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mercoledì 27 marzo 2019

Quando li chiamavano "Sovversivi"




In un momento in cui c'è chi rivaluta fascismo e dittature, ricordiamo queste grandi persone, figli della nostra terra, che si sacrificarono per la libertà di tutti.








Venerdì 29 marzo alle ore 17,00 nell’atrio del Municipio di Ceglie Messapica sarà presentata la mostra documentaria e fotografica dal titolo "Sovversivi (1900–1943)", curata dall’Archivio di Stato di Brindisi e dal Comitato provinciale ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani), in collaborazione con il Comune di Ceglie Messapica. 

La mostra sarà visitabile fino al 5 maggio, dal lunedì al sabato dalle 17.00 alle 19.00 e la domenica dalle 16.00 alle 19.00. L’ingresso è libero e gratuito.





Dopo i saluti dei rappresentanti dell'Amministrazione comunale oltre che di
Maria Ventricelli, direttore dell’Archivio di Stato, Donato Rapito, responsabile ANPI  Ceglie, e Donato Peccerillo, presidente provinciale dell’ANPI, interverrà il prof. Vito Antonio Leuzzi (in foto), direttore dell’Istituto pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea. Seguirà la visita al percorso espositivo allestito nelle sale del Museo Archeologico e di Arte Contemporanea.





La mostra, arricchita da una ricerca del tutto inedita su fatti e personaggi cegliesi, approda a Ceglie in un’ulteriore tappa del suo viaggio in provincia di Brindisi: dopo l’esordio a Brindisi nel 2013, trasformata in pannelli fotografici, è stata infatti proposta nel 2015 a Mesagne e a San Pancrazio e nel 2016 ad Ostuni, con larghissimo consenso di pubblico. 








Chi erano i "sovversivi"?


Con il nome generico di “sovversivi” vennero indicati nel 1894, durante il governo Crispi, gli oppositori politici più pericolosi. In seguito la stessa definizione fu attribuita agli antifascisti e, alla caduta del regime, agli ex squadristi e gerarchi fascisti. 

La mostra prende le mosse dalle vicende dei primi “sovversivi”, i socialisti fondatori all’inizio del ‘900 delle leghe e della Camera del lavoro, come Giuseppe Prampolini e Felice Assennato per Brindisi e Cosimo Suma e Donato Virgilio Elia per Ceglie, e dai primi scontri tra fascisti e antifascisti, quale a Ceglie la spedizione punitiva squadrista della vigilia dell’Immacolata del 1922. 



Si passa poi a descrivere, nella seconda sezione, l’instaurarsi della dittatura di Mussolini e gli strumenti adottati per reprimere il dissenso politico. Infine si raccontano le storie di alcuni antifascisti – contadini, muratori, artigiani, intellettuali – che sacrificarono la loro vita e quella delle loro famiglie per opporsi al regime, fino alla sua caduta e alla ripresa dell’attività politica dei partiti. 

Anche in questa sezione non mancano gli approfondimenti su ‘microstorie’ e personaggi cegliesi, come Giuseppe Lodedo, Leonardo Chirulli, Rocco Spina, Francesco Barletta e molti altri che subirono il carcere o il confino, e sul ruolo direttivo che il locale comitato comunista clandestino ebbe nei confronti dei movimenti di Brindisi e provincia. 


A conclusione del percorso, un pannello è dedicato al cegliese Francesco Ricci, personaggio esemplare per la durata e costanza dell’impegno politico prima, durante e dopo il regime e per il ruolo ricoperto nelle file della lotta clandestina.

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Alcune foto dell'archivio di Donato Rapito:

Leonardo Chirulli, Rocco Chirico, Oronzo Vitale, Gennaro Conte e Giovanni Putignano, alcuni degli antifascisti di Ceglie Messapica intervistati anni fa da RAI 3.





Informazioni di servizio 

Sono previste visite guidate per scolaresche, a cura dell’Archivio di Stato e di ANPI Ceglie, in orari antimeridiani, esclusivamente su prenotazione (per informazioni tel. 339 50593077 / 333 255886).



Fonte: comunicato a cura dell’Archivio di Stato di Brindisi – ANPI – Brindisi.



