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venerdì 2 gennaio 2015

Quelli che non contano niente


Ad inizio di questo nuovo anno,  voglio condividere con voi una bellissima
 lettera di don Tonino Bello.

Si parla di una città, quella di ognuno di noi. E della speranza.
Potete leggerla qui sotto o ascoltarla nel video.





A coloro che non contano niente.


Carissimi, sono un po' triste, perché so che questa lettera forse non la leggerete. Quelli che non contano niente, di solito, giornali non ne comprano. Prima di tutto perché non hanno soldi da sprecare. E poi perché i giornali sono divenuti difficili. Anche quelli della chiesa. Si rivolgono quasi sempre a persone istruite. E trattano argomenti che non hanno nulla a che fare con i problemi che voi vivete, con le difficoltà in cui vi dibattete, con l'indifferenza che vi circonda. 

Voi non fate storia. Qualche volta fate cronaca: quasi sempre cronaca nera. Eppure, chi conosce la trama dei vostri giorni sfilacciati sa che avreste da raccontare tanta cronaca bianca, da far trasalire la città. Ma la cronaca bianca non fa notizia. Voi non fate storia. Perché non sapete parlare. E, anche quando vi sentite bruciare dentro le ingiustizie della terra, le parole vi muoiono in bocca. Anzi, vi capita di pensare che, forse, ad aver torto siete voi. Voi non fate peso. Eppure siete turba. 

Quelli che contano si ricordano di voi all'occasione del voto. Ma dopo quel momento, siete solo di peso. Voi appartenete al mondo sommerso della città. Quello che non cambia mai. Perché, i mutamenti riguardano quasi sempre la superficie. Come succede sul mare: oggi è scirocco e le onde vanno di qua, domani è tramontana e le onde sbattono di là. I fondali, però, rimangono inalterati. La politica vi passa sulla testa. Ogni tanto, di sopra, cambia lo «scenario», come dicono oggi. Ma voi rimanete sempre sotto la botola. Al massimo, bene che vi vada, raggiungete il livello di calpestio. Anche la religione vi passa sulla testa. E' vero che qualche volta vi afferra il cuore, fino a farvi lacrimare. Ma più per quei crepacci di mistero che si aprono sul pavimento, che per quelle fessure di luce che si squarciano sul tetto.

Di solito, voi rimanete estranei all'eloquenza del rito. Vi sfugge la profondità dei segni. Non capite il senso di certe parole. Ebbene, con la stessa sofferenza di Gesù che ebbe compassione delle folle desidero rivolgermi proprio a voi. A voi che non contate nulla agli occhi degli uomini, ma che davanti agli occhi di Dio siete grandi. Appunto, questa è la cosa più urgente che voglio dirvi: davanti agli occhi di Dio voi siete grandi. Per lui, infatti, meriti personali a parte, Giovanni Paolo II è importante come Antonio, che fa il subacqueo di frodo per campare la sua famiglia. Gorbaciov vale quanto Pantaleo che, come un ebete, se ne va in giro tutto il giorno col cane. E Nelson Mandela, liberato nella gloria, ha le stesse quotazioni di Said, negro anche lui, ma che, braccato dal disinteresse generale, è rimasto prigioniero nelle sacche della miseria della nostra città. 

Coraggio! Dio non fa graduatorie. Non sempre si lascia incantare da chi sa parlare meglio. Non sempre, rispetto ai sospiri dignitosi del povero, dà la precedenza al canto gregoriano che risuona nelle chiese. Né sempre si fa sedurre dal profumo dell'incenso, più di quanto non si accorga del tanfo che sale dai sotterranei della storia. Desidero rivolgermi a voi, perché sono convinto che il rinnovamento spirituale può partire solo da coloro che non contano niente. 

Riappropriatevi della città. Non sopportatela, ma vivetela. Vedrete: le cose cambieranno. Diversamente, non basterà il ristrutturarsi delle istituzioni democratiche. Non saranno sufficienti i buoni propositi dei partiti. Non approderà a nulla l'infittirsi delle cosiddette scuole di politica. Saranno inutili i più raffinati programmi pastorali. E non invertiranno la corsa del mondo neppure i proclami dei vescovi. L'avvenire ha i piedi scalzi, diceva uno scrittore francese. E voleva intendere che il futuro lo costruiscono i poveri. Sì, il processo di conversione deve cominciare da voi. 

