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giovedì 26 ottobre 2017

L'artista Uccio Biondi espone a Roma




Comunicato


ROMA. Teatroinscatola, dal 31 ottobre al 10 novembre, presenta, nei suoi spazi, una serie di imperdibili appuntamenti per rendere omaggio alla celebre autrice inglese Sarah Kane, punta di diamante della drammaturgia contemporanea britannica e figura chiave del cosiddetto in-her-face theater.







La sua ultima opera 4.48 Psychosis, completata poco tempo prima della sua morte e considerata suo vero e proprio testamento poetico, è il fulcro intorno al quale l’attrice Elena Arvigo, il regista-autore Enrico Frattaroli e l’artista Uccio Biondi traggono ispirazione e concentrano l’attenzione per dare vita ai propri lavori con i quali intendono ricordare il talento, la genialità e la sensibilità di una delle più importanti protagoniste del teatro inglese.


Elena Arvigo dal 31 ottobre al 6 novembre (senza pause), alle ore 21, porta in scena, dopo il successo ottenuto alcuni anni fa, lo spettacolo 4.48 Psychosis, con la regia di Valentina Calvani: una spietata indagine sulla depressione, il male di vivere e le nevrosi che conducono al gesto estremo e drammatico del suicidio. Un testo toccante e molto complesso di cui l’attrice riesce a renderne la drammaticità e allo stesso tempo, in alcuni passaggi, l’ironia. Un flusso di coscienza, un monologo intermittente, inframmezzato da dialoghi immaginari e momenti di buio. Un grido rivolto alla società dei sani, dei normali, in cui Sarah Kane proclama la sua decisione di togliersi la vita proprio per dimostrare di essere più sana e normale di tutti. La prova estrema di coerenza di una donna da sempre tradita dal mondo e dall’amore, una riflessione venata di nero che apre il cuore di ogni essere umano. Elena Arvigo affiancherà alla messa in scena, inoltre, un laboratorio sul testo rivolto agli attori, che si terrà nello spazio allestito per lo spettacolo.




In concomitanza con lo spettacolo, dal 31 ottobre al 6 novembre, l’artista Domenico Uccio Biondi espone “La Culla delle Albe”, una mise en scène curata dal prof Massimo Guastella docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento e direttore del MAP, il Museo Mediterraneo dell’Arte Presente, che parte da un’idea di terra madre o matrigna a cui fanno riferimento delle maschere monocrome, poste su steli metallici, che vanno oltre la scultura per essere solo delle apparenze. Il progetto “La Culla delle Albe” nasce, nel 2012, ispirato dallo scritto drammaturgico “4:48 Psycosis”, incentrato sulle ore 4 e 48 statisticamente appuntamento con il suicidio, come fu per la stessa autrice. 

Da questo lavoro autobiografico Biondi ha tratto stimoli per dare alle sue creazioni un doppio significato: unire il senso della morte e il senso della vita, quindi della rinascita. “La Culla delle Albe” è circondata da aloni di forte ironia, le sue maschere si fanno spaventapasseri ninnabili, posti accanto alle teche che raccontano la cultura del passato e la comune mediterraneità. Per l’occasione l’esposizione sarà sintetizzata in una videoinstallazione (ingresso gratuito).

Venerdì 10 novembre, alle 21, Enrico Frattaroli propone “Convalidatemi. Autenticatemi. Guardatemi. Amatemi.” Un incontro-lezione, una presentazione con brani audiovisivi, inserti live, annotazioni intorno alla “sinfonia per voce sola” che il regista e autore ha composto per l’attrice Mariateresa Pascale, sul dramma/poema 4.48 Psychosis (ingresso gratuito).



