F F Tribuna Libera: Le domande su Tecnomessapia

martedì 27 giugno 2017

Le domande su Tecnomessapia






Torniamo a parlare della vertenza Tecnomessapia, rispetto a cui nei giorni scorsi ci sono stati interventi politici trasversali. Oggi era previsto che presso la competente Commissione in Parlamento il Ministero per lo Sviluppo Economico rispondere alle interrogazioni ma pare che nessun esponente del Governo si sia presentato. Lo ha reso noto l'on. Ciracì.





Allo stesso tempo il deputato cegliese ha chiesto ufficialmente che il sindaco di Ceglie Messapica convochi un Consiglio comunale aperto sulla vicenda Tecnomessapia invitando i parlamentari e i consiglieri regionali della provincia, i sindacati tutti e la viceministro Bellanova al fine di far capire quanto la questione sia importante per il territorio.










Questo il comunicato dell'on. Nicola Ciracì:

"Rarissime volte, nella storia, è successo che il Governo non si sia presentato in una commissione del Senato o della Camera per rispondere, in maniera più o meno preparata e convincente, alle legittime domande di un deputato

Il caso più recente oggi, a Montecitorio, dove in commissione Attività produttive né il ministro né "chi per lui" hanno degnato di una risposta sul caso Tecnomessapia, con sede a Ceglie Messapica, l'On. Nicola Ciracì (Direzione Italia), nonostante circa 180 posti di lavoro siano a rischio, a partire dai primi di luglio, dopo i circa 200 tagliati nel giro di appena un anno. Nel gennaio 2016, infatti, l'impresa del settore aerospaziale contava circa 380 lavoratori

«Si è trattato di un fatto di una gravità inaudita - commenta Ciracì - e che ci induce a pensar male: il Governo è d'accordo che Leonardo Spa tagli le commesse ed estrometta dai processi produttivi Tecnomessapia e tutti i suoi lavoratori? Siamo in presenza di un caso di silenzio-assenso? Ci avviamo verso la definitiva mortificazione/soppressione del comparto aerospaziale pugliese?». 

«Ciò che appare ancora più preoccupante e inquietante - prosegue il deputato - è la bocca cucita del vice ministro allo Sviluppo economico Teresa Bellanova, peraltro di origini cegliesi: non una risposta alla mia lettera in cui le chiedevo di fare fronte comune contro i licenziamenti, non un intervento alla Camera, non un comunicato di solidarietà, non una promessa, nulla di nulla...»

«Ci ritroviamo al cospetto di una palese offesa al Parlamento e alle istituzioni - conclude Ciracì - che corrobora ogni sospetto: e se qualcuno avesse pensato e stesse aspettando di banchettare sulla carcassa di Tecnomessapia e, soprattutto, dei suoi lavoratori? Una cosa è certa: per quanto mi riguarda, la cosa non finirà qui». 

On. Nicola Ciracì








Alcune considerazioni

Tutti condividiamo la preoccupazione che in queste ore stanno vivendo tanti lavoratori e le loro famiglie. E tutti noi dobbiamo condividere la richiesta di uno sforzo da parte di tutte le istituzioni - a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale - affinchè queste si siedano attorno ad un tavolo e provino a dare una risposta a queste persone rispetto al loro futuro lavorativo.

Non condivido parte dei toni del comunicato ma condivido il forte appello e l'urgenza nel cercare una soluzione condivisa. Non è il momento delle contrapposizioni politiche e delle accuse reciproche, è il momento dei nervi saldi e del dialogo, per questo spero che i reciproci attacchi politici passino in secondo piano rispetto alla volontà comune di trovare una soluzione. Non è un problema di destra o di sinistra ma di persone, di un'azienda importante del territorio, di lavoratori in gran parte di questa comunità. 

Come cittadini, noi non possiamo che chiedere questo ai nostri rappresentanti istituzionali. Noi siamo solo dalla parte di questi lavoratori.




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