Se voi riuscirete a liberarvi dalla rassegnazione, se riporrete maggiore fiducia nella solidarietà, se la romperete con lo stile pernicioso della delega, se non vi venderete la dignità per un piatto di lenticchie, se sarete così tenaci da esercitare un controllo costante su coloro che vi amministrano, se provocherete i credenti in Cristo a passare armi e bagagli dalla vostra parte, non tarderemo a vedere i segni della Risurrezione. Anche per la Chiesa verranno tempi nuovi. E dal domicilio dei poveri, si sprigionerà un così forte potenziale evangelizzatore, che la città traboccherà di speranza.

 Don Tonino Bello (4 Marzo 1990)




Tribuna Libera

mercoledì 12 febbraio 2014

A scuola di politica





Continua il cammino formativo della Scuola di formazione, di conoscenza e di approfondimento al Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, organizzato dal Movimento Lavoratori di Azione Cattolica in piena sintonia con la Presidenza Diocesana di Azione Cattolica della Diocesi di Oria. Questa sera alle ore 18.30 presso la sala convegni dei P.P. Redentoristi di Francavilla Fontana in via Crocifisso della Pietà, 2, il quarto appuntamento si aprirà con la relazione di don Lucio Ciardo – Coordinatore regione Puglia del Progetto Policoro che ha condiviso alcune importanti e significative riflessioni sulla “Destinazione Universale dei Beni”, sui “Principi della Solidarietà e della Sussidiarietà” e sulla “Via della Carità”, Interverranno il dott. Carlo Gasparro - Docente di diritto del Lavoro Università Lum Jena Monnet e Mons. Luigi Renna – Rettore del Pontificio Seminario Maggiore Pugliese Pio XI e docente di Teologia Morale c/o la Facoltà Teologica Pugliese che continueranno ad analizzare il Capitolo IV del Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa facendo particolare riferimento al “Significato dell’Unità”, al “Principio del Bene Comune” e ai “Compiti della Comunità”.



Tribuna Libera

giovedì 1 agosto 2013

Tu da che parte stai?





Caso 1)

"Filippo P., 34enne che nel 2010 ha perso il suo lavoro già precario. Ha una moglie e un figlio di 4 anni. Due settimane fa era stato arrestato per aver rubato del pane, del latte e del prosciutto.  Ieri sera però è stato di nuovo sorpreso al supermercato Conad di Corso Francia mentre rubava un pezzo di arrosto sotto vuoto, un pezzo di formaggio e una bottiglia d'olio. Valore della refurtiva poche decine di euro. I vigilantes del supermercato lo hanno bloccato e hanno chiamato i carabinieri.I militari, giunti sul posto, hanno arrestato l'uomo con l'accusa di furto aggravato. Stamattina in tribunale la convalida dell'arresto e il nuovo processo per direttissima". Link


Caso 2)

"Diventa definitiva la pena per il leader del Pdl, colpevole di frode fiscale, ma la Cassazione rinvia in Corte d'appello a Milano la rideterminazione della pena accessoria. Per il Cavaliere la prospettiva degli arresti domiciliari o dell'affidamento ai servizi sociali per l'anno non coperto da indultoDei quattro anni, tre sono coperti da indulto e l’ex premier – che comunque non andrà in carcere perché ultrasettantenne – potrà scontare la pena agli arresti domiciliari o chiedere l’affidamento ai servizi sociali". Link





"Tu da che parte stai ...?
Di chi ruba nei supermercati o di chi li ha costruiti.. rubando?"
(Francesco De Gregori)







Tribuna Libera

martedì 23 aprile 2013

Questi sono i servizi sociali?



Una storia straziante che sta facendo il giro del web e non solo.







BATTIPAGLIA (SALERNO)  - Durano una manciata di minuti, con il drammatico pianto di due bambini in sottofondo a rendere ancora più triste la storia, i momenti del prelievo forzato da parte della polizia di due fratellini di 7 ed 8 anni destinati dal Tribunale dei minori ad una casa famiglia. Un video choc effettuato dalla madre, un'insegnante di 46 anni di Battipaglia (Salerno), proprio nei pressi della sua abitazione, dove i bimbi stavano tornando e dove ad attenderli vi erano alcuni agenti, un'assistente sociale ed una psicologa del Comune. Lei, la madre, è accusata dalla sezione minorile della Corte d'Appello di Salerno, di PAS, acronimo che sta per 'Parental Alienation Syndrome', un disturbo attraverso il quale la donna, agendo sulla psicologia dei bambini, tenterebbe di metterli contro il padre, dal quale è separata. Di qui, la decisione del tribunale minorile di sottrarre i fratellini alla potestà della madre per affidarli temporaneamente ad una casa famiglia, in attesa di una vera e propria adozione. La vicenda è diventata pubblica con il video del Corriere del Mezzogiorno. (ANSA)



La PAS  (sindrome da alienazione parentale) non è riconosciuta come un disturbo psicopatologico dalla grande maggioranza della comunità scientifica e legale internazionale.


