F F Tribuna Libera: Primo caso di infezione da Xylella

martedì 24 gennaio 2017

Primo caso di infezione da Xylella




Il dato l’avevamo riportato ieri sul blog (link).


La Gazzetta del Mezzogiorno questa mattina conferma e fornisce qualche dettaglio maggiore sul focolaio di infezione da xylella nel nostro territorio: un albero infetto a Ceglie, lungo la provinciale Ceglie-San Michele, nei pressi di contrada Palagogna. 



Leggiamo:

Questo significa che, almeno al momento, gli alberi vicini sono sani ma saranno sottoposti a campionamento per scongiurare l’eventuale contagio … Il prelievo sull’unico esemplare di ulivo risultato infetto a Ceglie Messapica è stato effettuato il 7 dicembre scorso ed analizzato prima nei laboratori del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Foggia e poi presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche che ha confermato. 

Sono stati 89 in tutto i campioni consegnati e analizzati e solo quello relativo a Ceglie Messapica è risultato “positivo”. Ma quali saranno i prossimi passi? Come zona di contenimento, per legge, si dovrà togliere la pianta infetta e tutte quelle vicine che risulteranno infette nei prossimi test. Le norme più rigide, invece, si applicano per la zona tampone, cioè quella più a nord, quella dove è prevista tolleranza zero”.





Ci auguriamo si possa fare tutto il possibile per salvare i nostri ulivi.







Un comunicato della Confederazione Italiana Agricoltori Puglia:


La Xylella purtroppo avanza senza aspettare i tempi della giustizia, della burocrazia, della politica e della ricerca.
La notizia del ritrovamento di altri cinque focolai di Xylella fastidiosa nelle province di Brindisi e Taranto conferma quanto importante fosse il monitoraggio, che è stato sospeso per quasi 9 mesi e che è ripreso subito dopo l’estate scorsa, e del quale più volte ne avevamo ribadito la necessità che venisse riattivato sul territorio.

La Xylella, dunque, avanza e minaccia seriamente la Piana degli ulivi millenari tra Carovigno e Monopoli ed anche il versante ionico della Puglia.
Al momento, grazie al monitoraggio disposto dalla Regione Puglia, non risultano altri casi più a nord, tranne quello di Ostuni, relativamente al quale l’albero era stato subito espiantato come le altre specie suscettibili presenti nel raggio di 100 metri.

Il pericolo però incombe su un territorio a forte vocazione olivicola con una parte caratterizzata da ulivi secolari che rappresentano anche un importante fattore di attrazione per il turismo e la multifunzionalità.
Ecco perché bisogna che le istituzioni preposte, insieme a tutti gli “attori” del territorio, si impegnino affinchè il batterio non avanzi di un altro metro verso nord.

Ribadiamo con forza, inoltre, che non bisogna perdere altro tempo, che occorre condividere una nuova strategia per il futuro dei territori interessati dalla problematica, iniziando ad immaginare un nuovo modello di sviluppo del territorio.

Ben vengano i progetti di ricerca scientifica.
La Cia – Agricoltori Italiani di Puglia guarda con attenzione a tutti i progetti di ricerca in corso e si auspica che nel più breve tempo possibile la ricerca possa dare delle risposte, quanto meno per evitare il propagarsi della malattia, che se non contenuta rischia di interessare non solo tutta la Puglia ma anche tutta l’Italia olivicola, se si considera anche come il vettore si sposti a bordo di automezzi lungo le direttrici di transito degli stessi.

Giudichiamo, inoltre, positiva l’apertura della Commissione Europea alla possibilità di reimpianto di nuovi uliveti nell'area infetta da Xylella, cioè nei territori in cui il batterio risulta endemico. È quanto la Cia – Agricoltori Italiani di Puglia sta chiedendo da diverso tempo. Perciò ribadiamo con forza la necessità di rimuovere il divieto di impianto di nuovi uliveti nell’area infetta ed anche delle specie considerate suscettibili alla Xylella che potrebbero, se impiantate, rappresentare una alternativa alla produzione e al reddito degli agricoltori colpiti da questa emergenza.

Gli agricoltori sono i primi penalizzati da questa vicenda. Le istituzioni non devono e non possono dimenticarsi degli agricoltori, di chi ha perduto un ingente patrimonio ed una fonte di reddito.

Bari, 24 gennaio 2017


Primo caso di infezione da Xylella

1 commento:

  1. Anonimo1/24/2017

    Sarebbe come rendersi complici della volontà di distruggere l' identità di un territorio e la sua millenaria vocazione agricola,stravolgendone anche gli assetti naturali e paesaggistici

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