Sono migliaia i trasferimenti dei docenti su ambiti territoriali lontani introdotti con la Buona Scuola del Governo Renzi. In particolare di tantissimi/e insegnanti del Sud, non sempre giovanissime, che per un posto di lavoro devono fare le valigie, lasciare la famiglia, mariti e figli (spesso molto piccoli) per andare a lavorare anche a migliaia di chilometri, nel luogo deciso da un algoritmo ministeriale.
Qualcuno però ha iniziato a non starci più. Anche nella nostra Ceglie.
Lo leggiamo sulla Repubblica Bari:
"Trasferimento coatto ingiusto", possono tornare a casa tre insegnanti brindisine trasferite rispettivamente a Padova, Milano e Venezia.
L'ultima sentenza in ordine di tempo riguarda una docente di scuola primaria di Ceglie Messapica, difesa dall'avvocato Angelo Santoro. Madre di due bambini di cinque e otto anni, malgrado l'opposizione presentata contro la decisione del Miur era stata costretta a trasferirsi nel capoluogo lombardo in attesa degli esiti del ricorso. Il giudice le ha dato ragione in una sentenza emessa il 12 ottobre: può tornare a casa, dai figli affidati nel frattempo alle cure dei nonni.
L'ultima sentenza in ordine di tempo riguarda una docente di scuola primaria di Ceglie Messapica, difesa dall'avvocato Angelo Santoro. Madre di due bambini di cinque e otto anni, malgrado l'opposizione presentata contro la decisione del Miur era stata costretta a trasferirsi nel capoluogo lombardo in attesa degli esiti del ricorso. Il giudice le ha dato ragione in una sentenza emessa il 12 ottobre: può tornare a casa, dai figli affidati nel frattempo alle cure dei nonni.
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