Un ricordo e una preghiera.
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Un ricordo e una preghiera.
Senza parole ...........
Di cosa stiamo parlando?
Domenica si festeggerà
Ieri (giovedì) presso l’Assessorato per le Politiche Attive del Lavoro della Provincia di Brindisi, c’era stato un incontro tra l’assessore provinciale in questione, i lavoratori e i rappresentanti sindacali della Cgil. Il Comune, che pure era stato invitato, non aveva mandato alcun suo rappresentante. L’incontro era stato aggiornato ad oggi (venerdì) e l’Assessore provinciale aveva a tal fine contattato direttamente il Sindaco di Ceglie Messapica.
Ancora una volta l’Amministrazione comunale
I contratti di lavoro scadono tra poche ore e l’Amministrazione si dilegua.
Senza dire una parola.
Il futuro dei precari comunali
Ieri, in merito al problema dei precari del Comune che rischiano di perdere il posto di lavoro per mancato rinnovo del loro contratto, abbiamo letto sul blog l’intervento dell’ex sindaco Pietro Federico.
Un intervento chiarificatore che ha smontato le inesattezze scritte dall’attuale maggioranza di centrodestra che accusava chi c’era prima di lei “di non aver provveduto a dare corso alle procedure di stabilizzazione” dei lavoratori in questione. Anzi, il prof. Federico spiegava come quei lavoratori avessero ottenuto più diritti rispetto al passato, vedendo la trasformazione del loro contratto di lavoro da “collaborazione coordinata e continuativa” ad un contratto di lavoro dipendente pur a tempo determinato. Chi conosce o lavora (ci sono tanti giovani in quelle condizioni) con contratti co.co.co./co.co.pro. e affini, sa quale sia l’abisso tra questi contratti e quelli di lavoro subordinato (pur a tempo determinato) a livello di garanzie di di diritti per il lavoratore.
Adesso si parla di “esternalizzare” i servizi di cui si occupano quei lavoratori, cioè affidarli a ditte esterne che vincono il relativo appalto. Leggiamo sulla stampa che l’amministrazione ipotizza che, con l’esternalizzazione, “i sette lavoratori possano essere assorbiti dalle ditte incaricate”. Cioè dovrebbe essere il Comune a indicare, alla ditta vincitrice dell’appalto, i lavoratori da impiegare? Non so sinceramente quanto ciò sia conciliabile con l’autonomia decisionale e organizzativa dell’azienda che otterrà l’appalto. E’ davvero fattibile? Vedremo. Ad ogni modo, non si risolverebbe comunque il problema, perché l’appalto sarebbe sempre a tempo determinato e quindi si tornerebbe ogni volta al punto di partenza del problema.
Di certo, buonsenso vorrebbe che dopo 16 anni di lavoro continuo attraverso contratti atipici e presso lo stesso ente, quelle persone si vedessero riconosciuto il diritto ad una stabilità e a programmare in maniera tranquilla il proprio futuro. Come già scritto ieri, l’amministrazione attuale, alla luce di quanto si legge nel verbale della seduta (22 dicembre 2010) dei revisori dei conti per la verifica della spesa del personale, poteva scegliere tra gli ingegneri e i precari.
..............Ha scelto gli ingegneri.
Mistero risolto
E’ intanto chiarito il mistero della querela. Cosa era successo?
Martedì scorso, a Bari in occasione della manifestazione per l’ospedale (e che ha visto la partecipazione di un gruppo di cittadini cegliesi) dinanzi alla sede del Consiglio regionale, il consigliere regionale della SeL Toni Matarrelli era stato aggredito verbalmente e con toni forti da un nostro concittadino. Era seguita la querela da parte di Matarrelli.
Nelle ore successive, il consigliere comunale/provinciale Nicola Ciracì aveva invitato Matarrelli ad un incontro al Comune per “risolvere in maniera politica l’episodio” (leggi)
L’incontro è avvenuto ieri pomeriggio e finalmente si è risolto in un gesto di riappacificazione. Leggiamo sul Quotidiano oggi in edicola, in un articolo non firmato:
Ieri pomeriggio presso il Municipio di Ceglie il brutto episodio è stato chiarito così come l'identità della persona a cui il giovane vendoliano faceva riferimento. Non si trattava dell’operatore sanitario dell’Asl, erroneamente identificato dagli agenti di Polizia, ma del consigliere comunale della maggioranza di centrodestra, Fabrizio Gatti che si difende: “Ero tra quei cegliesi che hanno protestato con parole forti, ma non sono stato io. Chi mi conosce sa che quel tipo di atteggiamento non mi appartiene”. “Vabbè – ha tagliato corto Matarrelli – diciamo che il sindaco ha chiesto scusa per tutti. Ritengo chiuso l’incidente e già domani ritirerò la denuncia”.