Tribuna Libera

venerdì 13 ottobre 2017

Maschere di donna





La scorsa settimana abbiamo parlato del grande successo de "La Culla delle Albe", la mostra allestita dall'artista nostro concittadino Uccio Biondi nelle sale della Collezione Archeologica Faldetta a Brindisi e che è stata proprogata al 16 ottobre, in concomitanza con la Giornata del Contemporaneo organizzata dall’Amaci. 



per rileggere i dettagli







All'ingresso della mostra i visitatori trovano un video, che potete vedere allegato qui sotto. Il video simboleggia la reincarnazione filmica del feticcio erotico femminile. Dall’idea della terra madre o matrigna il percorso si snoda verso le maschere monocrome, poste su steli metallici, che vanno oltre la scultura per essere solo delle apparenze, delle “fantasmine. 







Il video vede la regia di Uccio Biondi, il montaggio audio di Marco Biondi, e riprese ed editing video di Maria Domenica Maggiore.





Intanto ieri ne ha parlato anche la testata brindisina "Il7Magazine":





Complimenti al Maestro.




Tribuna Libera

domenica 28 maggio 2017

Il Maestro Uccio Biondi - "La culla delle Albe"



UCCIO BIONDI
LA CULLA DELLE ALBE
mise en scène
Palazzina del Belvedere Coll. Archeologica Faldetta
Brindisi


Inaugurazione mercoledì 31 maggio ore 19.00
dal 31 maggio al 30 settembre 2017
a cura di Massimo Guastella

orari apertura:
10,00-13,00 /16,00-19,00 (Giugno)
10,00-13,00 /18,00-20,00 (Luglio-Settembre)
Martedì chiuso
0831 562800







Ideata e organizzata dall’associazione culturale Arte Antica e Contemporanea “Le Colonne” e dalla spin off CRACC dell’Università del Salento, con la fattiva collaborazione culturale dell’Associazione Amici dei Musei di Brindisi, dal 31 maggio e sino a tutto settembre le opere plastiche dell’artista Biondi saranno esposte in una suggestiva mostra personale: “La Culla delle Albe mise en scène”.

Biondi mette in scena la sua altopittura intitolata La Culla delle Albe, un’idea di terra madre o matrigna a cui fanno riferimento delle maschere monocrome, poste su steli metallici, che vanno oltre la scultura per essere solo delle apparenze, delle “fantasmine” che occuperanno uno spazio per loro insolito quello della Fondazione Faldetta, con il suo carico di reperti archeologici, tra i siti culturali di eccellenza della città e dell’intera regione e con una invidiabile collocazione sul porto. 














L'artista


Domenico Uccio Biondi (Ceglie Messapica, 1946) inizia l’attività artistica da autodidatta nel 1973, con una pittura di matrice realista sociale. Dal 1977 al 1980, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Lecce. Dagli anni 80 si occupa di ricerca teatrale, con la fondazione del collettivo del Teatro, e realizza incisioni e inchiostri legati alla produzione poetica di Pietro Gatti. 

Dal 1986, sviluppa un linguaggio visivo aniconico, di carattere autobiografico, influenzato dall’action painting americana e dall’informale europeo. Le Reincartazioni, degli anni ’90, si arricchiscono di inserti polimaterici, segnici, grafici, scritturali e figurativi. Apre ai linguaggi della multimedialità, sulla scia di una costante attenzione all’arte del presente e, fra i due secoli, propone lo “zapping pittorico” in cui, accanto a gestualità informali, ricompaiono motivi figurativi. 

Affascinato dai calchi ingessati di Segal, ammirati nella mostra dell’artista americano (Brindisi, 1999), approda alla scultura creando con bende gessate opere monocrome e fluorescenti, di derivazione neopop e concettuale.

Biondi indaga le potenzialità di tutti i linguaggi comunicativi anche con performance teatrali e video-installazioni, creando le Installazioni intermediali, lavori in cui coniuga i video, gli oggetti plastici e le azioni performative. Fra queste, Durch den Kamin, realizzata per la mostra itinerante Il treno della memoria che, fra il 2006 e il 2007, fa tappa nelle stazioni ferroviarie pugliesi: il dramma delle deportazioni nei vagoni merci nel corso dell’ultimo conflitto mondiale è interpretato da Biondi attraverso l’interazione tra un video e tre forme plastiche.
Il dialogo fra cromie e figura femminile compare nella ritrattistica con il ciclo pittorico Monne Terranee (2006).
Le Installazioni sotto forma di scultura assimilano la concezione contemporanea del superamento dei generi artistici tradizionali e si presentano come soluzioni plastico-pittoriche. 

