F F Tribuna Libera: Una chiacchierata su Ceglie Messapica nel video-salotto di "Julie"

lunedì 30 maggio 2016

Una chiacchierata su Ceglie Messapica nel video-salotto di "Julie"



Torniamo con molto piacere a parlare di Caterina Emili, scrittrice,  giornalista e inviata per quotidiani nazionali che, innamoratasi del nostro territorio, ha scelto di vivere per una buona parte dell'anno nella incantevole campagna cegliese. Negli ultimi anni ha scritto tre romanzi "L'autista delle slot", "L'innocenza di Tommasina" e, nel 2016, "Il ritrovamento dello zio bambino", ambientati tutti nella nostra città, Ceglie Messapica e che hanno tutti incontrato un grande successo di vendita attraverso Amazon.


Di quest'ultimo suo ultimo libro, un noir che ruota intorno ad una morte misteriosa, Caterina ne ha parlato in un'intervista per una rubrica letteraria ("Il salotto di Julie") per l'emittente Julie Italia Telelibera, emittente che copre tutta la Campania, il nord della Puglia e parte della Basilicata (la trovate anche su Sky).











Molto spazio, nel corso dell'intervista, viene riservato a Ceglie: i profumi e colori della nostra città e della nostra campagna, il meraviglioso entroterra, il dialetto dal suono duro da comprendere per chi non è del posto ma affascinante e antichissimo, che emerge anche attraverso i personaggi dei libri dell'autrice. 


Molti momenti della narrazione sono poi accompagnati da descrizioni gastronomiche legate al territorio. Interessante l'ultima parte dove Caterina ricorda come storicamente Ceglie avesse due caratteristiche: che cioè fosse un paese dove avesse sede un manicomio e che vedesse la presenza di una quantità consistente di case chiuse (sappiamo che storicamente è stato così) e trae la conclusione, forse solo apparentemente provocatoria ma in realtà ricca di amore e riconoscimento verso la nostra città e verso la sua gente:



"Sono convinta che il fatto che fosse una città piena di prostitute ha fatto in modo che fosse una città di grande umanità, di grande accoglimento del diverso e di curiosità  e non voglia di giudicare, ma di accettare tutti. Come un grande porto ... Una grande città che non ha il mare ma che è stata un grande porto".  




per vedere il video completo.



Noi ringraziamo Caterina per l'amore verso la nostra terra e la nostra comunità che non manca mai di dimostrare in ogni sua opera letteraria. Ormai sei, a tutti gli effetti, una cegliese anche tu. 




Una chiacchierata su Ceglie Messapica nel video-salotto di "Julie"

27 commenti:

  1. Non sapevo di questa antica peculiarità del nostro paese, ma ora senz'altro capisco molte cose..

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  2. Anonimo5/30/2016

    Come non lo sapevi? É una storia conosciuta,basta chiedere alle persone più anziane

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  3. Anonimo5/30/2016

    Oggi ci siamo evoluti e ci sta badoo

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  4. Anonimo5/30/2016

    Bella pubblicità: Ceglie ne aveva bisogno.Il turismo sarà sempre più di elite.

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    1. Hai perfettamente ragione. Ora che i turisti sanno che 50 anno fa a Ceglie c'erano le prostitute di sicuro non verranno più. Logico. Complimenti.

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    2. Anonimo5/31/2016

      Tanto c'è un bellissimo mare, verranno

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  5. Anonimo5/30/2016

    Aveva perfettamente ragione la netturbina a risentirsi.Il suo modo di narrare non è attenzione alle persone.E' offesa,spiata,denigrazione,umiliazione di un lavoratore, che merita rispetto e discrezione sempre,anche se inserito in un racconto e usato per una narrazione..."verosimile"
    .

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  6. Anonimo5/30/2016

    Ma come si permette di dire che l'essere umano è fatto solo di parole e di cibo,al contrario dell'animale,che non parla?E del sentimento,delcuore ,della mente,del sapere,del pathos l'uomo di ceglie ne è privo? La sofferenza, il genio,la teatralità,l'inventiva,la laboriosità,la dote artistica,la fantasia,la tenacia,la determinazione,la cultura,l'amore per la natura,per l'arte,per la terra sono solo parole? Ma le ha lette le poesie di Gatti??? La vera Ceglie è contenuta in quei versi:doveva semplicemente tradurli in prosa e la narrazione sarebbe stata "vera",cioè rispondente alla realtà.

