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domenica 30 settembre 2012

Ceglie recupera 952mila euro ... ma diciamola tutta!



Leggiamo sul blog dell'aspirante James Joyce della blogosfera messapica:



“ All'epoca dei fatti l'opposizione di CEGLIE MESSAPICA smobilitò tutti gli organi di stampa...sia video, di carta stampata ed on line (COMPRESO ANCHE IL BLOGGER PORTAVOCE DELLA SINISTRA)...le accuse erano pesanti...si parlava,carte alla mano, di circa 1 milione di euro di finanziamenti pubblici persi...dovuto ad un  ritardo nella presentazione della stessa domanda...a quanto sembra con una nota della REGIONE PUGLIA (vedremo in consiglio comunale) tutta quella somma arrivera'  a breve nelle casse comunali cegliesi e precisamente 952.000,00 ...somma che sara' destinata alla costruzione o meglio al recupero dell'immobile di cui al progetto iniziale "CASA MEA" ...della serie...tanto rumore per niente...attendiamo fiduciosi".


Essendo chiamato in causa ancora una volta (accade ormai quasi ogni domenica), è giusto approfondire la notizia, per fornire a chi ci legge elementi di chiarezza che, dallo scarno post citato, difficilmente potrebbe emergere per chi non ha seguìto la vicenda.. 

Torniamo a parlare del progetto “Casa Mea”, rispetto a cui l'Amministrazione amatissima era riuscita a farsi revocare, nell'aprile scorso, un finanziamento regionale di ben 952mila euro.




Ricostruiamo la vicenda.

Nel 2009 l’Amministrazione guidata da Pietro Federico (naturalmente, sul blog vicino all’Amministrazione Caroli, di questa "paternità” non c’è traccia) aveva presentato alla Regione, per il tramite dell'ambito territorio guidato da Francavilla, un progetto per la realizzazione di una Comunità Educativa residenziale per minori tra i 13 e 18 anni in situazioni di disagio. Tale struttura doveva sorgere a Ceglie con la ristrutturazione dell’immobile comunale ubicato in via M.llo Maggiore e rientrava nel bando “Casa Mea”, per l’appunto.

La procedura naturalmente non si fermò col cambio di Amministrazione. Per capire cosa accadde poi, facciamo parlare gli atti ufficiali, non le chiacchiere o i pregiudizi:


Cronologia di una perdita

Il disciplinare di attuazione del Piano di Investimenti dell’Ambito territoriale di Francavilla Fontana (in cui il nostro Comune era inserito) fu sottoscritto il 3 dicembre 2010. Il bando prevedeva che “ il soggetto beneficiario pervenisse alla assunzione di impegno giuridicamente vincolante, in esito alla definizione della progettazione esecutiva nonché all’espletamento delle procedure di gara per l’esecuzione dei lavori, entro i successivi n. 240 (duecentoquaranta) giorni dalla data di sottoscrizione del medesimo disciplinare”.

Quando quel termine trascorse, il Comune di Ceglie non aveva ancora adempiuto (lode all’efficienza auto-sbandierata nei comunicati!) e la Regione diffidò ad adempiere. Il Comune rispose che la causa del ritardo era dovuta al fatto alla sostituzione del responsabile dell’ufficio Lavori Pubblici due mesi prima. Non essendo stato rispettato il Disciplinare, a quel punto, la Regione fu costretta a revocare il finanziamento.







(Per rileggere i post sull'argomento clicca qui, qui e qui)



Ora leggiamo nella blogosfera vicina all’Amministrazione che quella somma potrebbe essere riassegnata al Comune. Il progetto voluto dalla precedente Amministrazione sarebbe dunque salvo. Ne saremmo felici. Attendiamo naturalmente gli atti ufficiali, dopo i resoconti delle informazioni informali affidate ai fidati blogger.

Mi rendo conto che qualcuno voglia trasformare strumentalmente le questioni importanti del territorio in una sorta di "partita di calcio" perenne tra squadre contrapposte. Questo non ci interessa. Ci interessa che Ceglie si veda riconosciuto un finanziamento importante per un’opera che resterà anche dopo che l’attuale amatissima Amministrazione tornerà a casa.