SENZA PAROLE.






Tribuna Libera

venerdì 19 aprile 2013

venerdì 22 marzo 2013

Manifestazione in piazza Plebiscito, a Ceglie Messapica


Ieri pomeriggio, anche a Ceglie si è celebrata, in piazza Plebiscito, la 18esima Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie.

Ecco alcune foto della serata, scattate da Francesco Salonna.










Tribuna Libera

giovedì 24 gennaio 2013

Grazie a Giovanni Impastato



Precisazione

Leggo sul blog gestito dal blogger Domenico Biondi un post dal titolo tra il nonsense e il pessimo gusto:

"Lasciate che i bambini vadano da lui ..........

Sono rimasto sorpreso nel vedere la foto della mia figlia più piccola pubblicata in quello che si autodefinisce (bontà sua!) IL BLOG PIU’ ODIATO DELLA BLOGOSFERA MESSAPICA. Mia figlia è capace di intendere e di volere però… è minorenne e fino a prova contraria io e mia moglie siamo responsabili della sua educazione e delle sue azioni".

(la parte finale è stata poi sostituita con: " ...considerato che è stata inserita senza nostra autorizzazione in un contesto propagandistico politico").



Probabilmente il signore suddetto si riferisce ad una foto scattata durante l'incontro degli studenti dell'Agostinelli con Giovanni Impastato, presso il Teatro comunale, per la presentazione del libro che parla della morte di Peppino Impastato. Un'iniziativa lodevole che affronta temi sociali importanti e che bene hanno fatto i nostri giovani concittadini a volere e organizzare. I nostri giovani sono molto attenti a temi come quello della legalità e quella da loro organizzata ha un notevole valore sociale e di cronaca.
Premetto che a questo momento (ore 17 circa) non ho ricevuto alcuna richiesta di cancellazione della foto da parte del blogger citato all'inizio né da altre persone. Foto che mi è stata fornita gentilmente dagli studenti (che naturalmente non hanno nessuna "colpa").. Ma, naturalmente, pur non vedendoci niente di male, se questa foto crea problemi o disagio cancello quella a cui presumibilmente il blogger si riferisce (non ho elementi chiari per saperlo).  Naturalmente il blogger che ha i miei recapiti privati avrebbe potuto segnalarmelo direttamente e avrei provveduto celermente. Cosa che non è stata misteriosamente fatta. E, proprio per evitare noiosi teatrini e non rovinare una manifestazione così importante ho proceduto alla cancellazione. Come dicono i latini, però, "est modus in rebus".

P.s.: le foto, come gli stessi studenti hanno precisato sul blog di Biondi, sono state scattate durante un evento scolastico a-partitico e non  in un "contesto propagandistico partitico". Tra l'altro al sottoscritto di fare "propaganda politica" o strumentalizzazioni politiche non gliene può fregare di meno ... Ad altri non so e non mi interessa.


Naturalmente a questa precisazione non è stato dato alcun risalto sul blog in questione.
Questione di stile. Nulla di nuovo.

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Quello di ieri sera è stato un incontro molto coinvolgente e molto partecipato ...







Ieri sera a Ceglie Messapica affollatissima iniziativa pubblica con Giovanni Impastato che ha presentato il suo libro sulla vita del fratello Peppino Impastato, ucciso dalla mafia. Alla presenza del Consigliere comunale Nicola Trinchera e del Consigliere regionale Toni Matarrelli, ha coordinato la serata la Segretaria del Circolo Sel “Peppino Impastato”, Romina AlbanoAlla presenza di una sala gremita soprattutto di giovani, ha poi preso la parola l’autore Giovanni Impastato che ha subito chiarito di non sentirsi uno scrittore e con linguaggio semplice e diretto, ha ripercorso la storia del fratello, così come raccontata nel libro. Per questo il libro si presenta sotto forma di intervista, rivolta allo stesso Giovanni Impastato da parte di Franco Vassia. Continua a leggere





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E questa mattina Giovanni Impastato ha parlato di legalità anche agli studenti del Liceo "C. Agostinelli", riuniti in assemblea d'istituto presso il Teatro Comunale.

