F F Tribuna Libera: La nostra salute e i conti pubblici

giovedì 16 dicembre 2010

La nostra salute e i conti pubblici

Ieri la Giunta regionale ha approvato il Piano di riordino ospedaliero per la nostra regione.

Il regolamento – ha ricordato l’assessore alle Politiche della Salute, Tommaso Fiore – non presenta alcuna novità a quanto già discusso in precedenza e dovrà passare alla terza commissione consiliare per la discussione. Il piano di rientro nella sua totalità è invece uno schema di disegno di legge e dovrà passare in Consiglio regionale”.

L'articolo della Gazzetta del Mezzogiorno


Sul Quotidiano leggiamo la posizione del sindaco Caroli che parla di "chiusura dell’ospedale" (in realtà l’ospedale non verrà chiuso ma riconvertito, come aveva riconosciuto lo stesso sindaco nel Consiglio comunale del 12 novembre scorso) Leggi

Leggiamo questa dichiarazione oggi sul Quotidiano:

Sono arrabbiato con Rollo che non ha fatto niente per perorare la nostra causa. Non daremo a nessuno la possibilità di chiudere l’ospedale. Non possiamo rimanere isolati. Vogliamo che gli impegni presi vengano mantenuti. Avevano promesso la Tac, ma almeno ci lascino i servizi essenziali - e annuncia - Senza servizi non pagheremo le tasse”.


Non posso condividere quest’ultimo appello. E’ legittimo rivendicare il diritto a contestare e criticare anche duramente le scelte politiche degli altri enti, Stato e Regione. Ma non si può chiedere di non pagare le tasse. Le scelte politiche che si contrastano le si giudicheranno in cabina elettorale. Le tasse devono essere pagate da tutti i cittadini, è un dovere civico. E poi c’è da chiedersi: con le tasse da pagare al Comune che facciamo? Quelle sarebbero escluse?

Soprattutto non capisco perché non viene detta una parola sul fatto che questo Piano di rientro (con i relativi tagli) è stato imposto dal Governo nazionale alla nostra regione che avrebbe comunque le risorse per rientrare nel deficit. Solo che non può usare quelle risorse perché, in tal caso, sforerebbe il Patto di stabilità. L’unica strada obbligata è dunque quella di tagliare i servizi, per mantenere l’equilibrio finanziario. Non c’è altra strada. Un meccanismo assurdo che, ala fine si ripercuote unicamente sui cittadini.

Come dire: quando la contabilità ragioneristica non guarda in faccia neppure ai diritti fondamentali delle persone (e mentre il governo nazionale ha dimostrato di essere più di “manica larga” quando si parlava di condoni vari).

Avevamo parlato di questa questione dei tagli qualche mese fa, spiegandone i motivi, al cui post rinvio.

Leggi i motivi dei tagli alla sanità pugliese


E questa contabilità oltre i diritti lascia ancora più l’amaro in bocca quando leggiamo un'altra notizia. Le Asl fino a qualche giorno fa infatti garantivano, per i pazienti oncologici economicamente più disagiati, un servizio di trasporto dalla propria abitazione fino alle strutture mediche dell'Ospedale Perrino di Brindisi, per poi riaccompagnarli a casa.

Tra i tagli è previsto anche quello sul trasporto dei malati oncologici.

Oggi, leggiamo sempre sulla Gazzetta alcune testimonianze di pazienti al riguardo. Ne riporto alcuni che non possono non far riflettere.

Ho il cancro e nessuno che mi accompagna in ospedale per la terapia. Oggi ho dovuto prendere l’autobus, è stato terribile. Al ritorno stavo male, mi veniva da rimettere…”

Hanno sospeso il trasporto per i malati di tumore? Ed ora come faccio a recarmi in ospedale per i controlli e la terapia? Noi malati dobbiamo morire? Mia moglie è anziana e non guida, i nostri figli vivono uno a Firenze e l’altro a Venezia. Mio fratello ogni tanto mi dava un passaggio, ora non sta bene nemmeno lui

Da maggio ho di nuovo il cancro. Combatto da cinque anni, operazione su operazione, chemio su chemio. Con il servizio di trasporto della Asl non devo più dare fastidio a nessuno. Nel tragitto in pullman hom pure conosciuto tanti nelle mie condizioni, mi aiuta condividere le sofferenze. Non sono sposata e vivo sola. Mio fratello lavora in campagna, se non va perde la giornata e i soldi sono già pochi. Anche io sono bracciante, lavoravo prima, ora non posso, spesso sono molto debole”.


Veramente senza parole.

La nostra salute e i conti pubblici