Tribuna Libera

giovedì 22 novembre 2018

Ricordando il maestro Cosimo Epicoco









Domani, venerdì 23 novembre, alle ore 17.30 presso il Secondo Istituto Comprensivo Statale in Via Francavilla, ci sarà una manifestazione in ricordo del maestro ed educatore Cosimo Epicoco a cento anni dalla sua nascita.



Verrà presentato il libro "Cosimo Epicoco. Sul filo delle memorie 1918 -2018" a cura di Annamaria Epicoco, figlia del maestro. In programma anche l'intervento del Magnifico Rettore dell'Università di Bari Prof. Antonio Uricchio. Nel corso della serata sarà possibile visitare anche la mostra documentale organizzata grazie allo storico Michele Ciracì. 







Dopo il saluto di benvenuto da parte del sindaco Luigi Caroli, del prof. Pietro Federico (Dirigente scolastico del II Istituto comprensivo statale) e l'intervento di Annamaria Epicoco, prenderanno la parola Vito Antonio Leuzzi (Direttore dell'IPSAIC, storico), Vincenzo Gasparro (Poeta e scrittore), gli storici Michele Ciracì e Gaetano Scatigna Minghetti e la giornalista Agata Scarafilo.







per rileggere un precedente post sul maestro Epicoco con la sua storia.







Tribuna Libera

venerdì 14 settembre 2018

L'8 Settembre di nonno Oronzo






Negli ultimi giorni si è tornato a parlare dell'8 Settembre. Lo si è fatto come argomento per sottolineare la confusione su questa data importante per la memoria storica del nostro Paese da parte di chi ci governa. Ma non è di questo che vorrei parlarvi oggi.






L'8 settembre 1943, come sapete, è il giorno in cui viene reso pubblico, nel corso della II Guerra mondiale, l'armistizio tra Italia e Alleati e l'inizio della nostra co-belligeranza  al fianco di questi ultimi contro la Germania nazista. Da qui tutta la tragedia che ne seguirà fino alla sconfitta definitiva del nazifascismo e la nascita della nuova Italia finalmente libera, democratica e repubblicana.

Ma dietro ai grandi eventi e ai grandi protagonisti ci sono le singole persone comuni, milioni di vite attraversate dal vortice di avvenimenti drammatici e sanguinari di quegli anni.




Tra questi vi voglio parlare di un cegliese, Oronzo Lodedo, mandato come tanti giovani al fronte, lontano, e da cui molti di loro non sarebbero tornati vivi. Suo nipote, Massimo Santacroce, ci ha regalato il  racconto fattogli dal nonno su quel giorno che avrebbe cambiato la storia dell'Italia, appunto l'8 settembre.




8 SETTEMBRE 1943.

"L' Italia si arrende dopo essere stata invasa dagli angloamericani. Monarchia, governo e vertici delle forze armate fuggono a Brindisi lasciando le truppe senza ordini abbandonate a se stesse sui vari fronti. Inizia la guerra civile che si protrae ufficialmente fino al 25 Aprile 1945 con la liberazione di Milano.

Mio nonno Oronzo, un soldato semplice cegliese, si trovava in servizio sul fronte jugoslavo. Contadino, orfano con 11 fratelli, si era sposato e dopo 6 mesi era stato richiamato alle armi. Suo padre era morto sull'Isonzo a 21 anni durante la Grande Guerra. Per paura di lasciare a sua volta un orfano di guerra mise incinta mia nonna solo a guerra finita.


Nonno Oronzo era stato appena decorato per essere sopravvissuto ad un'imboscata dei partigiani di Tito che avevano sterminato il suo plotone. Ferito al piede da una pallottola piangeva per i suoi amici morti, per i suoi nemici dilaniati dalle bombe a mano che aveva gettato e per la distruzione delle scarpe nuove della sua misura che aveva finalmente appena ricevuto.

L' 8 settembre 1943 viene sciolta la sua divisione (400.000 uomini) e inizia la fuga. Rientrerà a Ceglie due mesi dopo, a piedi, accolto dalla suocera con il fucile spianato e pronta a sparare in quanto irriconoscibile. 

Molti suoi compagni di viaggio vennero catturati e/o uccisi dai tedeschi e dai partigiani. Dovette nascondersi in un rifugio sotto dei fichi d'india fino all'amnistia del 1946 in quanto disertore. Fu riabilitato 40 anni dopo.

