F F Tribuna Libera: BRACCIANTI E CAPORALATO

mercoledì 19 ottobre 2016

BRACCIANTI E CAPORALATO





Ieri la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva una legge importante. La legge contro il caporalato. E' stata approvata all'unanimità con 336 voti a favore, 23 astenuti e nessuno contrario.


Tra le novità introdotte nel nuovo disegno di legge è previsto un inasprimento degli strumenti penali per i caporali, indennizzi per le vittime, rafforzamento della rete del lavoro agricolo di qualità e un piano di interventi per l’accoglienza dei lavoratori agricoli stagionali. Sanzionabili, anche attraverso la confisca dei beni, non solo i caporali, ma anche i datori di lavoro consapevoli dell’origine dello sfruttamento. Saranno previsti fino a sei anni di carcere, che possono diventare otto in caso di violenza o minaccia per chi commette il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

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Contestualmente la Camera ha anche approvato un ordine del giorno presentato dal deputato cegliese Nicola Ciracì (CoR) per impegnare il Governo “a perseguire politiche economiche di sostegno, credibili ed efficaci, in favore dell’agricoltura e degli imprenditori del settore, allo scopo di sostenere il settore primario italiano che attualmente si trova ad affrontare numerose difficoltà di mercato”.









Lotta al caporalato: "Il valore della proposta di legge che introduce il reato di specie"

La piaga del caporalato ha toccato anche la nostra città. Il 19 maggio del 1980 tre giovani braccianti cegliesi - Lucia Altavilla (17 anni), Pompea Argentiero (16 anni), Donata Lombardi (23 anni) - morirono e ci furono anche persone ferite in un incidente stradale mentre ritornavano dal lavoro sul pulmino da 9 posti del caporale dove erano stipate in un numero imprecisato le une sulle altre

Un'intera città scese in piazza per manifestare dopo quella tragedia (Le immagini che trovate qui sotto sono di Donato Rapito). Il 6 Settembre 1991 a Cosima Valente, 36 anni e Domenica Apruzzese, 47 anni, toccò purtroppo la stessa sorte.













Lo scorso aprile il Presidio di Libera di Ceglie Messapica e la Flai Cgil di Brindisi chiesero, con una lettera inviata al Comune di Ceglie, di intitolare cinque strade ad ognuna delle donne cegliesi morte per caporalato nel 1980 e nel 1991. Leggila



Auspichiamo che quanto prima il Comune lo faccia.
Finora non abbiamo avuto notizie.




BRACCIANTI E CAPORALATO

6 commenti:

  1. Anonimo10/19/2016

    La legge lo consente.Sono,purtroppo,persone decedute.Il Comune adempierà,dimostrando che il valore della memoria condivisa è un bagaglio culturale di cui non si vuole disfare.

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  2. Se può interessare a qualcuna delle nostre compagnie teatrali o anche alle scuole del territorio, ho pronto un atto unico sul problema del caporalato dal titolo "CHIMATEMI INVISIBILE", si potrebbe provare a metterlo in scena a beneficio di quanti sono vicini al problema.
    Damiano Leo

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  3. Anonimo10/20/2016

    Tutta la società civile???

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  4. Anonimo10/20/2016

    Ciraci' sta facendo un buon lavoro

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    1. Anonimo10/20/2016

      l'iniziativa della legge è stata del governo

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