F F Tribuna Libera: Lavori di pulizia e sgombero al castello. Sul restauro della torre novità?

giovedì 6 dicembre 2018

Lavori di pulizia e sgombero al castello. Sul restauro della torre novità?






A fine ottobre scorso la sezione cegliese di Liberi e Uguali segnalò l'ennesima crepa su di una facciata della torre del Castello causata dalle piogge dei giorni precedenti.


Il giorno dopo (Link) il sindaco fece suo questo allarme, citando una relazione tecnica di un docente ordinario dell'Università di Bari. Al contempo disse chiaramente che il progetto per la messa in sicurezza della torre, già nelle mani del Comune e immediatamente cantierabile, richiedeva la cifra di circa 5 milioni di euro, che il Comune ovviamente non aveva (e non ha) disponibili al momento. 


Il verbale del sopralluogo di qualche giorno dopo da parte dei Vigili del Fuoco invitava il Comune "a voler intraprendere tutti i provvedimenti contingibili ed urgenti per la tutela della pubblica incolumità". 

Il 16 novembre il Comune affida a uno studio professionale di Bari la progettazione esecutiva delle opere provvisionali di messa in sicurezza e relativi calcoli statici, la redazione Piano di Sicurezza e la Direzione dei Lavori.


All'esito dell'incontro del 3 dicembre, la relazione ribadiva: “lo stato conservativo del complesso monumentale è sicuramente peggiorato in quanto le forti piogge verificatesi, contribuiscono all’aumento del peso di elementi strutturali (archi controventi) già in precario stato di equilibrio. Come effettivamente risultante dall’esame dello stato dei luoghi si necessita di provvedere, con indifferibilità ed urgenza, ad un primo immediato intervento per la rimozione e la pulizia di materiale inerte il quale, a seguito degli eventi atmosferici ultimi sopra richiamati, mettono la struttura in situazione di instabilità e pericolo anche in relazione alla conservazione del complesso monumentale nonché degli ulteriori interventi a farsi. Tale inderogabilità dell’intervento si ritiene immediato e necessario considerato che l’eventuale inerzia può comportare un sicuro deterioramento delle parti murarie con conseguente pregiudizio statico per l’intero manufatto e per la pubblica e privata incolumità".


Lo stesso giorno il Comune invia una nota alla Regione richiedendo un contributo di € 300.000 euro di cui € 20.000 per improcrastinabile primo intervento di sgombero e pulizia "fatta salva ogni eventuale implementazione con riserva di quantificare l’importo necessario della messa in sicurezza definitiva”. Dunque ancora non si sa con esattezza l'importo necessario a mettere effettivamente in sicurezza il castello. 





Nel frattempo il 5 dicembre il Comune ha quindi impegnato 20mila euro per un primo intervento di sgombero e pulizia del Castello Ducale di Ceglie Messapica con l'obiettivo di "eliminare i materiali risultanti dai crolli in essere relativi ai vari solai che consenta, da un lato di evitare sovraccarichi per le strutture esistenti (archi, controventi), e dall’altro di consentire una più dettagliata attività di indagine finalizzata alla redazione della progettazione delle opere provvisionali di messa in sicurezza in corso".



I lavori di sgombero e pulizia sono iniziati oggi.











Quello riportato sopra è quello che emerge leggendo le "carte" ufficiali (delibera e determina). Per cui non si capisce bene quanto scritto ieri in un comunicato del sindaco:




"Lo avevo promesso e annunciato poche settimane fa – ricorda il sindaco Luigi Caroli – e sono orgoglioso di poter dire di aver mantenuto anche questo storico impegno. Ceglie riavrà il suo Castello Ducale così come dev’essere: interamente restaurato. L’imponente opera di restauro, interamente finanziata con fondi della Regione Puglia, partirà giovedì 6 dicembre con la rimozione degli inerti presenti nell’immobile e la pulizia di tutti gli ambienti e locali. Quindi sarà la volta della messa in sicurezza e la realizzazione di opere provvisionali riguardanti i merli della Torre. Terzo step: il posizionamento di altre opere provvisionali metalliche a copertura completa dei fabbricati, i cui tetti risultano crollati.

Terminate le prime tre fasi dei lavori, la cui durata non dovrebbe superare i sessanta giorni, si passerà all’intervento strutturale di restauro vero e proprio, in funzione della destinazione futura.".





Ecco, la domanda è: ci sono al momento i soldi per questo intervento strutturale di restauro oltre al primo intervento di pulizia in corso da oggi? Fateci sapere.





P.s.: lo scorso 31 ottobre il deputato brindisino Mauro D'Attis (Forza Italia) ha presentato un'interrogazione al governo Conte (Ministero dei beni culturali) chiedendo un contributo economico per il castello. Siamo in attesa della risposta del governo Conte-Di Maio - Salvini.




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