Nonno Oronzo non ha mai capito cosa accadde l'8 settembre.
Mi diceva solo: "scappavano tutti".





Tribuna Libera

lunedì 16 aprile 2018

Antifascismo







Per venerdì 20 aprile ale ore 18, l'ANPI (Associazione nazionale partigiani) e l'asscoiaizone Libera Conferenza aperta al pubblico di Ceglie Messapica hanno organizzato presso il MAAC in via Enrico De Nicola una conferenza dal titolo: "25 aprile - 1° maggio | Ceglie Messapica: dall'antifascismo alle lotte popolari. Ascoltare per non dimenticare".

Interverranno il prof. Vito Antonio Leuzzi (storico e presidente dell'Istituto per la storia dell'Antifascismo e dell'Italia contemporanea), Antonio Macchia (segretario Generale CGIL Brindisi), Donato Peccerillo (presidente ANPI Provinciale, Brindisi), Daniela Trisolino (Presidio LIBERA Ceglie Messapica). Modera: Donato Rapito (ANPI Ceglie Messapica).



Tribuna Libera

giovedì 12 aprile 2018

L'incredibile storia di "Sepp' di sobba li sierr" e la caccia al tesoro




Il 25 aprile alle ore 10.00, la Pro Loco di Ceglie Messapica in collaborazione con l’amministrazione comunale e la consulta delle associazioni, in particolare con l’impegno prezioso delle associazioni Amici del Borgo Antico, Mitt Affett, Atletica, Attiamo Ceglie e Unitre, presenta la 1° caccia al tesoro del“ contadino cegliese Sepp di sobb li sierr”, una caccia al tesoro che mira a riscoprire il patrimonio culturale, storico e gastronomico della nostra città, attraverso un approccio divertente e spensierato che coinvolgerà gruppi di amici, ragazzi e famiglie. 


I membri delle squadre per quel giorno saranno un po’ tutti “Sepp di sobb li sierr”, un contadino non inventato ma reale e conosciuto nel passato della realtà cegliese che, stanco del lavoro nelle sue terre si reca nel centro della città alla riscoperta di monumenti, vicoli e prodotti tipici.



Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione entro la data ultima del 21 aprile 2018 per garantire un’organizzazione ottimale della manifestazione; sarà possibile iscriversi contattando i seguenti numeri 393/9485622 – 340/9077151 o via email prolococegliemessapica@gmail.com.

Maggiori informazioni saranno fornite nei giorni seguenti.

Nella stessa giornata a partire dalle ore 16.00 in Piazza Plebiscito ci sarà un calcio balilla umano gonfiabile per far divertire grandi e piccoli in squadre da 5. Ad aprire il pomeriggio sportivo saranno le squadre delle scuola calcio Taf Ceglie e la scuola calcio femminile ASD New Banana Club .





Chi era Sepp di sobba li sierr?



Si chiamava Giuseppe Argentiero, era un guaritore e indovino nato a Ceglie e vissuto a Pascarosa e la sua storia è veramente incredibile, ai limiti della leggenda. Della sua storia si è occupata qualche tempo fa anche la Rai. Ne parlammo in un post dell'anno scorso.

per rileggerlo



Tribuna Libera

sabato 17 marzo 2018

Sulle orme del nostro passato




Questa sera sera alle 18.00 sarà inaugurata presso il castello ducale, in occasione dei 100 anni dalla fine della Grande Guerra, una mostra sulla Prima e Seconda Guerra Mondiale che si protrarrà fino al 25 aprile. Verranno esposti molti documenti inediti.




La mostra è organizzata dall'Associazione Amici del Borgo Antico in collaborazione con il Centro di Documentazione Archeologica di Michele Ciracì, l’Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra di Ostuni e l’ITC “C. Agostinelli" e si avvale del patrocinio del Comune di Ceglie Messapica.

A cento anni dalla guerra del 1915-1918, si vuole ricordare il contributo che il nostro paese ha dato con i suoi Eroi nei due conflitti che hanno segnato indelebilmente la storia del Novecento. 

La mostra, attraverso fotografie, cimeli e documenti originali (cartoline dell’epoca, lettere dal fronte, ...), intende raccontare la vita quotidiana dei nostri Soldati durante le due guerre. Particolarmente interessanti sono i pannelli fotografici che illustrano gli scenari storici e strategici del conflitto. 