(Grazie a Gianni Gentile per le foto)













Tribuna Libera

martedì 22 maggio 2012

UN GIORNO, PER CASO ...







Leggiamo su BrindisiReport:


BRINDISI – Raffaele Niccoli è stato il primo mostro sbattuto in prima pagina e finito in tv come il possibile attentatore della strage della scuola Morvillo-Falcone. Era stato ascoltato in questura, per sei ore, nella notte tra sabato e domenica, e poi rimandato a casa senza essere iscritto nel registro degli indagati. La mattina dopo ha trovato la sua faccia sotto il fotogramma dell’attentatore, accompagnata dalla scritta: «Sotto torchio per 36 ore».  Per Niccoli, maresciallo dell’aeronautica in pensione, 63 anni appena compiuti, sposato e “amabilmente divorziato”, padre di tre figli, nonno di due nipotini, è iniziato un incubo. Che per fortuna è finito presto. Ma ora annuncia querele per diffamazione, cause civili e denunce all’Ordine dei Giornalisti. LEGGI L'INTERVISTA





Il "tribunale del popolo", ai tempi 2.0
Ma non è solo una parte della stampa che si è avventurata in affermazioni troppo premature e precipitose. Il peggio lo hanno dato i social networks, alcuni blog e forum vari. Riprendendo e amplificando notizie inesatte e incerte, alla ricerca dello scoop casereccio-amatoriale, per un'inutile e triste ricerca di qualche accesso o per un "mi piacein più. 


Inutile, soprattutto di fronte a una tragedia come questa. Internet dovrebbe essere il luogo della libertà di discussione, ma non della libertà di amplificare cose non vere (uno "scivolone" professionale può anche accadere per la fretta, ma è dovere correggersi e scusarsi) che rischiano di travolgere persone innocenti. Poi magari viene tutto cancellato dall'internauta pentito, però il danno resta. La domanda da farsi è: "... e se mi fossi trovato io in quella situazione assurda e si fosse parlato di me, con una mia foto in giro per internet?". Accusato di un reato gravissimo tra l'altro...
Voi cosa vi rispondereste?







La questione è ben affrontata anche in un altro articolo, sempre su BrindisiReport


Ormai il circo mediatico si è messo in moto e c’è sempre qualcuno pronto a bruciare un nome o una notizia. Tanto chi se ne frega: pur di poter dire “siamo stati i primi a pubblicarlo”, si danno in pasto all’opinione pubblica nomi e cognomi di gente non indagata, ma solo condotta in questura per essere interrogata. E se lo scrive un giornalista, lo devono scrivere tutti, perché altrimenti si rischia di bucare la notizia. LEGGI TUTTO



C'è da riflettere. Molto.

Lasciamo lavorare gli organi inquirenti. Senza spettacolarizzazioni.





Tribuna Libera

martedì 6 marzo 2012

La lotta alla mafia passa anche da Ceglie





Ricevo e pubblico volentieri questo invito.


Questa sera, martedì 06 marzo alle ore 19.00 presso il salone parrocchiale della Chiesa Madre, don Gianni Caliandro in qualità di parroco e presidente del centro di ascolto Caritas "In cammino" invita i cittadini e le associazioni locali ad un incontro di preparazione per la giornata del 21 marzo che si svolge tutti gli anni in ricordo di tutte le vittime di mafia.








Tribuna Libera

lunedì 2 gennaio 2012

Il no alla “Casta” passa anche da Ceglie



La notizia la leggiamo sul sito del Comune di Ceglie.

Fino al 15 marzo 2012, infatti, anche presso il nostro Comune è possibile firmare, per chi volesse, una proposta di legge d'iniziativa popolare, nata su Facebook e composta da un solo articolo. Questo:


ART. 1

I parlamentari italiani eletti al Senato della repubblica, alla Camera dei deputati, i ministri, i consiglieri e gli assessori regionali, provinciali e comunali, i governatori delle Regioni, i Presidenti delle Province eletti dai cittadini, i sindaci, i funzionari nominati nelle aziende a partecipazione statale ed equiparati non debbono percepire, a titolo di emolumenti, stipendi, indennità, tenuto conto del costo della vita e del potere reale di acquisto, più della media aritmetica europea degli eletti negli altri Paesi dell'Unione per incarichi equivalenti

Clicca qui



La raccolta firme viene effettuata tramite appositi moduli vidimati depositati negli uffici elettorali dei comuni italiani.


firma per riduzione stipendi casta

Cliccando qui invece potete leggere il sito ufficiale dei promotori dell'iniziativa legislativa popolare.