Siamo tutti un po’ più sollevati. Risolto questo “incidente”, adesso anche tra il centrodestra e la Sel cegliese può tornare il sereno. In nome della critica comune all’opposizione di centrosinistra in Consiglio comunale. Caso unico in Italia.
Aiutare gli altri
Ad ogni modo una cosa buona, la Sel cegliese l’ha organizzata. Domani in piazza Sant’Antonio, dalle 10 alle 13 e dalle 17 alle 21, è stata organizzata una raccolta di indumenti usati da destinare al campo profughi di Manduria. Chi vuole può contribuire, per aiutare chi oggi ha bisogno.
L’altra sera il Presidente della Repubblica ha dedicato il tradizionale messaggio di fine anno ai giovani, alle nuove generazioni del nostro paese. E ha toccato in particolar modo il problema del gran numero di giovani che non riescono a trovare un'occupazione.
Questo è stato il punto centrale del discorso:
Gli ultimi dati ci dicono che le persone in cerca di occupazione sono tornate a superare i due milioni, di cui quasi uno nel Mezzogiorno ; e che il tasso di disoccupazione nella fascia di età tra i 15 anni e i 24 ha raggiunto il 24,7 per cento nel paese, il 35,2 nel Mezzogiorno e ancor più tra le giovani donne. Sono dati che debbono diventare l'assillo comune della Nazione. Se non apriamo a questi ragazzi nuove possibilità di occupazione e di vita dignitosa, nuove opportunità di affermazione sociale, la partita del futuro è persa non solo per loro, ma per tutti, per l'Italia : ed è in scacco la democrazia.
Parole importanti che vanno a merito del Capo dello Stato, il quale segnala quello che è ormai un dato sociale preoccupante e non più rinviabile. Le forze giovani e attive su cui ogni società dovrebbe puntare, attraverso il ricambio generazionale, per mantenersi in equilibrio economico e sociale escluse dal lavoro e quindi dalla possibilità di progettare un futuro lavorativo, personale, familiare dignitoso.

Per non parlare poi del problema del precariato, in particolar modo quello legato ai cosiddetti contratti di lavoro parasubordinato, che oggi caratterizza la gran parte delle persone occupate dai 20 ai 40 anni.
E cosa accadrà domani quando questi lavoratori andranno in pensione? Chi è andato in pensione fino al 1995 infatti gode di un trattamento pensionistico legato all'ultima retribuzione. Oggi il 27,4% degli attuali pensionati riceve puntualmente alla fine di ogni mese una pensione di circa 1.500.
Per chi è venuto dopo, vale invece il sistema contributivo, legato cioè ai contributi versati nella carriera lavorativa. Calcolando poi che i contratti atipici, oltre a prevedere bassi compensi, incertezza sulla durata nel tempo, sono caratterizzati tra l'altro da contributi molto più bassi rispetto ai contratti "tradizionali", quelli delle generazioni precedenti, il quadro non è molto incoraggiante.
Quindi i milioni di lavoratori precari di oggi, a fronte di uno stipendio (quando va bene) intorno agli 800/900 euro al mese matureranno una pensione di 340 euro. Anche se avranno pagato contributi per decenni. Per la prima volta nella storia le nuove generazioni staranno peggio di quelle precedenti. Ci sarà, se le cose continuano così, un enorme esercito di nuovi poveri.

Tant'è che l'Inps non fornisce ai precari la simulazione online della loro pensione futura come fa con gli altri lavoratori: il presidente dell'Inps ha spiegato qualche mese fa che se ciò avvenisse "rischieremmo un sommovimento sociale".
Come si fa, in queste condizioni, a progettare un futuro, una famiglia, una vita come era normale fino a qualche anno fa e come sarebbe diritto individuale di ognuno?
Molto interessante al riguardo questo intervento del giornalista e blogger Mario Adinolfi. Dateci una "guardata".
E intanto cosa ha fatto di concreto la politica in questi anni? Parole, parole e solo parole. Soprattutto in campagna elettorale. E poi? Per non parlare di alcune perle clamorose pronunciate negli ultimi anni, in maniera spesso anche trasversale. Dai “bamboccioni” fino al consiglio di sposare il figlio del premier.
Tanti anni fa, quando si stava ricostruendo l’Italia distrutta dalla dittatura e dalla guerra, uno dei più grandi statisti del nostro secolo, Alcide De Gasperi tracciò una profonda differenza tra politici e statisti, spiegando: “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione".