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giovedì 6 settembre 2018

Accordo sull'Ilva


Questa mattina i sindacati hanno annunciato di aver raggiunto l'accordo sull'Ilva LINK




Il commento della parlamentare ed ex viceministro di origine cegliese Teresa Bellanova:


"Dalle prime notizie, e in attesa di leggere nero su bianco – motivazioni incluse - quanto verrà sottoscritto tra qualche ora, un dato balza evidentissimo agli occhi: Di Maio fa una clamorosa marcia indietro, riconosce la bontà di quanto fatto da noi, la gara era pienamente legittima, tutto è – al netto del preziosissimo tempo perduto a blaterare – in piena continuità con il lavoro svolto nel corso dei 34 incontri precedenti da me presieduti.


Tutto tranne un punto: non capiamo come mai 10mila 700 lavoratori siano di più di 11mila 500, ovvero quanti ne metteva in sicurezza a tempo indeterminato l’addendum da noi presentato alle parti nel maggio scorso.


E perché sia sparita dal tavolo l’ipotesi della società costituita con la partecipazione di Invitalia, funzionale ad assorbire quei segmenti di lavoro che AM esternalizzerà per ragioni legate alla sua organizzazione produttiva senza che questo potesse causare – lo avevamo scritto in modo chiarissimo – concorrenza con le aziende attualmente fornitrici di servizi.

Ecco perché ancora una volta ritengo necessario, riportandolo anche all’attenzione dell’opinione pubblica, ribadire i punti che se assunti dal Governo e da Di Maio avrebbero consentito un salto di qualità. 

Quella piattaforma prevedeva da subito 10mila lavoratori assunti da AM cui venivano garantiti i diritti economici e normativi acquisiti inclusa l’anzianità di servizio e l’articolo 18, e almeno ulteriori 1.500 a tempo pieno assunti da una società costituita con la partecipazione di Invitalia. Ovvero 11mila 500 lavoratori. 

Contemplava strumenti per gli esodi incentivati comprese 100mila euro a lavoratore oltre alla cassa integrazione fino al 2023 e l’impegno di AM a supportare il perseguimento della stabilità occupazionale per tutti i dipendenti Ilva.

Garantiva ai lavoratori restanti la permanenza in AS per le opere di ambientalizzazione e indicava le garanzie occupazionali per tutti i lavoratori coinvolti nel processo di rilancio dell’Ilva perché avessero garanzie di continuità occupazionale a tempo indeterminato. 

Rafforzava le misure sulla tutela e sulla salvaguardia ambientale e specificava le azioni per Genova, a partire dall’Accordo di Programma, e per Taranto, con uno specifico Protocollo d’Intesa dove, come si ricorderà, veniva indicata anche la Valutazione del Danno sanitario.

Rafforzava la fase esecutiva del DPCM con la valutazione del danno sanitario, gestione delle attività del fondo sociale per Taranto, condivisione del piano di intervento di messa in sicurezza e bonifica, esecuzioni delle prescrizioni contenute nel DPCM, obiettivi del Centro Ricerca&Sviluppo, decarbonizzazione e nuove tecnologie, ulteriori misure di compensazione/mitigazione.

Una base che avrebbe dovuto essere ulteriormente integrata e ottimizzata in sede di trattativa, se qualcuno si fosse dato la pena di calendarizzarla non appena insediato al Mise, senza perdere tempo preziosissimo lanciando accuse ai limiti dell’infamia e della querela.

La competenza e la responsabilità sono una cosa, andare un giorno sì e l’altro pure sulla stampa e nel tempo restante cinguettare e smanettare via fb per millantare crediti un’altra. Adesso ne abbiamo l’indiscussa prova”.







E poi, per par condicio,
 c'è la versione di Pinuccio.






Tribuna Libera

lunedì 15 aprile 2013

I cittadini (non) hanno deciso




Ha votato solo un tarantino su cinque, il quorum dunque non è stato raggiunto e il referendum sull'Ilva non passa. 

Ad ogni modo, questi i risultati della consultazione:



L'81,29% dei tarantini votanti vuole la chiusura dello stabilimento.
Il 92,62% dei tarantini votanti vuole la chiusura dell'area a caldo.





Ci chiediamo: perchè la provincia di Taranto (dove l'incidenza tumorale è altissima, pensiamo ad esempio a Statte) non è stata chiamata ad esprimersi?







Tribuna Libera

venerdì 17 agosto 2012

Poco lontano da noi



Taranto blindata tensione al corteo    /    Diretta        Arrivati i ministri Clini e Passera       /       Mappa




Avrei voluto partecipare a questa assemblea con tante fascette nere legate al braccio per quanti sono i bambini che ho visto morire''. Lo ha detto Grazia Parisi, pediatra di base che cura anche i bambini del rione Tamburi (il piu' vicino all'Ilva) dal palco dell'assemblea di questa mattina a Taranto.







ILVA: LA CRONACA DELLA MANIFESTAZIONE

Leggi qui



Ecco come (non) rispondeva nel 2009 il sig. Riva al giornalista Luigi Abbate che gli aveva posto una domanda sul rapporto industria/tumori a Taranto.






Non si può più cedere al ricatto del lavoro contro il diritto a non ammalarsi di cancro.




Tribuna Libera

giovedì 2 agosto 2012

ACCADE A TARANTO


Ilva, tensione in piazza a Taranto
Clini: domani il decreto legge su bonifiche

Bloccata la manifestazione, dopo l'irruzione di un gruppo di 200 contestatori. Circa 5mila di operai alla manifestazione dei dipendenti del siderurgico che temono per il loro futuro. I leader sindacali cacciati dal palco, poi il comizio riprende. Il ministro dell'Ambiente a Bari per un vertice con Vendola e le istituzioni locali.







E sulla questione Ilva prende posizione anche il circolo di SEL di Ceglie Messapica:





"Il Circolo Sel “Peppino Impastato” di Ceglie Messapica si è riunito in data 1 agosto per discutere, tra gli  argomenti all’ordine del giorno, la delicata questione dell’Ilva di Taranto.
A seguito di un acceso dibattito sull’argomento, tutti i presenti, intervenuti numerosi, dopo aver preso visione del seguente documento, hanno ritenuto all’unanimità di condividerne e sottoscriverne il contenuto"  Clicca qui per leggere il documento




Tribuna Libera

venerdì 27 luglio 2012

ILVA


Il cielo di Taranto, terso come non l'avevamo mai visto.


«Il cielo di #Taranto il 27 luglio alle 11, con l' #Ilva a produzione ferma» (Twitter)



Ma anche il dramma di migliaia di operai (18mila) che vedono il proprio lavoro a rischio.
Tra loro ci sono anche tanti nostri concittadini a cui va la nostra solidiarietà.




Come siamo arrivati a dover, in maniera assurda, scegliere tra il diritto a poter mantenere la propria famiglia e quello a non morire a causa del cancro?


TARANTO. Perizia choc nella città dei due mari. In 13 anni di osservazione, dal 1998 al 2010, ''sono attribuibili alle emissioni industriali 386 decessi totali (30 per anno), ovvero l'1.4% della mortalita' totale, la gran parte per cause cardiache''. Leggi


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