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  7. Anonimo5/30/2016

    E' convinta del fatto che a Ceglie l'umanità sia derivata dalla presenza delle prostitute?!?!?!?! E'informata sulla legge Merlin e sulla antecedente regolamentazione statale della prostituzione? I postriboli chiusi nel 1958 su tutto il territorio nazionale furono oltre cinquecentosessanta,disseminati qua e là.Solo che altri narratori,pur denunciando il fenomeno e spiegandolo antropologicamente,non lo hanno associato alla umanità che si respira in un determinato luogo.Ma siamo diventati matti???

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  8. Anonimo5/30/2016

    Sede di un manicomio.E quello di Taranto? e tutti gli altri??? Che minestrone di tipicità zonali.Povera Ceglie!

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    1. Cara caterina, benvenuta ufficialmente nella blogosfera cegliese, quella in gran parte anonima che giudica senza aver ascoltato o letto e, soprattutto, capito. Sempre in anonimo, hanno paura a firmare il loro pensiero.
      Non ha tanto valore.
      Grazie ancora da parte mia e di tanti lettori (oggi sono stati proprio tanti).

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  9. Anonimo5/30/2016

    Grazie caterina .

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  10. Anonimo5/30/2016

    molti di quelli che criticano forse neanche hanno ascoltato tutta la trasmissione. Io consiglio loro di farlo e ascoltare le parole che la Emili riserva alla nostra città, alla sua lingua, alla sua semplicità e al suo essere vera e genuina. Io sono orgogliosa che una scrittrice così brava, attenta e sensibile abbia reso protagonista la nostra città nei suoi romanzi. Grazie Caterina ... e non curarti degli ignoranti o pseudo-intellettuali

    anna

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  11. Anonimo5/30/2016

    Non è detto che chi è omologato nel pensiero dominante abbia ragione e chi si dissocia dal coro debba essere ignorante o pseudo intellettuale. Può essere il contrario.Basta fare esegesi critica di quanto traspare dalla trasmissione e dalle stesse dichiarazioni rilasciate. Cara Anna ,che scuola hai fatto?.Grazie ,Caterina da tutta Ceglie che si onora della tua narrazione .

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  12. Anonimo5/31/2016

    Affermando che"la città fosse piena di prostitute ha fatto si che fosse una città di grande accoglimento del diverso",con il termine "diverso"intende le prostitute o i loro clienti?

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  13. Artas, Leone di Messapia5/31/2016

    Il fatto che sia stata luogo di elezione della prostituzione é un fatto notorio che ha bollato nei decenni scorsi la Città, unitamente all'altra cattiva fama legata alle rapine e ai furti! Si tratta di fenomenti che andrebbero indagati storicamente poiché la prostituzione di cui si parla non é quella che vediamo nei film ma era esercitata da tante ragazze e donne cegliesi che per bisogno o per costrizione si prostituivano.La giornalista ha voluto trarre, in maniera troppo superficiale, conclusioni sociologiche rispetto ad un fenomeno invece molto complesso. Fuori dai luoghi comuni, posso testimoniare che la percezione di Ceglie nel XIX e XX secolo non era proprio così negativa come si vuole fare intendere. Pregherei tutti, ma sopratutto i cegliesi, di rileggersi il capitolo a noi dedicato dallo storico e geografo COSIMO DE GIORGI, il quale alla fine dell'800 descriveva la nostra comunità come una delle più fiorenti dell'intera provincia di Terra d'Otranto. Leggere qualle pagine, magari nelle scuole, forse potrebbe far rinascere un pò di orgoglio e di amor proprio in una comunità che sembra addormentata e ripiegata su se stessa, colpevole di assecondare una ciurma di nani, buffoni e ballerine che ardiscono definirsi classa dirigente!

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    1. A me non risulta che dalle parole di Caterina sia emersa un'immagine negativa della nostra città. Da vicende oggettive, anzi, è emersa una immagine di libertà e tolleranza rimasta immutata nella nostra comunità.
      Non capisco questo voler criticare usando presupposti di giudizio sbagliati.

