tribuna Libera