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giovedì 23 marzo 2017

Alla riscoperta delle tradizioni e dell'artigianato cegliesi






(Foto: Centro di documentazione "M. Ciracì")


Due giorni fa abbiamo parlato della quarta richiesta presentata dall'associazione Amici del Borgo antico all'Amministrazione comunale al fine di ottenere una concessione in uso gratuito dell’ex Carcere o Macello Comunale per istituire il Museo di Arti-Mestieri, cultura contadina e delle tradizioni.


L'associazione, che è impegnata nel recupero e restauro di opere di interesse storico e artistico oltre che nel preservare e valorizzare le tradizioni storiche del popolo cegliese, ha infatti raccolto in questi anni diversi strumenti con cui gli artigiani cegliesi del passato lavoravano: laboratori di fabbri e seggiari, sartoria, lavorazioni della pietra e del legno. Cercano dunque un luogo dove raccogliere e permettere a tutti la conoscenza di questo patrimonio di tradizione. 



Uno dei membri dell'associazione, lo storico Michele Ciracì, spiega oggi alla Gazzetta del Mezzogiorno:


"Siamo in possesso di centinaia di attrezzi che vorremmo diventassero di pubblica fruizione, tutti oggetti provenienti da donazioni, attraverso i quali vorremmo ricostruire gli ambienti storici, trasmettere le nostre tradizioni e i modi di vita della comunità cegliese. 

Da diversi anni l'associazione ha chiesto all'Amministrazione un luogo dove poter allestire il Museo, perchè il fine del nostro sodalizio è quello di spenderci per il nostro territorio, valorizzando la memoria storica altrimenti queste tradizioni andranno perse. Un po' di materiale è stato già catalogato ma c'è da fare un lavoro, approfondito, con persone qualificate. 

Noi siamo disposti a spenderci, sia come capitale umano che economico e tutte le nostre attività hanno come obiettivo la raccolta di donazioni che reinvestiamo in progetti come questo. Speriamo che questo ulteriore appello venga accolto positivamente dalle istituzioni".



Tribuna Libera si associa nel sostenere la richiesta degli Amici del Borgo Antico.









Le foto del post, insieme a tante altre sulla storia della nostra città, le trovate sulla pagina Facebook "Ceglie Storia", curata proprio da Michele Ciracì e che giorno per giorno ci fa riscoprire grandi e piccole storie di una Ceglie che non c'è più.






Tribuna Libera

martedì 12 luglio 2016

Per ricordare don Michele Pastore






Giovedì 28 luglio, alle ore 19.30 presso il giardino del Maac in via De Nicola, verrà presentato il libro scritto da Vincenzo Suma dal titolo "Siete pionieri o mozzarelle? Don Michele Pastore: il prete dell'innovazione" dedicato al compianto don Michele Pastore, per tanti anni parroco presso la Chiesa di San Rocco. L'appuntamento è organizzato dall'associazione "Ceglie nel cuore", con la collaborazione dell'Associazione Giovani musicisti "Antonietta Amico" e con l'Archeoclub sede di Ceglie Messapica...





Il libro di Vincenzo nasce innanzitutto dai ricordi personali e ripercorre le fasi più importanti della vita di Don Michele: i primi anni a Ceglie, le varie iniziative culturali intraprese, il complicato restauro della chiesa e il primo centenario di San Rocco. Dopo la presentazione del libro ci sarà un intervento musicale a cura dell'associazione Antonietta Amico






Una biografia 
(pubblicata dal sito IdeaNews, in occasione della sua morte nel Luglio 2005)



Don Michele Pastore aveva 66 anni e quasi tutta la sua attività pastorale l’ha vissuta nella parrocchia di San Rocco, dove vi era giunto nel 1969, un anno dopo l’ordinazione sacerdotale. E’ stato educatore per migliaia di ragazzi che con lui si sono formati nei fondamentali valori del rispetto, della tolleranza, della comprensione e della forte capacità a difendere le motivazioni che pietra su pietra ha saputo porre. L’immenso patrimonio che lascia don Michele è il Vangelo del rispetto, la considerazione degli uomini come fratelli senza alcuna distinzione di razza, ceto, cultura. Lui che ha saputo glorificare l’umiltà e la sofferenza, il parroco capace di elevare l’anziano analfabeta e di aprire al confronto il giovanissimo scolaro ancora acerbo di conoscenza, facendoli sentire tutti partecipi e protagonisti.

Nel settembre del 2001 era stato trasferito a Francavilla Fontana ma il suo legame con Ceglie non si è mai interrotto, al punto che numerosissimi fedeli lo hanno seguito abitualmente per le funzioni religiose. Inutile dire che il parroco mai invecchiato, l’amico sacerdote entusiasta della vita e della missione come nei primi anni della gioventù (si vantava di aver giocato al calcio con Rivera quando s’erano conosciuti sotto la naia) lascia un grande vuoto e un enorme rimpianto tra la comunità cegliese e brindisina, un capitolo destinato a rimanere incompiuto per la gratitudine che molti ragazzi devono al caro amico che li ha aiutati ad affrontare con coraggio la vita.

Autore di alcuni libri ispirati dalla vita quotidiana e dalle ansie che l'uomo deve affrontare, aveva pubblicato proprio lo scorso mese il suo ultimo volume di poesiedal titolo emblematico: "Partire per un viaggio lontano in un mondo senza sentieri e senza frontiere". Nel giugno dello scorso anno ha vinto il premio Bertazzi di poesia.







La lettera di addio di Don Michele alla parrocchia nell'ottobre 2001
(da ideaNews)



per leggerla.




Un altro bell'articolo con tante foto potete leggerlo (insieme a tanti altri)
sul blog di Vincenzo Suma.









Tribuna Libera