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  14. Anonimo5/31/2016

    Potresti sbagliare anche tu. La narrativa deve avere le sue responsabilità,più ancora della saggistica,perchè si rivolge
    a un numero di lettori più ampio e quindi più influenzabile
    "culturalmente" .C'è salotto e salotto e le parole dette ,
    insieme alle dichiarazioni rilasciate. più che bene,essendo molto superficiali, fanno male alla Città e ai Cegliesi.
    Che ancora devono trovare il loro riscatto da tante cose che non vanno!

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    1. La prostituzione a Ceglie storicamente non è mai esistita. Dunque vietato parlarne, tabù.
      Mi arrendo, avete vinto voi.

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  15. Caro Francesco, sei troppo buono. Per te bastano tre libercoli per dare la ciitadinanza a qualcuno? Probabilmente sì, giacchè ti fregi, per esempio, d'avere l'autografo di Saviano. A noi basta poco per essere felici, evidentemente.
    D. L.

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    1. Caro Damiano, ho letto i libri di Caterina e mi sono piaciuti.
      Si, mi basta poco, un testo ben scritto, scorrevole e intrigante che tra l'altro parla della nostra città. Fosse stata una lettura noiosa, come spesso accade, con altri, non l'avrei neanche citata.
      P.s.: Orgoglioso della dedica di Roberto Saviano al blog.

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  16. Anonimo5/31/2016

    Un conto è farsi una chiacchierata su Ceglie in un videosalotto e aspettarsi i commenti che ne conseguono, un conto fare promozione alla vendita dei libri,un conto fare narrativa,un conto giornalismo, un conto analisi socioantropologica,un conto esprimere un indice di gradimento alla lettura di un racconto scritto(ognuno può avere il suo gradimento o non averlo).,
    Non si può fare di tutta un'erba un fascio!
    Con questi tempi che corrono ...!!!
    Di cui,purtroppo,bisogna tenere molto conto,nell'assumersi le responsabilità dei ruoli che si rivestono.
    P.s:I due riferimenti a Saviano (botta e risposta,anche se devo ammettere,la risposta era necessaria),in questo contesto, sono fuori luogo.

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  17. Anonimo5/31/2016

    Non uscite fuori tema:contestualizzate e/o fate contestualizzare.

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  18. Anonimo6/01/2016

    Il 98% di quelli che commentano (cioè a parte me e Francesco) non solo non ha nemmeno letto il libro di Caterina Emili, ma, sicuramente non hanno mai aperto un libro in vita loro, però ogni occasione e buona per fare caciara e lamentarsi. Ma ditemi: un po' non vi vergognate di fare sempre la figura dei bifolchi primitivi con persone che portano un po di cultura nel nostro paese? Ma perché siete sempre così arraggiati? Nang cacat a matin? Comunque sia escludendo la tanta bella e brava gente di ceglie come il sottoscritto, mi viene da dire: CE PAIS DI FESS... FESS E CAZZACARNUN

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  19. Anonimo6/02/2016

    Non è proprio esatto pensare che il 98% dei commentatori(...ecc.)
    E'invece condivisibile il concetto che l'alta percentuale di "FESS E CAZZACARNUN" a Ceglie possa determinare la condizione di stallo (stalla?) .
    Per la Emili che, per promuovere in anticipo l'uscita del suo quarto romanzo ambientato a Ceglie si limita a fare una descrizione dell'aspetto fisico del Cristo che si trova nella grotta, fornisco,qui e ora, un elemento di grande importanza per la comprensione della storia antica di Ceglie: si tratta di un Cristo Pantocratore,che tiene in una mano il Vangelo.L'altra dovrebbe essere una mano benedicente.
    Con questi dettagli può dilatare e ampliare il suo romanzo.
    Buon lavoro e buona ricerca sui primordi della religione,poi fede,a Ceglie.

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  20. Anonimo6/03/2016

    Quella del 98% era pura provocazione collega anonimo. Anche se sono certo che tutti quelli che si sono lamentati non sanno nemmeno chi è Caterina Emili.

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