Il colorismo acceso delle sue icone muliebri irrompe sulla loro staticità sottolineandone, al contempo, l’aspetto di effigi inanimate. In continuità, le Altopitture coniugano abilmente il dato cromatico con la terza dimensione: è il caso di La Rivoluzione sono io.1, altopittura esposta nella sezione leccese del Padiglione Italia della 54° edizione della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi (2011). Federica Coi




Tribuna Libera

martedì 27 agosto 2013

Un salto da Uccio




Uccio Biondi | Scrittura e...visioni

giovedì 29 - venerdì 30 agosto, dalle ore 17.30
garage 21- 23 | studio dell'artista
Via Bottega di nisco _ Ceglie Messapica_ Brindisi



Nell'ambito di:




Artista, poeta, intellettuale a tutto campo, Uccio Biondi crede nel valore assoluto della cultura e tenta di restituirle quella centralità che i tempi hanno subordinato al successo e al consenso. Inizia l'attività nel 1974 sviluppando una produzione pittorica e calcografica. Il suo lavoro si è modificato nel tempo: dall'espressionismo pittorico a quello esistenziale, dall'informale a quello materico, dalle Reincartazioni ad un suo ultimo Zapping pittorico incentrato sulla reintroduzione di inserti vili e sull'apporto di composizioni scritturali. Oggi assai significative sono le originalissime ALTO- PITTURE che coniugano colore e terza dimensione. Di grande impatto scenico le INSTALLAZIONI SOTTO FORMA DI SCULTURA: simulacri della contemporaneità, neo pop concettuali. La sua ricerca estetica più matura è rivolta ai nuovi linguaggi della medialità con cui si confronta costantemente. 

Biondi si interessa di ricerca teatrale e nel 1982 fonda il Teatro della Calce. Interessanti sono le sue installazioni intermediali e performances che mettono in relazione video e corpo- video e oggetti (da ricordare DURCH DEN KAMIN del 2006 per Il Treno della Memoria e la performance con installazione CABARET PARADISIACO per Obiettivo mediterraneo-l Castello Carlo V di Lecce nel 2011).



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domenica 3 febbraio 2013

Donne





Ieri sera la presentazione del libro Monne Terranee (testi di Lucio Galante e Lorenzo Madaro; Schena Editore) che raccoglie l’ultimo ciclo della ricerca artistica di Uccio Biondi dedicato all’universo femminile. A seguire, il percorso lungo l'installazione pittorica di cento ritratti al femminile intorno alla "mediterraneità" presso Garage21.






Altre foto e il filmato della serata da AhiCeglie, 






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giovedì 31 gennaio 2013

Sabato sera a Ceglie Messapica




Sabato 2 febbraio 2013 alle ore 19, presso Atrio privato – Atelier Biondi di Ceglie, sarà presentato il libro Monne Terranee (testi di Lucio Galante e Lorenzo Madaro; Schena Editore) che raccoglie l’ultimo ciclo della ricerca artistica di Uccio Biondi dedicato all’universo femminile.



MONNE TERRANEE | UCCIO BIONDI presentazione e installazione  pittorica di CENTO RITRATTI al femminile intorno alla mediterraneità






Presenteranno il volume:

 Maria Antonietta Epifani, Scrittrice
 Lorenzo Madaro, Critico d’arte
 Angela Schena, Direttrice della casa editrice Schena

Sarà presente l’artista.

Alle ore 20.00 seguirà il vernissage dell’installazione pittorica Monne Terranee negli spazi espositivi dell’attiguo GARAGE 21, a cura di L. Madaro



Performance fotografica di Gianni Gentile.




La mostra sarà visitabile fino al 23 febbraio 2013.
Per tutto il periodo della mostra sarà proiettato il video di Biondi Ritratto a volo di un pittore artista (2011).




L'intervista a Uccio è realizzata dal direttore di AffariItaliani Angelo Maria Perrino.






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