F F Tribuna Libera: Per non dimenticare

giovedì 26 gennaio 2017

Per non dimenticare







Il 27 gennaio 1945 le truppe sovietiche liberarono il lager di Auschwitz e aprirono gli occhi del mondo sulla deportazione e lo sterminio di milioni di ebrei, oppositori politici, zingari, omosessuali. 

Dal 2000, una legge dello Stato ha proclamato il 27 gennaio “Giorno della Memoria”. Ogni anno, intorno a questa data, diversi tipi di commemorazione aiutano a non dimenticare il passato e l'orrore.











Una meditazione di Vincenzo Gasparro



"NEL GIORNO DELLA MEMORIA"


Il 9 aprile del 1945, nel campo di concentramento di Flossemburg, fu impiccato uno dei più grandi teologi dell'era moderna e contemporanea. Per testimonianza non sospettabile del medico del campo egli, poco prima dell'esecuzione, si ritirò in una profonda preghiera e meditazione. Poi i carnefici lo denudarono completamente per fargli perdere ogni barlume di dignità e lo impiccarono esponendolo alla visione degli altri detenuti. Avevano ucciso F.Bonhoeffer il quale si era macchiato della colpa di opporsi a Hitler e al suo infernale sistema di morte. 

Bonhoeffer aveva definito il dittatore, in una trasmissione radiofonica del 1933 , Verfhurer, giocando con la parola tedesca verfhuren che significa "ammaliatore" e la trasmissione fu immediatamente interrotta. La prima attualissima lezione che ci lascia Bonheffer è questa: i tiranni sono ammaliatori,oggi in giro ce ne sono tanti e dobbiamo saperli subito distinguere e starne alla larga.

Ma la lezione più grande sta nella sua teologia: dobbiamo far morire il dio delle religioni e affermare il Dio di Gesù Cristo che è l'unico di cui possiamo parlare e che ci è dato conoscere.Elaborò la teologia della situazione e della condizione umana redenta da Gesù. Ha scritto tanti libri fondamentali di teologia. 

Per chi non lo conoscesse consiglio la lettura di "Resistenza e resa" che ognuno dovrebbe tenere ben in evidenza sul comodino delle proprie riflessioni quotidiane per evitare di avere l'immagine di un Dio "tappabuchi" e recitare diuturnamente le sue "Preghiera del mattino"" e "La preghiera della sera".


Buona meditazione

Vincenzo Gasparro






Questo di seguito è un brano del testo ebraico del Salmo 23 che le maestre ebree deportate nei campi di concentramento facevano cantare ai bambini.
Il testo tradotto è il seguente: "Anche se andassi nella valle della morte non temerei male alcuno, perchè tu sei sempre con me. Perchè tu sei il mio appoggio, il posto più sicuro per me. Al tuo cospetto io mi sento tranquillo".









Per non dimenticare

1 commento:

  1. Anonimo1/27/2017

    Una bella canzoncina in una lingua non andata del tutto perduta,anche se
    con la shoà
    è andato perso un mondo,quello degli ebrei che parlavano yiddish.

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