Gli studenti dell’ITC “C. Agostinelli” presentano il lavoro compiuto in occasione della partecipazione al concorso “Esploriamo le nostre pietre”, per il quale si sono aggiudicati il primo premio. Esso è costituito di video interviste e una rappresentazione teatrale intitolata "Un Monumento per i nostri Eroi", che narra la storia della nascita del Monumento ai Caduti nella città messapica.








Tribuna Libera

venerdì 16 marzo 2018

Un grande politico, un grande uomo






Oggi ricorrono i quarant'anni dal sequestro di Aldo Moro, il grande statista democristiano, trucidato da quei fanatici assassini che prendevano il nome di "brigate rosse". Una delle pagine più tragiche della nostra storia.

Un grande politico, un grande uomo.

Per alcuni anni della mia giovinezza (ahimè sempre più lontana) ho collaborato come ricercatore e sceneggiatore per una trasmissione che si chiamava "La Storia in Giallo" e che andava in onda su Radio3 Rai. Una delle puntate su cui ho lavorato fu proprio quella dedicata alla ricostruzione del caso Moro. Ha per me anche un significato particolare perchè fu la prima puntata che scrissi tornato da poco a vivere a Ceglie, in un momento non facile della mia vita.

Se qualcuno avesse piacere di ascoltarla (la prima parte è una ricostruzione sceneggiata, la seconda un'intervista in studio dell'autrice del programma Antonella Ferrera al giudice Ferdinando Imposimato), vi allego la puntata qui sotto.

Voglio ricordare così Aldo Moro.










Tribuna Libera

giovedì 14 dicembre 2017

Un sito del Paleolitico in territorio cegliese






Un interessante comunicato dell'associazione cegliese "Amici del Borgo Antico":

“Insieme a sostegno della storia e della cultura cegliese”, è questo il motto dell’Associazione Amici del BorgoAntico per l’anno sociale 2017-2018.

Dopo due anni di preparazione sarà portato a termine il progetto di riscrivere la storia cittadina attraverso i documenti d’archivio. Un lavoro importante scientificamente portato avanti da studiosi attraverso la ricerca negli archivi di stato di Brindisi, Lecce, Napoli e Taranto ma, non è stato tralasciato l’interessamento per la preistoria e la civiltà messapica.

Il ricco programma di conferenze si apre sabato 16 dicembre 2017 alle ore 18,30 presso la Sala Conferenze del Museo Archeologico (MACC) con la partecipazione del prof. Antonio Corrado che relazionerà su Ceglie Messapica – Il sito di Donna Lucrezia nel contesto del Paleolitico inferiore-medio dell’Italia centromeridionale.

A seguire, nel secondo semestre del 2018, le conferenze del prof. Francesco D’Andria, prof. Palma Pantaleone, prof.ssa Vittoria Minniti e altri studiosi, che comunicheremo nelle prossime settimane.

I numerosi appuntamenti affrontano vari aspetti dello sfaccettato e policromo mondo della cultura cegliese; un momento importante per un confronto e uno scambio di conoscenze tra i vari studiosi e i cittadini affinché la cultura non venga vissuta come qualcosa di distante dalle problematiche cittadine.

E’ possibile fare cultura in modi molto diversi, ma l'impegno di ogni cittadino è fondamentale soprattutto in una città come Ceglie che deve fare della cultura la propria caratteristica distintiva. Al termine del ciclo di relazioni a cura dell’Associazione sarà dato alle stampe un volume che raccoglierà il contributo di questi studiosi. Dopo due anni che hanno visto l’impegno di risorse umane ed economiche l’Associazione consegnerà a studiosi e cittadini questa opera.

L’Associazione Amici del Borgo Antico da quasi dieci anni svolge un ruolo culturale e sociale importante per la conoscenza e la salvaguardia dei nostri beni storici e artistici, la valorizzazione del Centro Storico, la conservazione e la divulgazione di importanti documenti. Importante obiettivo anche dell’anno sociale 2017/2018 è la riproposta, avanzata già tre anni fa, all’Amministrazione Comunale di istituire il Museo delle arti, mestieri e tradizioni, un patrimonio di inestimabile valore che non deve essere disperso perché appartiene all'intera comunità cittadina.