Però non possiamo non sottolineare il rincrescimento per questa perdita di tempo causata da un’approssimazione amministrativa che non si può più tollerare. Ma di questo, i cittadini, se ne sono accorti da tempo.  Per favore, la prossima volta, fate più attenzione nell'iter amministrativo! Sono soldi dei cittadini ...




Evitateci ulteriori figuracce.



E domani mattina c’è il Consiglio comunale



Il Consiglio Comunale si riunirà, presso la Sala Consiliare della Sede Municipale (Via E. De Nicola), alle ore 10.30 il giorno 1° Ottobre 2012 per la trattazione del seguente ordine del giorno:

1. Surroga Consigliere Comunale in sostituzione del Consigliere Mario Annese;
2. Approvazione verbale seduta consiliare del 2 luglio 2012;
3. Elezione del Presidente del Consiglio Comunale;
4. Surroga componente ed elezione Presidente della Commissione Consiliare Speciale per la revisione dello Statuto e del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale;
5. Riordino delle Province. Determinazioni;
6. Rendiconto di gestione esercizio finanziario anno 2011. Approvazione;
7. Comunicazione al Consiglio del prelevamento dal fondo di riserva;
8. Variazione n.2 al bilancio di previsione 2012;
9. Salvaguardia degli equilibri di bilancio e ricognizione stato di attuazione dei programmi per l'esercizio 2012 (art.193 D. Lgs. N.267/2000).


Ormai scontata l’elezione di Nicola Ciracì, attuale capogruppo del Pdl, a Presidente del Consiglio comunale. Attesa la designazione del nuovo capogruppo: l’ipotesi più accreditata è che sarà Cataldo Rodio, una soluzione che in tal modo manterrebbe gli equilibri tra le due principali correnti interne al partito berlusconiano cegliese.
Tra le cose da rilevare: in Consiglio siederà finalmente una donna, Maria Paola Casale, eletta nelle liste del Pdl.


Sarà possibile seguire e commentare la diretta video anche sul blog.




Tribuna Libera

venerdì 23 settembre 2011

L'unico contento è il sindaco di Ceglie ...

Si continua a parlare di Patto di stabilità, a cui tutti gli enti territoriali devono attenersi per il loro equilibrio di bilancio. Da un lato, il Governo nazionale sforbicia pesantemente i finanziamenti agli enti locali (Comuni e Province, per non parlare delle Regioni) che quindi hanno meno soldi per finanziare i propri servizi ai cittadini (strade, opere pubbliche, servizi sociali, istruzione, ecc.).

Dall’altro, a causa del patto di stabilità interno (cioè dei vincoli di spesa imposti da Roma) vengono posti limiti all’uso dei soldi di cui il Comune dispone. Pena, in caso di sforamento, un pesante taglio ulteriore ai finanziamenti trasferiti da Roma a quel Comune o a quella Provincia.


Come funzione il Patto?

Praticamente il Comune deve garantirsi, in ogni esercizio finanziario, introiti finanziari pari ai pagamenti che deve effettuare. Se vuole spendere 100, deve incassare 100, ogni anno. Non può cioè fare affidamento sui suoi “risparmi” accumulati negli anni. Quindi, anche se ha “in banca” 1.000 come attivo accumulato negli anni, non potrà usarli. Per mantenere l’equilibrio (e non essere sanzionato con ulteriori tagli) potrà capitare che sia costretto a tagliare i servizi ai cittadini o ad aumentare le tasse. Pur avendo i soldi.


Il problema si presenta quando si tratta di opere che per essere realizzate necessitano di tempo e che vengono quindi approvate in esercizi finanziari precedenti. Se si realizza ad esempio un’opera pubblica che costa 300 e occorrono 3 anni per completarla, non importa se, quando ha avviato l’opera, quei 300 il Comune li avesse già da parte.

I pagamenti avverranno negli anni successivi e per quel periodo successivo, il Comune dovrà garantire un livello di entrate (cioè provenienti dalle tasse e dalle tariffe) pari ai pagamenti che è tenuto a fare. Se queste entrate diminuiscono (ad esempio a causa del minore reddito delle persone e del taglio marziale ai trasferimenti dallo Stato) , e non potendo il Comune fare affidamento sui soldi in attivo che ha depositati – cosa farà? Interromperà i lavori? O taglierà i servizi per poter garantire il pagamento?

Spesso, proprio per questo motivo, gli enti rinviano i pagamenti al periodo successivo (e bisogna aggiungere le penali conseguenti, quindi più soldi da pagare). La conseguenza è che le aziende a cui sono stati commissionati i lavori vengono lasciate “in attesa” del pagamento, a tempo non prevedibile. Queste, a loro volta, non possono pagare i loro dipendenti e operai e, purtroppo, in molti casi vengono rovinate. Un meccanismo diabolico. E intanto il Comune continua ad avere in cassa i soldi che consentirebbero di pagare. Ma non può usarli.


Sindaci brindisini in rivolta

Anche quando l’attuale amministrazione comunale si insediò, iniziò a girare la voce che avessero trovato 800.000 euro di debiti fuori bilancio per lavori gia' eseguiti ma non coperti finanziariamente. Naturalmente c’entrava il discorso sul Patto di stabilità. Ma forse non ne erano informati.

Ne parliamo perché ieri, sul Quotidiano, abbiamo letto della protesta di tutti i sindaci della provincia che, tra i pesanti tagli statali e il patto di stabilità, annunciano tutti un anno nero con un possibile taglio brutale ai servizi per i cittadini (strade, scuole, mense e trasporti).

Ad esempio, a proposito del Comune di Francavilla Fontana, leggiamo:


Molte amministrazioni devono affrontare situazioni paradossali. Solo così si possono descrivere quattro milioni e duecentomila euro di avanzo che non possono essere utilizzati. E’ quanto accade a Francavilla Fontana. “Ho fatto il sindaco per 15 anni – racconta – Vincenzo Della Corte – e non ho mai vissuto un periodo tanto duro. A volte è difficile non cedere allo sconforto. Siamo riusciti ad avere finanziamenti per 14 milioni di euro, ma non possiamo appaltarli prima della fine dell’anno, altrimenti sforeremmo il patto di stabilità. I progetti più importanti che abbiamo in cantiere sono il palazzetto dello sport e palazzo imperiali. Abbiamo trovato un accordo che ci consente di terminare i lavori e pagare tutto entro febbraio dell’anno prossimo. Siamo molto preoccupati per i servizi sociali. I cittadini non hanno ancora contezza degli effetti della manovra, ce l’avranno il prossimo anno”.


E a Ceglie Messapica?


Il coro dei primi cittadini che chiede, con allarme e con urgenza, la riforma del Patto è unanime. O quasi. L’unico contento, tra i sindaci brindisini, sembra essere il sindaco di Ceglie, che ritiene una “fortuna” il Patto di stabilità, così com’è congegnato oggi.


“Luigi Caroli ha un’opinione particolare per quanto riguarda il patto di stabilità, in netta controtendenza rispetto ai suoi colleghi: “Per fortuna abbiamo avuto il patto, altrimenti c’è chi si sarebbe venduto anche i Comuni. Noi faremo di tutto per non tagliare i servizi, ma credo sia importante la collaborazione dei cittadini”. Il sindaco Caroli, in effetti, lancia un appello, soprattutto ai dipendenti pubblici.: “Da loro più che dagli altri, ci si dovrebbe aspettare riconoscenza, per il fatto che possono contare sui posti di lavoro ‘intoccabili’. Ebbene dimostrino questa gratitudine in questo momento di difficoltà, con la produttività e la razionalizzazione della spesa”.


Sarà contento lui. Non so quanto lo saremo noi cegliesi. Lo constateremo a breve quando vedremo le nuove tasse.

Per non parlare di chi la dura "legge" del Patto di stabilità l’ha già dovuta constatare. Sulla propria pelle.




Tribuna Libera