Non è una proposta malvagia, no?






Tribuna Libera

giovedì 29 dicembre 2011

Il silenzio è d'oro


Sta facendo discutere in questi giorni un'esternazione dell'arcivescovo di Brindisi che ha testualmente affermato che “la comunione non é amministrabile ad omosessuali ben noti e di cui si conoscono gli atteggiamenti di aperta apologia".

Da cattolico “adulto” resto molto perplesso. Al Catechismo mi hanno insegnato che per ricevere la Comunione bisognasse essere in Grazia di Dio, con la confessione dei propri peccati. Non ho mai sentito parlare della necessità di essere eterosessuali.

Anche perchè, giustamente, nell'intervista non si esclude che persone omosessuali possano, da sacerdoti, amministrare i sacramenti. E meno male, ci mancherebbe pure! Anche per questo il discorso del monsignore appare ulteriormente contraddittorio nella sua non condivisibilità.

Attendiamo ulteriori dichiarazioni di “scomunica” per quelle coppie battezzate che praticano apertamente e “con atteggiamenti di apologia” lo scambismo di coppia o che altrettanto apertamente hanno da tempo e "notoriamente" l'amante o di chi, con un non celato orgoglio, evade o elude le tasse.



Tribuna Libera

venerdì 22 luglio 2011

Politica, etica e giornalismo


Cattolici in politica

Qualche giorno, fa a Roma, il Forum delle Persone e delle Associazioni di ispirazione cattolica nel Mondo del Lavoro promosso da Cisl, Mcl, Acli, Confcooperative, Confartigianato, Cdo, Col diretti) ha presentato il “Manifesto per la Buona politica e per il Bene comune” che come stella polare i valori della dottrina sociale della Chiesa.

Un documento importante in un momento storico-politico così complesso e controverso quale quello che stiamo attraversando. E in cui i valori cattolici sono sempre meno rappresentati nell'agenda politica italiana, così come nelle scelte legislative e negli esempi concreti della politica. E questo avviene, purtroppo, in maniera trasversale nella grandissima parte dei partiti, piccoli o grandi che siano.


“E’ giunto finalmente il momento di un cambio di passo. E’ tempo che sia apra nella politica uno scenario nuovo. La situazione nel Paese è diventata insostenibile. Noi non intendiamo rassegnarci rassegniamo al declino dell’Italia. E’ possibile aggregare le forze sociali del Paese per esprimere un progetto di cambiamento” ha commentato il presidente nazionale delle Acli, Andrea Olivero.


LEGGI IL MANIFESTO


Nuove regole per i giornalisti


L’Ordine dei Giornalisti della Puglia ha varato di recente alcune nuove regole ai fini dell’iscrizione presso l’elenco dei giornalisti pubblicisti. Le nuove regole riguardano il numero di numero di articoli da presentare, la retribuzione minima e l’obbligo di partecipazione ai corsi di formazione sulle disposizioni normative e deontologiche attinenti alla professione giornalistica.

Uno dei problemi principali del giornalismo italiano resta quello della precarietà di tanti giornalisti, che colpisce soprattutto le generazioni più giovani di cronisti. E ne risente anche l'informazione stessa, che è sempre meno libera e sempre più condizionata.

La nostra città è ancora scossa dalla tragedia che ha visto come protagonista Pierpaolo Faggiano. Una tragedia, avvenuta esattamente un mese fa, che è diventata un simbolo di un problema generazionale che non può essere più sopportato e taciuto.

Per questo, l’Ordine nazionale dei giornalisti, in collaborazione con la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, l'Ordine dei giornalisti della Toscana e l'Assostampa Toscana, ha chiamato a raccolta per i prossimi 7 e 8 ottobre a Firenze colleghi da tutta Italia per concorrere a dar vita alla ‘Carta di Firenze’.



L’obiettivo è un documento condiviso, di tutti, nato dal basso per poi essere approvato e fatto proprio dall’Ordine.