Ottimo il lavoro di questa meritoria associazione.


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Vi linko alcuni articoli di una ventina di anni fa della testata IdeaNews. Un tentativo di valorizzazione di questa importante scoperta venne fatto dall'allora Amministrazione comunale guidata da Pietro Mita. 




"La notizia che Donna Lucrezia sia stato un luogo in cui anticamente si lavorava la pietra selciosa, che in quell'area sia esistita una "vera industria" non poteva lasciarci indifferenti. Abbiamo allora indagato ulteriormente, chiedendo allo stesso prof. Corrado, che al prof. Benvenuto, esperto in fatto di Beni culturali, l’esatta consistenza della "scoperta". Ebbene, non ci sono dubbi: un sito con analoga estensione, intorno ai 100 ettari, si trova solo in America. Fatto eccezionale per Ceglie, per la Puglia intera, abbiamo pensato".


per leggere tutto (gli articoli "Adamo ed Eva abitavano qui" e "Una scoperta straordinaria")






Tribuna Libera

giovedì 26 gennaio 2017

Una mattinata sulle tracce della Messapia





L'associazione  "Kirkia - I Leoni di Messapia " e " l'Unitre - Università della Terza Età" di Ceglie Messapica hanno organizzato per domenica 29 gennaio alle ore 10,00 presso il MAAC di Ceglie in via De Nicola, il convegno "Sulle tracce della civiltà Messapica-Profili storici e numismatici.".

Dopo la visita guidata al museo a cura del prof. Isidoro Conte (responsabile scientifico del museo), ci saranno i saluti dell'Amministrazione comunale e del prof. Pietro Maggiore, curatore del convegno.

I relatori saranno il prof. Pietro Magno (Università di Torino) che parlerà di "Kailìa, città di confine della Messapia” e il prof. Aldo Siciliano (Università del Salento) che invece affronterà il tema "“Le monete in Messapia, con particolare riferimento alla zecca di Kailìa”. Introdurrà il prof. Fernando Sammarco (presidente dell'associazione "Kirkia I Leoni di Messapia", in foto). 



Alle 12.30 ci svolgerà una breve passeggiata per recarsi al Castello dove si avrà modo di visitare la Pinacoteca “Emilio Notte” e la mostra sul Carella, pittore del ‘700. Se sarà possibile, seguirà una visita alla Med Cooking School. Alle 14.00 convivio sociale presso la locanda “Vicolo della Felicità”. Il pranzo sarà allietato da canti e balli della tradizione salentina.

Per prenotazioni e informazioni contattare direttamente:







Tribuna Libera

giovedì 27 ottobre 2016

La Ceglie del XX secolo



La nuova opera di Vincenzo Gasparro.

Un libro prezioso, da leggere, conservare e rileggere. Consigliatissimo.









Sinossi dalla quarta di copertina a colori:


"Novecento" è un viaggio nella memoria storica di una piccola comunità che s'intreccia con quella nazionale. I grandi temi della politica e del vivere civile sono recitati da piccoli e grandi attori di periferia e sulla ribalta la rappresentazione è a volte umoristica, a volte eroica e a volte tragica.
Nel libro si respira tutto il fetore del trasformismo italiano, della ricerca egoistica del "particulare", del familismo amorale di una piccola borghesia agraria e urbana, delle irrisolte contraddizioni di classe, ma il libro profuma anche della generosità e della lungimiranza di quelli che, sacrificando la carriera e anche la propria vita, hanno cercato di orientare la vela dell'etica pubblica e privata verso traguardi sempre più ampi di democrazia e progresso civile. 
Letto in questa prospettiva il racconto storico di una piccola comunità del Novecento diventa metafora dei mali e della grandezza italiana. Con questo libro l'Autore conclude e sintetizza l'affresco storico su una comunità che,raccontato dalla trilogia che precede "Novecento", spazia dalla fine dell'800 fino alla parabola novecentesca.



