F F Tribuna Libera: Un'insegnante cegliese vince il ricorso contro la "Buona Scuola" di Renzi

venerdì 14 ottobre 2016

Un'insegnante cegliese vince il ricorso contro la "Buona Scuola" di Renzi



Sono migliaia i trasferimenti dei docenti  su ambiti territoriali lontani introdotti con la Buona Scuola del Governo Renzi. In particolare di tantissimi/e insegnanti del Sud, non sempre giovanissime, che per un posto di lavoro devono fare le valigie, lasciare la famiglia, mariti e figli (spesso molto piccoli) per andare a lavorare anche a migliaia di chilometri, nel luogo deciso da un algoritmo ministeriale.





Qualcuno però ha iniziato a non starci più. Anche nella nostra Ceglie.

Lo leggiamo sulla Repubblica Bari:


"Trasferimento coatto ingiusto", possono tornare a casa tre insegnanti brindisine trasferite rispettivamente a Padova, Milano e Venezia.
L'ultima sentenza in ordine di tempo riguarda una docente di scuola primaria di Ceglie Messapica, difesa dall'avvocato Angelo Santoro. Madre di due bambini di cinque e otto anni, malgrado l'opposizione presentata contro la decisione del Miur era stata costretta a trasferirsi nel capoluogo lombardo in attesa degli esiti del ricorso. Il giudice le ha dato ragione in una sentenza emessa il 12 ottobre: può tornare a casa, dai figli affidati nel frattempo alle cure dei nonni.




per leggere l'articolo integrale.





Un'insegnante cegliese vince il ricorso contro la "Buona Scuola" di Renzi

9 commenti:

  1. Anonimo10/14/2016

    Vorrei fare una piccola riflessione sulla vicenda su esposta,l'insegnante quando ha fatto domanda ha inserito le province dove poteva insegnare. Ora l' insegnante sapeva sia che potevano mandarla in una delle province da lei indicate e soprattutto sapeva che avrebbe ottenuto un posto di ruolo. Premesso ciò io trovo ingiusto che abbia vinto il ricorso perchè così non si permette a coloro che sono iscritti in III fascia di lavorare, ma soprattutto trovo ingiusto pretendere che si abbia il posto fisso vicino a casa, ed io insegnante precario sono stupido forse? Anche io ho famiglia e faccio sacrifici ma non mi lamento e vado avanti. Scusate lo sfogo.

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  2. Anonimo10/14/2016

    Al momento è solo una sospensione.
    Cmq non si tratta di gente che ha a scelto altre province per lavorare da precario, ma di gente che ha invece accettato nero su bianco di essere assunta in ruolo consapevolmente su tutto il territorio nazionale...
    La falsità mediatica sta nel non dire gente culturalmente preparata che dovrebbe educare i nostri figli ha accettato le condizioni e un contratto offerto dalla buona scuola salvo poi nn prendere servizio, mettersi in aspettativa, frignare e usare termini quali deportazione o trasferimenti forzato....
    Detto questo la "buona scuola" fa schifo per molti altri aspetti.

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    1. Anonimo10/15/2016

      Chi ha fatto ricorso ha solo chiesto il rispetto delle regole. In un paese civile dovrebbe essere scontato. In Italia no. Non si punta l'indice verso il MIUR, ma verso la docente cegliese, che per quanto letto su Brindisireport è stata scavalcata da colleghi con minor punteggio! Buon fine settimana

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    2. Anonimo10/15/2016

      Ti dico io come stanno le cose. Il dito contro il Miur lo punto da 10 anni e prima dovevi andare fuori, per determinate classi di concorso, per prendere il ruolo.
      Con la riforma sono state assunte maestre dopolavoriste, gente che rimaneva nella condizione di precarietà per scelta... una sentenza europea ha permesso loro di essere assunte a t.i. ... queste sui posti assegnati stanno creando solo disagi se si pensa che la maggior parte degli assunti sono al nord e sul sostegno..m nn hanno saputo leggere la legge le maestre...

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  3. Anonimo10/15/2016

    E meglio che tutte quelle maestre di sostegno andassero tutti a lavora fuori della Puglia

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  4. Anonimo10/15/2016

    In italia ci si può sentire precari anche occupando un posto stabile o di ruolo.
    Dipende dal valore che si dà alla dignità di quel lavoro.E alla sua funzione.

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  5. Anonimo10/16/2016

    Io farei lavorare gli insegnanti 40 ore settimanali e per 11 mesi l'anno.
    Tutti questi privilegi e poi vogliono pure lavorare sotto casa.
    Oggi ragazzi neo laureati sono costretti a fare salti mortali anche all'estero pur di lavorare

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    1. Anonimo10/16/2016

      Stacci tu nelle classi con i ragazzi di oggi. Prova a starci solo una settimana e poi vediamo tutti questi privilegi.
      È come stare nelle carceri , con ragazzi viziati e irrispettosi che vogliono braccare gli insegnanti e non hanno il minimo rispetto per nessuno.
      Prova a starci ti ripeto.
      Il ragazzo neolaureato costretto a spostarsi lo può fare specie se ha scelto facoltà dove qui non c è sbocco.
      Riguardo agli undici mesi , lo fanno già .
      Sono operativi fino al 16 luglio e ricominciano il 1 settembre. Quindi siamo più o meno li.
      Informati prima di sparare cazzate. E oltre le ore scolastiche lavorano tante altre ore a casa ,ignorante, per dare un avvenire migliori anche ai tuoi figli ( sfortunati ad avere un genitore come te)

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  6. Anonimo10/16/2016

    L'anonimo che mi precede sembra inviperito , ma, a mio parere, ha perfettamente ragione. I ragazzi di oggi sono molo meno educati di noi ragazzi degli anni settanta. Ed oggi ci vuole piu fegato per insegnare. Poveri prof.

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