La Carta – ha detto il responsabile dell’Osservatorio sul precariato dell’Odg Nazionale, Fabrizio Morviduccisarà dedicata alla memoria di Pier Paolo Faggiano, collega che ha denunciato la difficile condizione di molti giornalisti con un gesto estremo. Aspettiamo segnali concreti dalla politica, dalle istituzioni, dai colleghi. La Carta di Firenze è per noi una irrinunciabile azione decisa per dare nuova forza e dignità alla nostra professione”.



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Gli appuntamenti a Ceglie per il tempo libero

Vai sul blog “Eventi a Ceglie

CLICCA QUI

L’aggiornamento è continuo


Per segnalazioni via e-mail: diogenemessapico@gmail.com




Tribuna Libera

sabato 19 febbraio 2011

Deontologia



In democrazia esiste un principio fondamentale che va sotto il nome di “diritto di informazione” e che è un diritto per i cittadini e un dovere per gli organi di informazione. Anche la cronaca giudiziaria (arresti, processi, ecc.) rientra in questo diritto. In particolar modo quando essa riguarda personaggi pubblici, in particolare personaggi che rappresentano i cittadini in seguito al voto democratico.

Il problema si pone quando la cronaca giudiziaria ha per protagonisti persone che non sono personaggi pubblici. E’ naturale che bisogna valutare quella che nella deontologia giornalistica si definisce “l’essenzialità” di una notizia e attuare una serie di tutele rispetto ad un comune cittadino indagato per qualche ipotesi di reato o sottoposto a misure di privazione della libertà personale (es. sigle invece del nome e cognome, divieto di pubblicazione di foto segnaletiche, ecc). Naturalmente bisogna anche considerare l'interesse pubblico, rispetto al singolo caso, a che i nomi dei soggetti di cronaca siano pubblicati e che quindi vengano a conoscenza dell'opinione pubblica. Non si può pretendere che i fatti non vengano raccontati, nè che i nomi non si sappiano. Ma bisogna valutare caso per caso, sulla base della gravità del fatto e dell'interesse pubblico a che i nomi si sappiano.

Questo per i giornalisti. Ma per i blog che non sono organi di informazione? Questa riflessione nasce in seguito ad un fatto di cronaca giudiziaria che ieri ha visto protagonista un nostro concittadino. Alcuni blog locali hanno ripreso la notizia mettendola in tutta evidenza. Il nome della persona non è stato citato nei post, però nei link allegati era chiaramente leggibile. La notizia inoltre era accompagnata da commenti. Mi chiedo: è giusto tutto ciò? Non sto dicendo che non bisogna parlare delle notizie di cronaca in assoluto. ma mi chiedo: ci sarà un motivo per cui nessun quotidiano ha riportato la notizia? Forse non c'era l'interesse pubblico, il fatto non era "notiziabile".


Viviamo in una cittadina in cui ci conosciamo più o meno, direttamente o indirettamente, tutti. Inserire una “notizia” così dettagliata sui blog, che sono molto letti e seguiti e dove chiunque può lasciare il proprio commento, è davvero opportuno? Perché sottoporre questi fatti delicati alla prevedibile curiosità di tante persone che subito si precipitano alla ricerca dei soliti dati (“Cì et?”, “A cì apparten?”) e anche alla possibilità di “commentare”, magari anonimamente, questi fatti di cronaca giudiziaria? Anche il mettere in dubbio la vicenda (parlandone in “prima pagina” su un blog) non fa altro che alimentare questo circuito “mediatico”. Per cosa poi? Per qualche accesso in più di gente curiosa? E a cosa serve alla fine?

Quando accadono queste cose bisogna essere sempre molto prudenti nello scrivere. Non è obbligatorio, per noi blogger, scrivere di tutto sui blog che sono semplici spazi personali (anche perché spesso quelle che sarebbero notizie di pubblico interesse non le vediamo molto citate e analizzate sui blog).

A dare le notizie ci pensano comunque già gli organi di stampa che fanno questo lavoro. In un caso di cronaca giudiziaria, come quello di cui si parla oggi, è opportuno usare prudenza e ponderazione, soprattutto poiché i blog non sono quotidiani, non sono organi di informazione. E se proprio ci si vuole cimentare a fare i giornalisti dilettanti del fine settimana, almeno si tengano presenti le regole deontologiche fondamentali. Soprattutto per rispetto dell’immagine delle persone e delle loro famiglie.

Tribuna Libera