Dall'introduzione (Congedo cerimonioso e altre prosopopee):

"Le passioni della mia vita sono state tre: il gioco del calcio praticato a livello dilettantistico, la politica e la scrittura creativa. Della prima ne porto un ricordo vivido, al tempo della mia gioventù povera e felice e il gioco del calcio mi diletta, di tanto in tanto, con qualche partita vista in televisione.  La politica la vivo ormai con distacco e disincanto e non la seguo più nemmeno in televisione perché ho contezza delle sue maschere e degli attori che recitano a soggetto. Non che ai miei tempi non mancassero le maschere, le marionette, i pupari, gli istrioni, i ladri, gli atei devoti e i sicari che il più delle volte si nascondevano nelle fila dello stesso partito e tra i propri compagni. La fauna politica penso di conoscerla bene per aver visto atei incalliti trasformarsi in zelanti e compunti devoti, rivoluzionari diventare pompieri senza avere nemmeno la botte dell'acqua per spegnere gli incendi e ipocriti che, nascondendosi dietro i grandi principi, tramavano per raggiungere laute prebende politiche e sindacali. I politici in genere sono dei frustrati, narcisi, prepotenti col complesso di castrazione palloni gonfiati da una corte di mendicanti e servi che,appena smettono i panni politici, appaiono in tutta la loro povertà e miseria. Purtroppo questa fauna coloratissima, il più delle volte, fa male anche agli altri e alla collettività..."




Foto: Michele Ciracì


L'autore


Vincenzo Gasparro è nato a Ceglie Messapica (Br). Ha scritto libri di storia e memoria: “La pampanella amara”, “Una famiglia borghese”, “Melagrane scarlatte, more nere”, e con altri “5 Dicembre ’93”. In Dizionario ragionato degli scrittori italiani del ‘900 (Edizioni Helicon). Rodolfo Tommasi scrive di lui: Vincenzo Gasparro ha esordito con un importante libro in cui il movente memoriale e storia trovano un incontro di ineccepibile effetto,costituendo preciso riferimento documentaristico e coinvolgente intonazione narrativa dove commento e umorismo sono magistralmente distribuiti e dosati: “La pampanella amara” (vent’anni di storia e memoria a Ceglie Messapica 1960-1980) uscito nell’89. […] Autore di “originale e decisa fisionomia”, Gasparro si può indicare tra le voci più significative del secondo ’900. Tutta la sua produzione poetica è racchiusa nel libro “Tutte le poesie 1994-2014”. Ha pubblicato il romanzo “Il sortilegio della casa antica”. Il più recente libro di poesia è “Fresco mattino come la tua spalla”. Tutti i libri sono pubblicati dalla BookSprint Edizioni.










Indice del libro



Introduzione
Il guardiano dell’oblio – Congedo cerimonioso & altre prosopopee – A terre meje.

L’età giolittiana
Il maestro che non volle scappellarsi al sindaco – La bomba d’acqua – La situazione economica e i primi scioperi alla rovescia – Le mani sulla città – Il ribrezzo di un garibaldino – Il dossier dell’opposizione – Il pretore d’assalto – Il paese delle attese e la Grande Guerra.

La libertà perduta
Le basi ideologiche del Fascismo – le idee fasciste sul lavoro- Se potessi avere mille lire al mese – Ceglie nella questione meridionale – la benefica acqua del Sele – L’ingordigia dei villani – L’Apocalisse – La vita amministrativa – La povertà e il costo della morte – la lobby dei tassisti – Circolare! Circolare! – Gli ultimi saranno i primi – Il fascista perfetto – La rinuncia alla mente critica – Quella linguaccia di don Goffredo – L’educazione del ventennio a Ceglie – a ci s’alleste alleste pi ssi ssittà – Juscche Sant’Anne – Malattie fame e retorica.

Il dissenso e la via della libertà
Una lezione di vita civile – Il nano gigante – Il clandestino – L’avvocato che beffò l’OVRA – L’avvocato di radio Bari e gli indifferenti.

Il dopoguerra e l’età dell’oro
L’occupazione delle terre – In difesa della civiltà occidentale – Gli opposti estremismi tra botte e miracoli – Non fu solo opportunismo e trasformismo – Una bracciante ministra – Il Secondo Novecento – Il delitto – Ciarlatani – la cultura religiosa – Un prete col bernoccolo della farsa – La svolta conciliare – Homo ludens – La dea Eupalla (Zingara n.1) – La magia della palla a spicchi (Zingara n.2) – Un rito antico – L’orgoglio cegliese – Candidato al Nobel – L’anima musicale – Il custode della memoria democratica – La preghiera del mattino – L’archetipo cegliese – La lotta al drago con quaranta teste – L’anima colorata – Profumo di santità – Estetica dell’eleganza – Il capitano d’industria – Conclusioni – Il cegliese europeo.

Ringraziamenti.




E' possibile acquistare il libro sul sito della BookSprint Edizioni.






"Noi eravamo quello che voi siete, 
e quello che noi siamo voi sarete."




Tribuna Libera

domenica 18 settembre 2016

Novecento Cegliese


E' ormai imminente l'uscita del nuovo libro scritto da Vincenzo Gasparro: "Novecento - Biografia di un paese"







"Care/i amiche/ci vi avevo tempo fa preannunciato che avevo finito di scrivere il nuovo libro di storia sul novecento cegliese. Finalmente è in fase di stampa presso la casa editrice BookSprint che ha voluto stampare anche questo mio nuovo libro che è un viaggio nella memoria del secolo passato. E' un affresco su Ceglie che parte dall'età giolittiana ,passando per il fascismo fino alla fine del secolo scorso.Chiunque ha interesse può prenotarmelo e le copie sono limitate. Il libro si compone di 140 pagine ed ha un formato 14x21 al prezzo di euro 16.90.

Nei prossimi giorni vi darò qualche anticipazione e per intanto vi passo la sinossi del libro che è ricco di documenti inediti ed è corredato da una galleria di personaggi cegliesi ,alcuni completamente sconosciuti ai più".

Vincenzo Gasparro






Dall'ultimo capitolo ("Congedo cerimonioso & altre prosopopee"):

"La politica la vivo ormai con distacco e disincanto e non la seguo più nemmeno in televisione perché ho contezza delle sue maschere e degli attori che recitano a soggetto. Non che ai miei tempi non mancassero le maschere, le marionette, i pupari, gli istrioni, i ladri, gli atei devoti e i sicari che il più delle volte si nascondevano nelle fila dello stesso partito e tra i propri compagni. La fauna politica penso di conoscerla bene per aver visto atei incalliti trasformarsi in zelanti e compunti devoti, rivoluzionari diventare pompieri senza avere nemmeno la botte dell'acqua per spegnere gli incendi e ipocriti che, nascondendosi dietro i grandi principi, tramavano per raggiungere laute prebende politiche e sindacali. I politici in genere sono dei frustrati, narcisi,prepotenti col complesso di castrazione palloni gonfiati da una corte di mendicanti e servi che,appena smettono i panni politici, appaiono in tutta la loro povertà e miseria. Purtroppo questa fauna coloratissima, il più delle volte, fa male anche agli altri e alla collettività..."



Tribuna Libera

mercoledì 10 agosto 2016

Quando il sindaco di Ceglie offriva il pranzo ai poveri


Sempre interessanti le pillole di storia cegliese che Michele Ciracì 
ci regala sulla sua pagina Facebook "Ceglie Storia".



In uno dei post più recenti, che voglio condividere con voi anche sul blog, Michele ci parla di un nobile gesto di solidarietà di un grande personaggio della storia di Ceglie Messapica: il Cavalier Giuseppe Elia, sindaco di Ceglie dal 1860 al 1887.






Una foto, una storia.




"Fine Ottocento primi anni del Novecento.



1861. Dal suo insediamento a sindaco di Ceglie, Giuseppe Elia offriva (a sue spese) nei primi giorni del mese di agosto e prima del Natale un pranzo ai poveri del paese.


Il pranzo si svolgeva nell'atrio del Comune, ma anche in quello del Convento dei Padri Cappuccini o presso il suo stabilimento in via San Vito.

Al pranzo partecipava l'intero Consiglio comunale e la famiglia del sindaco Elia.

Alla fine del pranzo il sindaco "pretendeva" dai consiglieri comunali e dalla sua famiglia un contributo in denaro che i Padri Cappuccini dovevano utilizzare per l'acquisto di medicinali ai bambini poveri.

La consuetudine di offrire il pranzo ai poveri è proseguita fino alla morte del sindaco Elia avvenuta nel 1887 e fino agli anni '20 del Novecento.


Nella foto l'atrio del convento dei padri cappuccini.
Il pranzo ai poveri organizzato dalla Congrega di Carità …

(Centro di documentazione "M. Ciraci'" - Banca delle immagini 
- Fototeca - Ceglie Messapica).









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